Zverev e il diabete di tipo 1: "Gioco due partite contemporaneamente, una è invisibile"

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Giulia Mengolini

Giulia Mengolini

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Il tennista tedesco ieri ha trionfato al Roland Garros, realizzando un'impresa sportiva mai compiuta prima da una persona con diabete. Dal 2022, ha raccontato in alcune occasioni la sua convivenza con la malattia diagnosticata all'età di quattro anni: "Ho sempre provato un po' d'insicurezza, ho cercato di nasconderla. Oggi sono orgoglioso però di essere diventato un riferimento per i ragazzi che mi vedono come un esempio"

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"Ci sono due partite che si giocano contemporaneamente: quella che tutti vedono e quella che sento solo io". Sono parole di Alexander Zverev, e la seconda partita a cui si riferisce è quella che affronta quotidianamente nella convivenza con il diabete di tipo 1. Il campione tedesco, numero 3 al mondo, ieri ha trionfato al Roland Garros, battendo l'italiano Flavio Cobolli e realizzando un'impresa sportiva mai compiuta prima da una persona con diabete. 
 

Quella "seconda partita" è per lo più invisibile, ha spiegato Zverev a inizio 2026 in un'intervista a Reuters, e si gioca nei momenti di pausa tra un punto e l'altro e durante i cambi di campo. "Può trattarsi di una cosa semplice come decidere quando bere un sorso dalla mia borraccia o quando assumere un gel energetico", in base al valore della glicemia nel suo sangue. E, se necessario perché il glucometro segnala un'iperglicemia, somministrarsi insulina tramite un'iniezione sottocutanea. "Da fuori sembra un normale cambio di campo, ma io sto già programmando il successivo", ha spiegato.

La diagnosi all'età di quattro anni

Zverev, nato ad Amburgo nel 1997, ha ricevuto la diagnosi da bambino, a quattro anni. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune - ad oggi senza cura - in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, causando una carenza di questo ormone fondamentale per il metabolismo dello zucchero. I pazienti devono quindi somministrarsi ogni giorno l'insulina dall'esterno, tramite iniezioni a ogni pasto (come Zverev) o attraverso un microinfusore. E monitorando grazie a un sensore glicemico la glicemia 24 ore su 24, con una maggiore complessità per le persone che praticano sport ad alti livelli.

Il racconto nel 2022: "A scuola sono stato preso di mira"

Zverev ha raccontato di essere stato preso in giro a scuola a causa del diabete, ma ha spiegato che parlare apertamente della malattia lo ha aiutato nel percorso di accettazione. Fino al 2022 non aveva reso pubblico questo aspetto della sua vita: lo ha fatto per la prima volta il 6 agosto di quell'anno, rendendo pubblica la diagnosi di diabete di tipo 1. "È una sensazione bellissima. È come se mi fossi tolto un peso dalle spalle, perché a scuola sono stato preso un po' di mira per via del diabete", aveva raccontato Zverev nel podcast ATP Tennis Radio.

23 January 2026, Australia, Melbourne: Tennis: Grand Slam - Australian Open, men's singles, 3rd round. Zverev (Germany) - Norrie (Great Britain). Alexander Zverev injects himself with insulin. Photo: Frank Molter/dpa (Photo by Frank Molter/picture alliance via Getty Images)
Alexander Zverev mentre si somministra un'iniezione di insulina durante l'Australian Open, 23 gennaio 2026. - ©Getty

"Quando mi è stato diagnosticato, circa venti anni fa era diverso e praticare uno sport come il tennis era considerato impossibile", ha raccontato nel corso di un evento nel 2025 a Roma di Medtronic, azienda di dispositivi tecnologici per persone con diabete di cui è testimonial. "La tecnologia e i farmaci hanno fatto enormi passi avanti. Quindi io sto vivendo il mio sogno ma non sono l'unico esempio di atleta con diabete. E oggi non c'è motivo per cui bambini e adulti con diabete non possano vivere al meglio la propria vita", ha detto. 

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Quando i medici gli dissero di cambiare sport

Ma il percorso sportivo di Zverev all'inizio è stato in salita. Il tennista ha raccontato di quando i medici dissero alla madre che "giocare a tennis con il diabete è molto difficile", e gli consigliarono di cambiare sport. "Se ho continuato a giocare è stato merito di mia madre. È molto testarda", ha raccontato il campione in un'intervista al quotidiano argentino il Clarin. "Ho sempre provato un po' d'insicurezza rispetto alla mia malattia, ho cercato di nasconderla. Sono orgoglioso però di essere diventato un riferimento per quei ragazzi che mi vedono come un esempio di tennista che riesce a giocare con il diabete. Penso che sia una malattia di cui non si parla molto. Nei Paesi meno sviluppati, spesso capita che chi soffre di diabete non abbia le attrezzature necessarie per effettuare i test e ottenere l'insulina e a volte questo significa non avere la possibilità di sopravvivere". La conoscenza e l'aiuto, ha aggiunto Zverev, "sono molto importanti". 

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Una fondazione per sostenere ragazzi e ragazze con diabete

Nel 2022 con questo obiettivo ha dato vita infatti alla "Alexander Zverev Foundation", fondazione che vuole a aiutare giovani con diabete in Paesi in via di sviluppo, fornendo insulina (farmaco salvavita) e altri farmaci essenziali a chi ha accesso alle cure. Dalla sua nascita, si legge sul sito della fondazione, la Alexander Zverev Foundation ha raggiunto oltre 1.150 bambini e ragazzi e, grazie al contributo di partner, aziende e privati, ha raccolto più di 1 milione di euro in donazioni.

"Ho il privilegio di vivere la vita che ho sempre sognato. Volevo giocare a tennis, viaggiare per il mondo partecipando ai tornei ed essere uno dei migliori tennisti al mondo", ha spiegato il campione. "Sono pienamente consapevole che non tutti i bambini hanno la stessa fortuna e, per questo motivo, per me è molto importante restituire qualcosa e aiutare gli altri nel loro cammino".

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