Arbitri, verso riforma del sistema: cosa potrebbe cambiare

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L'idea è quella di creare una società partecipata dalla Figc, guidata da un Cda di tre membri, che nomineranno poi un responsabile amministrativo e uno tecnico. Il secondo sostituirebbe di fatto il designatore a capo degli arbitri di serie A

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Non sembra destinato a placarsi il conflitto tra la Federcalcio e l’Aia. Mentre il presidente degli arbitri, Antonio Zappi, vede confermata in appello la sua sospensione di 13 mesi, Gabriele Gravina ha inviato una lettera di diffida al suo vicario, Francesco Massini. Oltre ai procedimenti disciplinari, la Figc punta però a una riforma radicale per superare la crisi del settore. L'obiettivo, sottolinea Repubblica, è sottrarre all’Aia il potere di nomina dei designatori di Serie A e B, eliminando le logiche clientelari e le correnti interne che hanno condizionato le carriere dei direttori di gara.

Esclusa l'ipotesi del commissariamento

Il progetto prevede la creazione di una società partecipata dalla Figc, guidata da un Cda di tre membri, che nomineranno poi un responsabile amministrativo e uno tecnico. Il secondo sostituirà di fatto il designatore e sarà a capo degli arbitri di serie A: avrà il potere di sceglierli, togliendo quindi all’Aia il potere di nominare un designatore e il controllo sugli arbitri di vertice. Rimuovendo quindi il criterio di selezione dalla logica clientelare che in questi anni ha fatto sì che il futuro dei direttori di gara dipendesse dai presidenti di sezione dell’Aia, che potevano o meno promuoverli. Nonostante la tensione, Gravina esclude per ora il commissariamento, attendendo l'esito del ricorso di Zappi al Collegio di Garanzia del Coni.

 

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