Coronavirus, rinviate Juve-Inter e altre 4 partite di Serie A: si recupera il 13 maggio

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Posticipati i match inizialmente previsti a porte chiuse: oltre al derby d'Italia tra bianconeri e nerazzurri, anche Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Udinese-Fiorentina e Parma-Spal. "FERMARSI ANCORA NON SI PUO'" L'EDITORIALE DEL DIRETTORE DI SKY SPORT FEDERICO FERRI

Juve-Inter e le altre quattro partite di Serie A, in programma in questo fine settimana a porte chiuse per via dell’emergenza Coronavirus, saranno rinviate al 13 maggio (LIVE - LO SPECIALE - TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE). La Lega calcio ha così deciso di posticipare anche Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal e Udinese-Fiorentina. A causa di questi cambiamenti nel calendario, la finale di Coppa Italia, inizialmente prevista proprio il 13 maggio, si giocherà il 20 maggio (CRISTIANO RONALDO: "PASSEREMO IL TURNO IN CHAMPIONS").

Spadafora: "Ok rinvio, garantito il pubblico"

In seguito alla decisione della Lega, da quanto si apprende, il ministro Vincenzo Spadafora ha "espresso soddisfazione per la collaborazione che in queste ore è stata dimostrata da Figc e Leghe Calcio e anche dal Coni". Poter far svolgere queste partite alla presenza del pubblico "garantirà lo spettacolo e la giusta partecipazione dei tifosi", ha detto. Si apprende inoltre che sulla base dell'andamento dei dati aggiornati, si potrà ipotizzare, per la parte sportiva, un restringimento dei divieti alle sole tre regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. In questo modo, le partite nelle altre regioni, a partire dalla prossima giornata, si svolgerebbero a porte aperte. È però probabile che sarà vietato alle tifoserie provenienti dalle suddette 3 regioni di spostarsi per le trasferte.

Marotta: "Situazione da affrontare prima"

A parlare del rinvio delle partite che si sarebbero dovute giocare a porte chiuse è stato anche l'amministratore delegato dell'Inter, Giuseppe Marotta, intervenuto a Sky Sport 24: "Come cittadino dico che siamo in una situazione di emergenza, è normale che dobbiamo avere grande rispetto per la tutela della salute di tutti. Come dirigente sportivo è chiaro che ci troviamo a confrontarci con questa emergenza nell'ottica di pianificare il campionato italiano. Sono preoccupato perchè se dovesse essere ufficializzato il blocco fino all'8 marzo delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, mi chiedo come riusciremo a gestire alcune partite della prossima giornata come Atalanta-Lazio e Inter-Sassuolo, con squadre impegnate anche in Europa". Il dirigente nerazzurro ha aggiunto: "Va adottato un criterio univoco e armonioso. Come Inter abbiamo chiesto di convocare e con urgenza un Consiglio straordinario, i temi da discutere sono tanti e delicati. Nel momento in cui parliamo di calcio dobbiamo cercare di farlo nel migliore dei modi adottando una scelta univoca, e sarà difficile visto che il calendario è compresso di impegni. La sfida europea di giovedì scorso è stata un'esperienza surreale, non bella da vedersi, una situazione in cui vengono penalizzate anche le tifoserie. Sono preoccupato per il futuro. Di sicuro la situazione poteva essere affrontata prima, evitando decisioni dell'ultimo momento".

Milan: "Consapevoli dell'emergenza"

Per quanto riguarda invece la posizione del Milan, che giocherà a maggio il match interno contro il Genoa, il club rossonero fa sapere che si atterrà "alle disposizioni di Lega Serie A e governo, consapevoli dell'emergenza e nel rispetto della nostra tifoseria", è questa la linea che filtra dalla dirigenza della squadra milanese.

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