Usa, l’idea della National Football League: inno afroamericano potrebbe aprire campionato

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Secondo la Cnn, gli organizzatori stanno pensando di far eseguire “Lift Every Voice and Sing” all'inizio di ogni partita durante la prima settimana della stagione. Il brano dovrebbe essere intonato prima dell'inno tradizionale americano “The Star-Spangled Banner”. Intanto, i Washington Redskins aprono alla possibilità di cambiare nome rimuovendo quel “pellirossa” offensivo nei confronti dei nativi americani

L’inno nazionale afroamericano potrebbe aprire il prossimo campionato di football negli Stati Uniti. A dirlo è la Cnn, secondo cui la National Football League sta pensando di far eseguire - dal vivo o in versione registrata - “Lift Every Voice and Sing” all’inizio di ogni partita, durante la prima settimana della stagione. Intanto, i Washington Redskins aprono alla possibilità di cambiare nome rimuovendo quel “pellirossa” offensivo nei confronti dei nativi americani.

L’inno afroamericano prima di quello tradizionale Usa

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George Floyd, gli atleti che si sono inginocchiati in suo onore. FOTO

Il brano “Lift Every Voice and Sing”, conosciuto come l'inno nazionale afroamericano, secondo la Cnn sarà intonato prima dell'inno tradizionale americano “The Star-Spangled Banner”. Probabilmente sarà accompagnato dal nome di una delle vittime dell'uso eccessivo della forza da parte della polizia, come ad esempio George Floyd, sulla magliette dei giocatori o sui caschi. La prima partita della stagione in cui si potrà sentirlo sarà il prossimo 10 settembre, quando in campo scenderanno i Kansas City Chiefs - vincitori dell’ultimo Super Bowl - contro gli Houston Texans.

La storia di “Lift Every Voice and Sing”

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George Floyd, i ritratti dei manifestanti per Black Lives Matter. FOTO

“Lift Every Voice and Sing” è nata come una poesia scritta da James Weldon Johnson, un attivista per i diritti civili. Nel 1899 il fratello John Rosamond Johnson ne elaborò una versione musicale. Il brano, simbolo della lotta alla segregazione, fu eseguito per la prima volta nel 1900 dal coro di una scuola segregata a Jacksonville, in Florida. Non è raro sentirlo durante le manifestazioni del movimento Black lives matter, ripartite in tutti gli Stati Uniti dopo la morte di George Floyd. Proprio le proteste che hanno portato in strada milioni di persone contro il razzismo, hanno spinto la Nfl a un gesto di solidarietà verso gli afroamericani.

I Washington Redskins pronti a cambiare nome

Lo stesso clima ha portato a una svolta per i Washington Redskins: per la prima volta, dopo le crescenti pressioni, hanno aperto alla possibilità di cambiare nome. Dopo anni di pressing, incluso quello di Barack Obama, la squadra sarebbe pronta a cedere sotto il peso degli sponsor e degli azionisti, ultimo in ordine temporale FedEx. In uno stringato comunicato, il colosso delle consegne ha fatto sapere: "Abbiamo reso nota ai Washington Redskins la nostra richiesta per il cambio di nome". Secondo indiscrezioni, il cambio di nome è imminente e sarà già in vigore nella stagione 2020.

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