Si è concluso dopo oltre 14 ore il sopralluogo nell'abitazione di Pietracatella dove, lo scorso dicembre, morirono Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi, vittime di un presunto avvelenamento da ricina. Esperti del Robert Koch Institute di Berlino, insieme alla polizia italiana e tedesca, hanno prelevato centinaia di reperti che saranno ora analizzati in Germania per accertare la presenza del veleno e contribuire a ricostruire la dinamica della vicenda.
Proseguono le indagini sul caso della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dopo le prime ricostruzioni che ipotizzavano il decesso per intossicazione alimentare, gli esami tossicologici hanno permesso in seguito di stabilire che entrambe erano state avvelenate con la ricina, una delle sostanze vegetali più tossiche conosciute.
A effettuare il sopralluogo nell'abitazione sono stati gli investigatori italiani e gli esperti tedeschi del Robert Koch Institute di Berlino. Muniti di apparecchiature all'avanguardia e indossando particolari tute per evitare contaminazioni, gli esperti hanno prelevato campioni in tutta la casa, su mobili, abiti e altri oggetti. "Un'attività che non darà risultato immediato, i tamponi acquisiti dovranno essere processati in Germania", ha detto la procuratrice di Larino Elvira Antonelli. Gli investigatori sono impegnati anche nell'analisi dei campioni degli organi delle vittime prelevati durante le autopsie, il sangue di Gianni e Alice Di Vita e gli alimenti sequestrati in casa.
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