Olimpiadi Milano Cortina 2026, curling: cos'è e quali sono le regole

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©Getty

Introduzione

Il curling è uno sport antico, caratterizzato da precisione, strategia e collaborazione. Nato come passatempo invernale, nel tempo si è trasformato in una disciplina regolamentata fino a diventare uno degli sport simbolo dei Giochi Olimpici invernali. Dietro a scope e pietre che scivolano sul ghiaccio, c’è una storia lunga secoli e un regolamento complesso. Ecco tutto quello che c'è da sapere. 

Quello che devi sapere

Le origini del curling

Le origini del curling risalgono alla Scozia del XVI secolo, dove si giocava all’aperto su stagni ghiacciati facendo scivolare sul ghiaccio pietre levigate raccolte nei fiumi. La diffusione del gioco nel Nord Europa è testimoniata anche da un dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio. Le prime “stones” riconosciute come veri attrezzi da curling risalgono allo stesso periodo: due pietre datate 1511 e 1551. Tra il XIX e il XX secolo, da semplice passatempo invernale praticato da contadini e lavoratori, il curling viene progressivamente codificato, fino a diventare disciplina olimpica ufficiale nei Giochi invernali moderni.

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Perché si chiama curling

Il nome deriva dal termine inglese curl, che indica la curva compiuta dalla pietra mentre scivola sul ghiaccio. Questa traiettoria è il risultato della rotazione impressa dal giocatore al momento del rilascio. La parola “curling” compare per la prima volta in documenti del XVII secolo, in un testo proveniente da Perth, in Scozia.

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Curling tradizionale

Nel curling tradizionale ogni squadra è composta da quattro giocatori. Il lead apre ogni End lanciando le prime due pietre. Il second si occupa dei tiri di forza e di “pulizia” del cerchio, rimozioni e colpi di potenza. Il third o vice-skip collabora con lo skip nelle scelte tattiche e tira le pietre che preparano o ribaltano la mano. Lo skip è il capitano e guida la squadra: indica traiettorie e obiettivi. Di solito tira le ultime due stones, spesso decisive. Ogni giocatore lancia due pietre per End, per un totale di otto stones a squadra. Una partita standard prevede dieci End, con eventuale End supplementare in caso di parità.

Il doppio misto

Nel doppio misto le squadre sono formate da due giocatori, una donna e un uomo. Il gioco è più rapido: gli End sono otto e, all’inizio di ciascun End, una pietra per squadra è già posizionata in casa in una posizione prestabilita. I due atleti devono occuparsi di tutte le fasi del gioco: lancio, spazzata e strategia. È la versione più “intensa” del curling moderno.

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Il campo da gioco

Il curling si gioca su una pista di ghiaccio artificiale lunga circa 45–46 metri e larga poco più di 4 metri. Il ghiaccio non è completamente “piatto”: viene trattato con micro-gocce d’acqua, (“pebble”) che creano una superficie leggermente rugosa su cui la pietra scivola e curva. A ciascuna estremità della pista c’è la “casa”, il bersaglio composto da cerchi concentrici (blu, bianco, rosso, bianco) che definiscono la zona punteggio. Sul campo sono presenti linee come la hog line (se la pietra non la supera, è nulla), la tee line (attraversa il centro della casa) e la back line (se la stone la supera e esce, non conta più), che regolano la validità dei tiri.

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La pietra (stone)

La stone è realizzata in granito speciale, proveniente da pochissime cave al mondo, soprattutto in Scozia e Galles. Pesa tra 17 e 20 chilogrammi, ha un diametro di circa 28 centimetri e un’altezza di 11–12 centimetri. Sulla sommità è presente un manico che consente al giocatore di imprimere la rotazione. La parte a contatto con il ghiaccio è un anello esterno, il running band: è questo bordo a scivolare sulle micro-gocce di ghiaccio e a creare il curl.

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Come si svolge un End

Il lancio parte dall’hack, una pedana da cui il giocatore si spinge in scivolata mantenendo l’equilibrio. Durante il rilascio, la stone viene lasciata con una leggera rotazione, che ne determinerà la traiettoria curva. Due compagni spazzano il ghiaccio davanti alla pietra per ridurre l’attrito: così la stone scorre più a lungo e curva meno. Lo skip osserva il tiro dalla casa e impartisce le indicazioni sulla spazzata.

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Punteggio e il martello

Quando tutte le pietre di entrambi i team sono state giocate, si conta il punteggio dell’End. Segna punti solo la squadra che ha la pietra più vicina al centro della casa: ottiene un punto per ogni stone meglio piazzata rispetto alla migliore avversaria. Il diritto di lanciare per ultimi, chiamato martello, è un vantaggio tattico fondamentale e passa alla squadra avversaria dopo ogni End. Di solito il martello si tiene finché si segna almeno due punti; se segni un solo punto, spesso lo “restituisci” all’avversario.

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Regole e fair play

Nel doppio misto è previsto anche il power play, utilizzabile una volta a partita per modificare la disposizione iniziale delle pietre: ogni squadra può spostare le pietre pre-posizionate di inizio End su un lato della casa per creare un set-up offensivo. Il curling è inoltre noto per la sua forte tradizione di fair play: i giocatori spesso segnalano autonomamente eventuali falli e si stringono la mano prima e dopo ogni incontro.

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