Il capo dello Stato ha ricevuto al Quirinale gli artisti di Sanremo, definendo il Festival patrimonio culturale del Paese. I cantanti, guidati da Laura Pausini, hanno intonato "Azzurro", ma il Presidente non si è unito al coro: "All'asilo mi hanno insegnato a non emettere suoni per non turbare gli altri", ha scherzato. Ricevuto in dono lo spartito di "Grazie dei fiori" (1951), il Capo dello Stato ha equiparato il valore sociale della musica pop a quello dello sport e della letteratura
C’è stata un’aria di festa del tutto inedita tra le sale del Quirinale quando i protagonisti del Festival di Sanremo (LO SPECIALE) hanno varcato la soglia del Colle per un’udienza ufficiale con Sergio Mattarella (LA GALLERY). La delegazione, guidata dal sorriso di Laura Pausini e dall'energia di Carlo Conti, ha risalito lo Scalone d’Onore per quello che è diventato un "in bocca al lupo" collettivo e scanzonato. Il momento più divertente è scattato quando i cantanti hanno improvvisato un coro sulle note di "Azzurro", il classico di Paolo Conte: Mattarella ha seguito l'esibizione divertito, ma ha preferito restare spettatore. Con la consueta arguzia, ha poi scherzato con gli artisti sul motivo del suo silenzio: "Conoscevo le parole, ma fin dall’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni per non turbare l’armonia degli altri", ha commentato ironizzando sulla propria intonazione.
Emozioni, ricordi e look stravaganti
L'incontro ha regalato anche momenti di amarcord e curiosità. Mattarella ha rievocato con piacere i suoi ricordi di bambino quando, nel 1951, ascoltava alla radio la voce di Nunzio Filogamo. Ricevendo in dono lo spartito originale di "Grazie dei fiori" di Nilla Pizzi, ha sottolineato come il Festival sia un appuntamento che "travalica le apparenze" e unisce milioni di italiani. Non sono mancati i tocchi di colore tipici dell'Ariston: dai pantaloni con le frange di J-Ax (che per l'occasione ha tolto il suo inconfondibile cappello da cow boy) ai look dorati scelti da alcuni artisti per omaggiare le prossime Olimpiadi, rendendo l'udienza un vivace mix di eleganza e spirito pop.
Dallo sport alla cultura
Il Presidente ha voluto tracciare un filo rosso tra la sua recente visita sulla neve di Cortina e la musica italiana, definendo Sanremo una forma di cultura popolare che ha la stessa dignità dei grandi premi letterari. Tra una risata e l'altra, c’è stato spazio anche per un piccolo imprevisto tecnico: un microfono che ha accennato a qualche "bizza", prontamente smorzato dalla battuta di Carlo Conti: "Non si preoccupi Presidente, succede anche a Sanremo".
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