Tokyo 2020, prima storica medaglia per San Marino: Perilli bronzo nel tiro a volo

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Alla quindicesima partecipazione dello Stato di San Marino alle Olimpiadi Alessandra Perilli si è aggiudicata la medaglia di bronzo nella specialità della fossa (Trap), dopo aver sfiorato il podio a Londra nel 2012

Grandi festeggiamenti e tanta emozione per una medaglia storica, la prima di sempre per San Marino. Il merito è tutto di Alessandra Perilli, una ragazza nata a Rimini nel 1988 che gareggia per la Repubblica del Titanio, uno stato di poco più di 33 mila abitanti, incastonato tra Emilia Romagna e Marche a pochi chilometri dalle acque del mar Adriatico. Questa medaglia di bronzo arriva alla quindicesima partecipazione alle Olimpiadi e Alessandra se l’è aggiudicata nella specialità della fossa (Trap), la stessa che ha visto il flop di Jessica Rossi, oro olimpico a Londra 2012 e a Tokyo portabandiera dell'Italia, assieme ad Elia Viviani, alla cerimonia d'apertura (SPECIALE TOKYO 2020).

Un talento di famiglia

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Una famiglia di atleti di talento quella di Alessandra, 33 anni, anche lei alfiere venerdì scorso, diventata cittadina di San Marino all'età di 18 anni attraverso l'eleggibilità della madre, nel febbraio del 2014 è diventata mamma, e per tre volte è stata nominata atleta dell'anno (2011, 2012, 2016 e 2017). La sorella di Alessandra, Arianna è stata azzurra del tiro a volo e poi anche lei ha cambiato cittadinanza. Perilli non è un nome nuovo nel tiro a volo. Tokyo 2020 è stata la sua terza partecipazione ai Giochi dopo Londra 2012, quarta, e Rio 2016, sedicesima. In questa stagione ha vinto la tappa di Coppa del mondo a Lonato. 

L’orgoglio del papà

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"Capirà dopo tanta fatica e poi dopo Londra, la paura era che finisse come quella volta, quando finì quarta dopo aver perso lo spareggio a tre per argento e bronzo. Di fatica ne è stata fatta e ora siamo felicissimi". Accento romagnolo, la gioia e la fierezza nelle espressioni che non nascondono l'orgoglio di essere il babbo di Alessandra Perilli, prima storica medaglia olimpica sammarinese. "Abbiamo fatto due notti insonni - racconta Claudio Perilli - la mamma, io la sorella Arianna la sua figlia Martina, mentre il figlio di Alessandra era col suo babbo. Abbiamo visto tutto in diretta e appena abbiamo capito era medaglia abbiamo pianto". "Alessandra ci ha chiamato appena ha sbrigato le formalità, una video chiamata brevissima - continua il padre - non so cosa ci siamo detti, abbiamo pianto. L'abbiamo presa come genitori, lei piangeva e noi con lei. Cosa ci aspettiamo dal futuro? Che Ale torni a casa poi si vedrà. Noi facciamo come diceva lei prima delle gare, di Olimpiadi non ne abbiamo mai parlato. Alessandra diceva sempre: 'Papà vado avanti un piattello alla volta', non pensava mai di vincere. Eppure ce l'ha fatta e noi siamo fieri di lei". 

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