Mehdi Taj, presidente della federazione calcistica iraniana ritenuto vicino alle Guardie della Rivoluzione islamica, è stato fermato all’ingresso in Canada dopo il suo arrivo a Toronto. Taj e due accompagnatori hanno lasciato il Paese nella serata di lunedì. Una mossa che alimenta ulteriori speculazioni sulla partecipazione di Teheran alla rassegna iridata
Il caso legato alla partecipazione dell'Iran ai Mondiali di calcio si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Mehdi Taj, presidente della federcalcio di Teheran, è stato bloccato dalle autorità canadesi appena atterrato a Toronto, da dove avrebbe dovuto raggiungere Vancouver per presenziare al congresso della Fifa. Il dirigente, ritenuto vicino alle Guardie della Rivoluzione islamica, ha dovuto abbandonare il Paese poche ore dopo il suo arrivo. Secondo quanto si è appreso, dopo lo stop imposto dalle autorità di frontiera, Taj e due accompagnatori hanno lasciato il Canada nella serata di lunedì.
L'11 maggio il termine ultimo per assumere provvedimenti straordinari
Secondo quanto riportato da Iran International, al dirigente era stato inizialmente concesso un permesso di soggiorno temporaneo che avrebbe dovuto consentirgli l’accesso in territorio canadese, seppur con restrizioni precise. Resta però da chiarire se il documento sia stato revocato all’arrivo o se, dopo ulteriori controlli, le autorità abbiano deciso di negargli definitivamente l’ingresso. Questo stop forzato getta un'ulteriore ombra sulla partecipazione dell'Iran. Sebbene non ci siano ancora sanzioni ufficiali, il tempo stringe: i nodi verranno sciolti tra il congresso di Vancouver e l'11 maggio, termine ultimo per eventuali provvedimenti straordinari. Nel frattempo aumentano i segnali di incertezza: nelle scorse ore sono state annullate le amichevoli di preparazione contro Macedonia e Angola, mentre Teheran starebbe cercando alternative per mantenere il programma di avvicinamento al torneo.