Quanto costa la "fabbrica" Sinner: gli stipendi dello staff che sostiene il numero uno

Sport

Introduzione

Dietro ogni trofeo di Jannik Sinner c'è una squadra di sette-otto professionisti che il tennista paga di tasca propria: coach, preparatore, fisioterapista, osteopata, mental coach e manager. Se i suoi guadagni fanno notizia a ogni torneo, molto meno si parla dell'altro lato del bilancio: quanto costa mantenere questa struttura. Le cifre esatte dei contratti non sono pubbliche e tutte le stime che circolano vanno prese come tali, ma tra fisso settimanale, percentuali sui montepremi e spese di trasferta, le ricostruzioni giornalistiche italiane ed estere permettono di inquadrare l'ordine di grandezza dell'investimento.

Quello che devi sapere

La squadra dietro al campione

Il tennis è considerato lo sport individuale per eccellenza, ma dietro un numero uno del mondo lavora un gruppo affiatato di specialisti. A differenza del calcio o del basket, dove i club coprono ingaggi e costi, nel tennis è il giocatore a farsi carico direttamente dello stipendio del proprio staff. Sinner ha costruito negli anni un team che segue ogni aspetto della sua preparazione, dalla tattica alla fisioterapia fino alla gestione mentale e commerciale. Il rovescio della medaglia è che questa "macchina" ha un costo importante, sostenuto interamente dai suoi ricavi.

Chi c'è nel team oggi

Alla guida tecnica ci sono i due coach, Simone Vagnozzi (allenatore principale, dal febbraio 2022) e Darren Cahill, il "super coach" australiano arrivato nell'estate dello stesso anno. Dopo un anno di forti cambiamenti nell'area fisica, il preparatore Umberto Ferrara è rientrato nel gruppo, affiancato dal fisioterapista argentino Alejandro Resnicoff e dall'osteopata Andrea Cipolla. Completano lo staff il mental coach Riccardo Ceccarelli e i manager Alex Vittur e Lawrence Frankopan, che curano l'area commerciale. In tutto, il cerchio ristretto che accompagna Sinner nei tornei conta tra le sette e le otto persone.

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Come funziona il compenso: fisso più percentuale

La retribuzione nel tennis di vertice non si basa su un semplice stipendio. Per i coach, in particolare, il modello combina più livelli: una parte fissa (settimanale o mensile) garantita a prescindere dai risultati, a cui si aggiunge una percentuale sul prize money conquistato dal giocatore, più eventuali bonus legati ai titoli. Secondo le ricostruzioni, i coach principali percepiscono di norma una quota che oscilla tra il 10% e il 15% dei premi, con contratti che in alcuni casi possono spingersi fino al 20%. È la percentuale, e non il fisso, a fare la differenza quando il giocatore vince quanto vince Sinner.

Darren Cahill, il "super coach"

Cahill è la figura che più attira l'attenzione internazionale: da allenatore ha portato al numero uno Lleyton Hewitt, Andre Agassi e Simona Halep. Le cifre del suo contratto con Sinner non sono mai state rese note. Diverse ricostruzioni giornalistiche stimano un fisso attorno ai 6.000 euro a settimana, a cui si somma la quota sui montepremi. La testata statunitense The SportsRush ha calcolato che, applicando una percentuale del 10%, nel 2024 Cahill potrebbe aver incassato circa 2 milioni di dollari solo dalla parte sui premi, contro i circa 200mila del 2023: più di quanto l'australiano avesse guadagnato in tutta la sua carriera da giocatore. Restano stime, ma rendono l'idea dell'ordine di grandezza.

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Simone Vagnozzi, l'allenatore di campo

Vagnozzi è il coach che lavora quotidianamente con Sinner sul piano tecnico e tattico, e a lui viene attribuita buona parte del lavoro sul servizio e sulla varietà di colpi. Ex professionista con un best ranking attorno alla 160ª posizione, prima di Sinner aveva allenato Marco Cecchinato e Stefano Travaglia. Anche per lui vale la struttura fisso più percentuale, con cifre stimate simili a quelle del collega australiano, sebbene i termini esatti del contratto non siano pubblici. Lo stesso Cahill ha definito Vagnozzi il miglior allenatore incontrato in carriera, segno del peso specifico che ha nel team.

Preparatore e fisioterapista: i costi dell'area fisica

Accanto ai coach lavorano le figure che curano il corpo dell'atleta: il preparatore atletico, il fisioterapista e l'osteopata, professionisti che seguono Sinner praticamente tutto l'anno e in ogni torneo. Anche per queste figure d'élite le ricostruzioni parlano di una base fissa annua a sei cifre, cioè sopra i 100mila euro a testa. È un'area che negli ultimi due anni ha vissuto un forte ricambio, prima con l'uscita di Umberto Ferrara e Giacomo Naldi legata al caso Clostebol, poi con il breve capitolo Panichi-Badio e infine con il rientro di Ferrara e l'arrivo del fisioterapista Resnicoff.

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La logistica: voli, hotel e trasferte

C'è una voce di spesa che spesso sfugge: quella dei viaggi. Poiché nel tennis è il giocatore a coprire i costi del proprio gruppo, Sinner si sposta quasi tutto l'anno accompagnato da una "bolla" di tre o quattro persone, tra voli, alberghi e trasferte. Nei grandi tornei si tratta di soggiorni di alto livello: durante gli Internazionali di Roma, ad esempio, la suite scelta dal tennista può arrivare a costare circa 2.000 euro al giorno. Sommando spostamenti e pernottamenti, la sola logistica del team rappresenta una quota rilevante del bilancio annuale, dell'ordine delle centinaia di migliaia di euro.

I manager e la quota sugli sponsor

I due manager, Alex Vittur e Lawrence Frankopan, non pesano sul bilancio sportivo quotidiano nello stesso modo dello staff tecnico: di norma vengono remunerati con una percentuale sui contratti di sponsorizzazione, stimata tra il 10% e il 20%. È un'area particolarmente ricca, dato che il valore commerciale di Sinner è enorme: secondo le stime elaborate da ChainOn per la Gazzetta dello Sport, il tennista vale circa 34 milioni di euro l'anno di soli sponsor, bonus esclusi, con il contratto Nike (150 milioni di dollari in dieci anni) come pilastro. Vittur, oltre a essere manager, è uno degli amici più stretti di Sinner.

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Quanto costa la macchina: il bilancio

Mettendo insieme fissi, percentuali e logistica, quanto costa in tutto il team Sinner? Un articolo della Gazzetta dello Sport ha stimato che un giocatore della top 10-15 come lui sostiene costi annuali compresi tra 500mila e 1 milione di euro per mantenere la propria struttura. Altre ricostruzioni, che includono in modo più ampio le percentuali dei coach sui ricchi montepremi, spingono la stima verso l'alto. In ogni caso si tratta di cifre largamente sostenibili: a fronte di questi costi, tra premi e sponsor Sinner genera un fatturato che supera stabilmente i 40-50 milioni di euro a stagione. Come ha ricordato lo stesso Cahill con una battuta all'Australian Open 2024, scherzando sul fatto di essere "pagato poco" dal suo allievo, il tema economico nel team viene vissuto con leggerezza: la "fabbrica" Sinner, in fondo, è un investimento che si ripaga da sé.

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