Olimpiadi di Tokyo, Malagò: "Non riconoscere ius soli sportivo è folle"

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L’impresa di Marcell Jacobs, con la vittoria dei 100 metri, riapre il dibattito sulla necessità di giungere il prima possibile a un accordo sulla cittadinanza per i minori immigrati che competono nelle gare italiane. Salvini a Sky TG24: "Non c'è bisogno di cambiare la legge"

Sono 55 gli atleti della spedizione italiana a Tokyo che sono nati all’estero. Tra questi vi è il velocista Marcell Jacobs, che con la sua vittoria d’oro nei 100 metri riapre il dibattito sulla necessità di giungere il prima possibile al cosiddetto “ius soli sportivo” (COS’È). Ad intervenire sull’argomento è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando a Casa Italia: “Noi vogliamo occuparci di sport e non riconoscere lo ius soli sportivo è qualcosa di aberrante, folle”, ha detto di ritorno dallo stadio Olimpico di Tokyo, dove poco prima l'azzurro sorprendeva tutti ottenendo il titolo di uomo più veloce del mondo.

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Jacobs è nato 26 anni fa a El Paso, in Texas. Padre americano, mamma di Desenzano del Garda, è arrivato in Italia quando aveva pochi mesi. “Io in Texas sono solo nato: da quando ho 10 mesi vivo in Italia e l'Italia è il mio Paese", ha dichiarato il campione. Come ha più spesso fatto notare davanti alle telecamere, Jacobs si dice “negato” con l’inglese, mentre sfoggia la sua cadenza bresciana.

Lo ius soli “sportivo”

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In Italia la legge del 2016 prevede che i ragazzi immigrati in Italia, anche se non in possesso della cittadinanza, possano essere tesserati da un club e partecipare alle competizioni, ad eccezione di quelle nazionali. Solo una volta diventati maggiorenni possono avviare la pratica per ottenere la cittadinanza italiana, e, dopo averla ottenuta, intraprendere una carriera agonistica con la maglia azzurra. Da qui nasce la richiesta di Malagò: “Lo ius soli sportivo va concretizzato: a 18 anni e un minuto chi ha quei requisiti deve avere la cittadinanza italiana. Oggi la risposta migliore l'ha data Mario Draghi - ha aggiunto Malagò - che li ha invitati a Palazzo Chigi". Sulla questione, a Sky TG24, è intervenuto Matteo Salvini: "Ho sentito Malagò: già oggi la legge prevede che si possa avere la cittadinanza a 18 anni, non c'è bisogno di cambiarla. Ora godiamoci le medaglie e basta".

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