Introduzione
La Figc ha trasmesso alla Uefa nei tempi previsti il dossier relativo agli stadi che potranno ospitare partite dell’edizione 2032 dell’Europeo organizzato insieme alla Turchia. Nyon svolgerà ora le verifiche di conformità degli impianti, 14 stadi per 13 città, e una volta conclusa l’istruttoria sceglierà le 5 sedi designate a ospitare le gare della competizione (a cura di Riccardo Ruggeri).
Quello che devi sapere
La candidatura congiunta di Italia e Turchia
La Figc ha presentato la propria candidatura solitaria e ufficiale come paese ospitante dell’Europeo 2032 nel febbraio 2022, rinunciando di fatto a quella presentata in precedenza per l’edizione 2028 del torneo, che è stata poi assegnata a cinque federazioni, Inghilterra, Irlanda, Galles, Scozia e Irlanda del Nord. Una comunità di intenti straordinaria per questi paesi, che conferma la diffusione sempre più elevata di candidature congiunte per ospitare i tornei internazionali di calcio, dallo scorso Mondiale disputatosi in Canada, Messico e Stati Uniti, al prossimo del 2030, che sarà ospitato da Spagna, Portogallo e Marocco, con partite celebrative anche in Argentina, Paraguay e Uruguay, per festeggiare proprio il centenario della prima Coppa del Mondo organizzata a Montevideo. L’altra grande pretendente per l’Europeo del 2032 era invece la Turchia, che aveva fatto richiesta per poter ospitare quell’edizione o eventualmente quella del 2028, mentre venne esclusa la domanda presentata dalla Russia, estromessa da tutte le competizioni Uefa per aver invaso l’Ucraina. Dopo un periodo di riflessione, Italia e Turchia hanno deciso nel luglio del 2023 di presentare una candidatura congiunta, poi accettata dalla Uefa nel mese di ottobre, spingendo la Federazione ad accelerare nel rinnovamento delle infrastrutture. Così due anni dopo il ministro dello sport Andrea Abodi ha nominato un commissario straordinario per gli stadi, Massimo Sessa, con l’obiettivo di rendere più concreto l’aiuto della politica nel portare a termine i progetti, e si è ora arrivati a presentare nelle scadenze prefissate un dossier di 14 stadi candidati per 13 città, che ora la Uefa valuterà in una fase di istruttoria. Quando Nyon avrà concluso le verifiche di conformità, tra cui la compatibilità infrastrutturale e 120 requisiti operativi, verranno poi stabiliti i cinque stadi designati, che ospiteranno le partite di Euro2032 insieme ad altri cinque stadi scelti dalla Turchia. Attualmente favoriti sono l’Allianz Stadium di Torino, lo stadio Olimpico, i nuovi stadi della Roma e di Milano, mentre è ampia la concorrenza per l’ultimo posto.
Gli stadi già pronti
L’unica sede verosimilmente certa di ospitare alcune partite di Euro2032 è l’Allianz Stadium di Torino, la casa della Juventus dalla stagione 2011-12 nonché primo impianto moderno di proprietà di un club in Italia. Costruito sulla stessa area del preesistente e demolito stadio delle Alpi, è l’unico che finora rispetta tutti i requisiti strutturali e operativi della Uefa, tanto da essere stato designato per ospitare la finale di Conference League del 2028. L’altro stadio già pronto presente nel dossier è invece l’Olimpico di Roma, che ha già accolto la finale delle edizioni del 1968 e del 1980 della competizione ma anche alcune gare dei gironi e un quarto di finale in quella itinerante del 2020, disputatasi in tanti stadi d’Europa per volontà dell’allora presidente Uefa Michel Platinì, che voleva così festeggiare i 60 anni della federazione europea.
