L'idea è quella di creare una società partecipata dalla Figc, guidata da un Cda di tre membri, che nomineranno poi un responsabile amministrativo e uno tecnico. Il secondo sostituirebbe di fatto il designatore a capo degli arbitri di serie A
Non sembra destinato a placarsi il conflitto tra la Federcalcio e l’Aia. La Figc punterebbe infatti a una riforma radicale per superare la crisi del settore. L'obiettivo, sottolinea Repubblica, è sottrarre all’Aia il potere di nomina dei designatori di Serie A e B, eliminando le logiche clientelari e le correnti interne che hanno condizionato le carriere dei direttori di gara.
Esclusa l'ipotesi del commissariamento
Il progetto prevede la creazione di una società partecipata dalla Figc, guidata da un Cda di tre membri, che nomineranno poi un responsabile amministrativo e uno tecnico. Il secondo sostituirà di fatto il designatore e sarà a capo degli arbitri di serie A: avrà il potere di sceglierli, togliendo quindi all’Aia il potere di nominare un designatore e il controllo sugli arbitri di vertice. Rimuovendo quindi il criterio di selezione - anche con una modifica dei meccanismi elettorali - dalla logica clientelare che in questi anni ha fatto sì che il futuro dei direttori di gara dipendesse spesso dai presidenti di sezione dell’Aia, che potevano o meno indirizzare in qualche modo le loro carriere. Nonostante la tensione, Gravina esclude per ora il commissariamento.