L'ex numero 10 del Milan e della Nazionale sostiene di avere già pronto un programma per il rilancio, scritto col figlio di Angelo Sormani: "Vogliamo ripartire dai più piccoli"
Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della Figc si lavora al suo successore. Tra i nomi emersi figurano quelli di Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, ma nelle ultime ore un'altra grande personalità del nostro calcio si è fatta avanti. Si tratta di Gianni Rivera, storico numero 10 del Milan, campione d'Europa e vicecampione del Mondo con la Nazionale, Pallone d'Oro nel 1969 ex deputato e sottosegretario alla Difesa, nonché già dirigente federale.
"Sono sempre pronto"
"Se mi chiamano, io sono pronto. Sono sempre pronto - ha detto in un'intervista a Repubblica assicurando di avere già "un programma per rilanciare il movimento".
Rivera ha proseguito: "L'Italia ancora fuori dalla Coppa del mondo è un disastro, anche all'estero nessuno ci poteva credere. La Nazionale deve potersi confrontare con Germania, Brasile. Noi siamo quella cosa lì, non questi".
"Ripartire dai più piccoli e dalla tecnica"
L'ex Golden Boy ha spiegato di aver lavorato alla ricetta per il rilancio del calcio italiano insieme ad Adolfo Sormani, il figlio di Angelo: "Vogliamo ripartire dai più piccoli: bisogna curare la tecnica di chi inizia a giocare a calcio. Concentrarsi su quello. Poi aumentare le strutture e farli stare più tempo possibile in campo".