Addio a Franco Baresi, la leggenda del Milan aveva 66 anni

Sport

È morto all'età di 66 anni Franco Baresi, storico capitano e simbolo del Milan. Operato per un nodulo polmonare nel 2025, il leggendario difensore ha legato l'intera carriera ai colori rossoneri, collezionando 719 presenze e vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe Uefa, quattro Supercoppe Italiane, oltre a due campionati di Serie B e una Coppa Mitropa. Con la Nazionale ha conquistato il titolo mondiale nel 1982 (senza giocare) e disputato la finale nel 1994 dopo un prodigioso recupero da un infortunio al menisco.

Simbolo di leltà, Franco Baresi ha intrecciato il suo nome a quello del Milan: per tutta la carriera ha indossato solamente la casacca del Milan, senza lasciare il Diavolo neanche durante il doppio purgatorio in cadetteria. E successivamente con Arrigo Sacchi prima e Fabio Capello poi in panchina - e con la fascia di capitano al braccio - Baresi ha guidato i rossoneri in un’epoca d’oro tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90. Il leggendario calciatore ha chiuso la sua carriera in rossonero con il record di 719 presenze ufficiali, durante le quali ha vinto sei titoli di Serie A, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quattro Supercoppe Italiane. In segno di riconoscenza, il Milan ha ritirato la maglia numero 6 da lui indossata.

Solo un'altra maglia ha alternato nel corso della sua carriera, quella della Nazionale italiana. Nel 1982 ha fatto parte della spedizione che ha vinto il Mondiale in Spagna, sotto la guida del ct Bearzot, pur senza mai scendere in campo nel corso della competizione. Saltato Messico 1986 per screzi con l’allenatore, Baresi tornò in Nazionale per i Mondiali Italia ’90 e Usa ’94, durante il quale si rese protagonista di un prodigioso recupero da un’operazione al menisco per disputare la finale contro il Brasile, poi persa ai calci di rigore. 

Appesi gli scarpini al chiodo nel 1997, per alcuni anni Franco Baresi ha lavorato come allenatore nel settore giovanile del Milan. Successivamente è entrato nei quadri dirigenziali del Diavolo, finché nel 2020 - con il passaggio della società nelle mani del fondo Elliott - è stato nominato vicepresidente onorario del club. Nel 2025 la notizia della malattia.