Serie A, 90 anni di campionati in un’animazione

Sport

Raffaele Mastrolonardo

La storia del calcio italiano raccontata attraverso i punti conquistati dalle varie squadre nei tornei a girone unico della massima divisione dal 1929 in avanti

La classifica di Serie A all'ultima giornata di campionato dice che la Juve è in testa e l'Inter è seconda. E non è la prima volta che succede. Anzi, qualcuno potrebbe dire che è dal 1949 che va avanti così. Ininterrottamente. Numeri alla mano, non si potrebbe dargli torto. Per capirlo basta dare un’occhiata all’andamento della classifica complessiva nei campionati a girone unico, 90 anni di tornei della massima serie italiana. Accanto alla Juve c'è l'Inter, una coppia che si è formata a partire dal 1949-50 e da allora ha continuato a guardare tutti dall’alto, lasciando le altre squadre, dietro, a battersi per scalare posizioni. 

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Juve, strisce e oro: la nuova maglia per la stagione 2020-2021. FOTO

Ma non ci sono solo Juve e Inter. Osservare la Serie A da questo punto di vista generale e progressivo è un’occasione per ripassare velocemente, in una sorta di Bignami calcistico interattivo, un bel pezzo di storia del pallone italiano con protagonisti a volte dimenticati. Alessandria, Pro Patria, Pro Vercelli, Triestina (che ancora negli anni ‘50 figurava nella top 10 generale) sono solo alcuni dei nomi che compaiono nelle prime annate di questa graduatoria che parte dal 1929-30, primo campionato a girone unico e prosegue fino alla prima giornata del girone di ritorno del campionato in corso.

 

Osservando con attenzione, l’accumulo dei punti negli anni rappresentato dalla barre orizzontali permette di apprezzare periodi caratterizzati dai successi di alcuni club. Per esempio, il dominio della Juventus nella prima metà degli anni ‘30: cinque scudetti consecutivi e oltre 300 punti conquistati. O l’affermazione del Bologna nella seconda metà dello stesso decennio: lo “squadrone che tremare il mondo fa” alla fine della stagione 1941-42 era secondo nella classifica generale con 547 punti, forte di quattro scudetti cuciti sul petto tra il ‘35 e il ‘40. O, ancora, il Grande Torino nell’immediato dopoguerra, anche se la supremazia di Valentino Mazzola e compagni (a cui pose fine la tragedia di Superga) risulta parzialmente penalizzata in questa graduatoria. Il torneo 1945-46, vinto dal club granata, non si svolse infatti con la formula del girone unico ed è quindi escluso dal computo. 

 

Tra gli altri momenti da segnalare, il balzo del Milan nel corso degli anni ‘50 (cinque scudetti in 10 anni) che porta il Diavolo al terzo posto generale, posizione che non lascerà più. Oppure la risalita della Roma a partire dagli anni’80 che condurrà la squadra della capitale, a metà del decennio successivo, a quel quarto posto nella classifica di tutti i tempi che ancora mantiene. Insomma, ce n’è abbastanza per soddisfare la curiosità di ogni tifoso. E anche l’apparente immobilità in testa può riservare, agli occhi più attenti, qualche motivo di suspence. Si può notare, infatti, l’avvicinamento dell’Inter alla Juventus a inizio millennio, dopo gli scandali di Calciopoli che sono costati, fra le altre cose, la retrocessione alla Vecchia Signora. I nerazzurri arrivano ad un certo punto sufficientemente vicini da rendere ipotizzabile in un futuro prossimo un clamoroso sorpasso ma l’inseguimento viene, come noto, vanificato dal successivo dominio bianconero negli anni ‘10: 8 scudetti consecutivi e distanze ristabilite. 

E le penalizzazioni?

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L’animazione e la relativa classifica non includono le penalizzazioni comminate a varie squadre nel corso della storia della Serie A. Il computo dei punti dunque tiene conto solo dei risultati ottenuti sul campo, attraverso pareggi e vittorie (2 punti a successo fino al 1993/94, 3 nel periodo successivo). Aggiungendo le penalizzazioni comunque, la storia e il risultato finale non cambiano poi troppo. Le posizioni rimangono infatti invariate, come mostra il grafico riportato qui sotto che comprende anche le punizioni inflitte dalla giustizia sportiva. 

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Ha collaborato Micaela Ferraro

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