Il nuovo stadio della Roma a Pietralata
La novità più importante che arriva dalla Capitale è però il via libera al nuovo stadio della Roma, arrivato al termine della conferenza dei servizi di lunedì 28 settembre e la firma del piano di fattibilità economico-finanziaria. Il nuovo impianto verrà costruito a Pietralata, nella zona nord-est della città e l’obiettivo della società è quello di iniziare i lavori entro marzo del 2027 per poi completarli nel 2031. Il club dovrà ora presentare il progetto esecutivo, ovvero il documento che definisce tutti i particolari dell’opera, e dovranno contemporaneamente essere avviati i bandi pubblici per la costruzione delle opere accessorie all’impianto. Il nuovo stadio sarà realizzato in stile inglese, con circa 60.000 posti e una nuova curva Sud da 23 mila spettatori, per un’opera da 1,3 miliardi di euro di investimenti. Un impianto che arriva dopo il fallimento del progetto per un nuovo stadio a Tor di Valle, a sud di Roma, che fu presentato nel 2012 prima di naufragare nove anni dopo tra dubbi e polemiche. Resta invece fuori dal dossier il progetto presentato dal patron della Lazio Claudio Lotito sulla riqualificazione e trasformazione dello storico stadio Flaminio in un nuovo impianto da 50.000 posti.
Il nuovo stadio di Milano
Abbandonare San Siro sarà doloroso, soprattutto ora che ha appena compiuto e festeggiato cento anni dalla sua costruzione, ma anche Milano si sta preparando ad accogliere un nuovo stadio. La querelle per la nuova infrastruttura va avanti dal 2019, quando le società di Inter e Milan, resesi conto dei costi troppo elevati per una ristrutturazione dell’attuale impianto, presentarono il primo progetto della “Cattedrale”. Il Comune diede l’ok ma le due squadre iniziarono a dividersi, con i rossoneri che virarono su una nuova infrastruttura a San Donato, comprando anche terreni e dialogando proficuamente con la città, e i nerazzurri che decisero allora di orientarsi nella zona di Rozzano e Assago. Nel 2024 le due società tornarono però a una visione comune, presentando al sindaco Sala un progetto per uno stadio da realizzare insieme nell’attuale zona di San Siro, con l’ipotesi che l’intera area venisse acquistata dai club. Milano venne però turbata dall’inchiesta sull’urbanistica e il progetto slittò all’anno successivo, con la definizione della cessione dell’area alle due società per una cifra di 197 milioni. Così il progetto è partito e questa estate sono stati realizzati i primi piccoli lavori, come la demolizione della biglietteria sud e la rimodellazione del perimetro Ovest dello stadio. Entro la fine di ottobre verrà poi svelato il render del nuovo impianto, realizzato dallo stesso studio artefice del nuovo Wembley di Londra, e avrà 71.500 posti, per un valore stimato in 2 miliardi e 149 milioni di euro. Si attende anche il via libera dal Comune e un accordo da raggiungere con la Regione, per poter attivare i cantieri la prossima estate. I tempi sono stretti e, per farsi trovare pronta a Euro2032, la nuova “Scala del calcio” dovrà rispettare tutte le scadenze.
La riqualificazione del Franchi e del Maradona
Tra le sedi avanti nella candidatura c’è quella della città di Firenze, che sta procedendo abbastanza spedita nella ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi, ma il percorso che ha portato al suo rinnovamento è stato piuttosto tortuoso. All’inizio l’allora Patron Rocco Commisso voleva costruire uno stadio del tutto nuovo, con un investimento complessivo di 300 milioni di euro versati dalla società, ma alcuni vincoli architettonici posti dalla soprintendenza del Ministero della cultura impedirono l’abbattimento dell’attuale stadio. Nel 2021 vennero quindi stanziati 95 milioni di euro provenienti dal piano europeo Next Generation Eu per ristrutturarlo, ammodernando il settore Maratona, dando all’impianto una nuova copertura e la costruzione di due nuove curve davanti a quelle preesistenti. L’opera doveva essere completata con lo stanziamento di ulteriori fondi del Pnrr che, dopo un iniziale rifiuto da parte della Commissione Europea, sono poi arrivati e hanno contribuito alla prima fase del progetto. A questi contributi si sono aggiunti altri 85 milioni stanziati dalla Fiorentina, per un totale di quasi 200 milioni destinati al progetto e al completamento della seconda fase. La conclusione del primo lotto, che interessa la Curva Fiesole e parte della Maratona, è prevista con il collaudo entro il 30 aprile 2027, mentre la fine complessiva di tutti i lavori di restyling è fissata per il 2029. Entro il 12 ottobre, invece, il Comune dovrà esprimersi e stabilire se la proposta della società viola rivesta un pubblico interesse nell'ambito del project financing per poter portare definitivamente a termine il progetto. Andrà ristrutturato anche lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli per cui il Comune ha già stanziato 50 milioni, nell’ambito di un progetto complessivo da 203 milioni, dei quali i restanti finanziati dalla Regione Campania. Il nuovo impianto godrà di una capienza maggiore, 65.000 posti con 8.500 in più rispetto al numero attuale grazie alla riapertura del terzo anello e all'allungamento degli spalti fino a 7 metri da bordo campo. I lavori partiranno a maggio 2027 e dureranno tre anni. È stata quindi momentaneamente scartata la proposta del patron azzurro Aurelio De Laurentiis di costruire un nuovo stadio totalmente da zero nella zona di Napoli est.
