Ritenuto da molti il più forte di tutti i tempi, il "Capitano", questo uno dei suoi soprannomi, ha vinto tanti titoli durante la carriera, in particolare ha centrato il Grand Slam per due volte, nel 2001 e nel 2002, vincendo le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d'Europa, ovvero il Prix d'Amerique, il Gran Premio Lotteria e l'Elitloppet
È morto Varenne. Il cavallo italiano, che era nato a Copparo nel 1995, è stato un grande trottatore, ritenuto da molti il piu' forte di tutti i tempi. Il "Capitano", questo uno dei suoi soprannomi, ha vinto tanti titoli durante la carriera, in particolare ha centrato il Grand Slam per due volte, nel 2001 e nel 2002, vincendo le tre corse di Gruppo 1 più prestigiose d'Europa, ovvero il Prix d'Amerique, il Gran Premio Lotteria e l'Elitloppet.
"E' con immenso dolore - si legge nella pagina Instagram ufficiale di Varenne - che diamo la notizia della morte del Capitano, questa notte Varenne è venuto a mancare e il veterinario ne ha accertato la causa per infarto fulminante. Siamo distrutti nell'aver appreso questa mattina la notizia e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i
suoi fan a volare verso le sue vittorie. Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve".
L'omaggio a Enzo Giordano
"Raggiungi Enzo lassù", si legge ancora sulla pagina Instagram. Lo staff di Varenne si riferisce a Enzo Giordano, che è stato l'acquirente e proprietario del cavallo, acquistato per una cifra di circa 180 milioni di lire. Varenne era figlio dello stallone
americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz. In carriera ha fatto vincere a Giordano oltre sei milioni di euro, trionfando in 62 delle 73 corse disputate. Dopo l'attività in campo ippico, il "Capitano" ha fatto per anni lo stallone e ha generato più di 2000 figli.
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L'ultima gara
Varenne aveva disputato l'ultima gara il 28 settembre 2002, in Canada. A sette anni il fuoriclasse dei trottatori, figlio di Waikiki Beach e Ialmaz, si era piazzato secondo, a Montreal, nel Mondial Trot, dietro la francese Fan Idole. Era poi stato retrocesso all'ultimo posto per l'andatura. Un incidente che gli era capitato solo nella corsa di esordio, nel 1998. Nato il 19 maggio 1995 nell'Allevamento di Zenzalino di Alessandro Viani con una genealogia unica - il padre era figlio di Speedy Somolli, da Speedy Crown e la madre figlia di Zebu, da Sharif di Iesolo - Varenne ha corso in carriera 72 gare vincendone 63, raccogliendo oltre sei milioni di euro in premi (primato assoluto davanti alla statunitense Moni Maker).
Il driver Minnucci: "La storia l'ha scritta lui"
"La storia l'ha scritta lui, io non ho fatto altro che stargli dietro. Se oggi la gente mi riconosce per strada lo devo a Varenne. Abbiamo costituito insieme un connubio e una macchina perfetta. Gli sarò riconoscente per tutta la vita". Giampaolo Minnucci, lo storico driver del 'Capitano', ricorda così il trottatore più forte di sempre, scomparso oggi all'età di 31 anni nell'allevamento di Eboli, con cui conquistò trionfi in tutto il mondo. Un legame indissolubile nato da un acquisto quasi causale insieme al proprietario Enzo Giordano ("Cosa vista, piaciuta e comprata") e proseguito ben oltre l'addio alle piste: "Ha chiuso gli occhi a 31 anni e io non ho mai saltato un suo compleanno. L'ho visto per l'ultima volta proprio quel giorno, lo scorso 19 maggio.
Non riesco a spiegare l'emozione tra di noi in ognuno di questi incontri, la tengo per me". Quando gli si chiede della prima gara insieme, il driver ammette: "Non pensavo nemmeno che si avvicinasse al 30-40% di quello che ha poi fatto. Ci bastava fosse un ottimo acquisto, da lì a diventare il campione del mondo c'è di mezzo un abisso. Ho vinto quasi 6.000 corse in carriera e lui ne ha vinte 62, ma non ho mai ritrovato un cavallo così". Tra i trionfi leggendari - dall'Elitloppet al Prix d'Amerique, fino ai record del mondo negli USA e alla Lotteria di Agnano - il ricordo piu vivido resta però l'ultima uscita insieme: "Scelgo la gara in Canada, quando lo retrocessero per una squalifica nell'ultima curva. Me la tengo stretta insieme a tutte le vittorie". Oggi Minnucci torna in pista a Cesena per un torneo internazionale di driver da tutto il mondo, ma con il
pensiero rivolto al suo compagno di una vita: "I cavalli hanno un cuore e un cervello pensante. Non so se sia stato lui a cercare me o io lui, ma so che è lui ad avermi trovato. Ci siamo incontrati e insieme abbiamo fatto la storia. Dico grazie per sempre al Capitano", ha concluso commosso.