Fabrizio Corona: Io sono notizia, il trailer della serie Netflix

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Foto tratta dal canale YouTube di Netflix Italia

Uscirà il 9 gennaio e attraverserà “l'era berlusconiana, l'avvento dei social e le contraddizioni della giustizia italiana” per raccontare "l'affresco di un Paese che, dagli anni Novanta a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality”. Gli intervistati includono, tra gli altri, Platinette, Lele Mora, Nina Morić, Marco Travaglio e Costantino Vitagliano

“Io ho un’idea del mondo in cui non esiste il bene. Non credo in nulla”. Nel trailer della serie Fabrizio Corona: Io sono notizia, in arrivo venerdì 9 gennaio su Netflix (visibile anche su Sky Glass, Sky Q e tramite app su NOW Smart Stick), il “Re dei Paparazzi” Fabrizio Corona spiega la propria visione dell'esistenza. “Ero un uomo di grandissimo potere, perché avevo in mano le vite di tutti”, aggiunge il protagonista.

 

Figlio di Vittorio Corona, il visionario giornalista che aveva plasmato l’editoria degli anni Ottanta, Fabrizio Corona è cresciuto "con l’ossessione di dimostrarsi all’altezza", recita la sinossi ufficiale. Così, se il padre era stato emarginato dal sistema, il figlio ha deciso di mangiarsi quello stesso sistema dall’interno, “trasformando il gossip in un’arma di potere e identificando nel denaro l’unico metro di giudizio dell’affetto e del successo”. In sostanza, “dove Vittorio cercava la verità, Fabrizio trova il business e, al fianco di Lele Mora, Corona costruisce un impero basato sulla vendita delle vite altrui”. Almeno, “fino all'inchiesta Vallettopoli: l'accusa di estorsione trasforma il golden boy in un nemico pubblico, segnando però al contempo la nascita definitiva del suo personaggio, svelando un uomo capace di trasformare la propria esistenza in uno spettacolo disperatamente vitale, in una vita costellata da personaggi surreali e situazioni tragicomiche, in cui realtà e finzione il più delle volte si confondono. Inizia così una guerra mediatica e giudiziaria combattuta a colpi di prime pagine e dichiarazioni incendiarie destinate a polarizzare e dividere l’opinione pubblica italiana”.

 

La serie attraversa così “l'era berlusconiana, l'avvento dei social e le contraddizioni della giustizia italiana” e propone “l’affresco di un Paese che, dagli anni Novanta a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality”.

 

Gli intervistati includono la giornalista Marianna Aprile, il conduttore Mauro Coruzzi noto come Platinette, l’ex manager dei Vip Lele Mora, la supermodella ed ex moglie di Fabrizio Corona Nina Morić, la showgirl dominicana Marysthell Polanco, l’ex collaboratrice di Fabrizio Corona Francesca Persi, il giornalista Marco Travaglio e l’ex tronista Costantino Vitagliano.

 

Raccontare Fabrizio Corona significa accettare una sfida narrativa complessa: come si racconta l'uomo più sovraesposto d'Italia, colui che ha fatto della propria vita un reality show permanente? Il nostro obiettivo non è stato quello di giudicare il personaggio, né di assolvere l'uomo, ma di indagare le terre di confine: tra il bene e il male, tra realtà e finzione”, si legge inoltre nelle note di regia e degli autori. “Non volevamo solo documentare i fatti, ma svelare l'umanità fallibile dell'antieroe nascosta dietro la maschera del superuomo. Per questo ci siamo affidati ai toni della tragicommedia: un registro che abbiamo sentito adatto ad aderire alla realtà di un'esistenza sempre sopra le righe”. Hanno concluso: “Abbiamo cercato la leggerezza non per sminuire le vicende, ma per portare lo spettatore a riflettere con il sorriso. Perché la vitalità disperata di Fabrizio, quell’abilità di trasformare la caduta in spettacolo e il dolore in aneddoto, riesce sempre, anche nei momenti più drammatici, a trasformare la tragedia in una commedia umana”.