Gli altri stadi da ristrutturare
Si attende invece la pubblicazione del bando per la gara d’appalto relativa alla ristrutturazione del Ferraris di Genova, che rimarrà aperta per due mesi a partire dall’autunno. L'assegnazione dei cantieri è fissata entro il 31 marzo 2027 e il piano punta a raggiungere circa 36.000 posti complessivi con un investimento totale di circa 100 milioni a carico del soggetto vincitore della gara. È arrivata invece una proposta al Comune di Bari da parte della società Stadio&Co S.r.l per la rigenerazione, l’ammodernamento e lo sviluppo dello Stadio San Nicola e dello Stadio della Vittoria, con un investimento complessivo di 250 milioni. Nel dossier è stato però inserito solo il primo, con un cronoprogramma indicativo che prevede l'avvio dei lavori dal 2027 e il completamento entro il 2031. Riprenderà anche la ristrutturazione del Via del Mare di Lecce, momentaneamente sospesa tra agosto e settembre per i Giochi del Mediterraneo, per cui è stato previsto un intervento complessivo da 36 milioni di euro, con l’obiettivo di dare allo stadio una nuova copertura e strutture più adeguate, oltre a un moderno impianto di illuminazione. Il tutto da completare entro il 2031. Ultimo stadio da ristrutturare presente nel dossier è l’Arechi di Salerno, per cui è previsto un investimento da 116 milioni di euro complessivi. La somma contribuirà anche a rifare il Campo Volpe, che dovrà ospitare temporaneamente le partite interne della Salernitana durante il cantiere principale dell'Arechi. I lavori sono già iniziati nel novembre 2025, con l’obiettivo di concluderli entro il 2029.
I nuovi stadi da costruire da zero
In extremis sono arrivati anche due progetti di stadi da costruire interamente da zero così da essere pronti per Euro2032. Il primo è quello presentato dal Verona, che si prepara a costruire un nuovo impianto da 30.000 posti per un investimento totale da 300 milioni di euro. Il nuovo stadio verrebbe costruito al posto dell’attuale Bentegodi e la squadra giocherebbe in un’infrastruttura temporanea nelle vicinanze per tutta la durata dei lavori, il cui completamento è previsto per la stagione 2031-32. L’altro progetto arrivato invece allo scadere della deadline è quello relativo al nuovo stadio del Bologna che ha formalizzato l’accordo raggiunto in estate tra club e BolognaFiere per la realizzazione di un nuovo impianto da 35.000 posti e un investimento totale di circa 300 milioni di euro. Il nuovo stadio sorgerà in zona Fiera e il termine dei lavori è fissato nella primavera del 2031 con l'obiettivo di rendere lo stadio disponibile in vista di Euro2032. Non si sa quale sarà invece il destino del Dall’Ara, i cui costi di ristrutturazione erano arrivati a superare i 200 milioni di euro, spingendo il club ad abbandonare questa pista nonostante un contributo da parte del Comune di 40 milioni di euro. Più avanti degli altri due nel progetto è invece il nuovo stadio del Cagliari, che sorgerà nel quartiere Sant’Elia, con l’obiettivo non solo di costruire un nuovo impianto ma anche di riqualificare la zona, attualmente degradata. La capienza prevista è di 30mila spettatori, numero minimo di posti che la Uefa richiede per gli Europei. L’investimento è stimato in circa 218 milioni di euro, coperto per 60 milioni da contributi pubblici, di cui 50 milioni della Regione e 10 milioni del Comune, e 60 milioni di investimento privato. Il Comune di Cagliari ha comunicato che sono ancora in corso le verifiche previste dal Codice degli appalti e, superata questa fase, verrà pubblicato il bando per la realizzazione dell’impianto.