Kenneth Branagh sarà Boris Johnson nella serie tv Sky UK sulla pandemia di Covid

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Camilla Sernagiotto

©Kika Press

Il celebre attore britannico interpreterà il primo ministro inglese in This Sceptred Isle, una serie in cinque puntate che affronterà il tema dell’emergenza sanitaria mondiale causata dal contagio del Covid-19

Kenneth Branagh interpreterà Boris Johnson in This Sceptred Isle, una serie TV in cinque puntate prodotta da Sky UK e in arrivo nei prossimi mesi.

Il celebre attore, regista e sceneggiatore britannico si calerà nei panni del primo ministro inglese in un progetto che vuole affrontare le delicate tematiche della pandemia, con un focus sugli incredibili ed eroici sforzi di medici e operatori sanitari. Ma anche scienziati, assistenti domestici e responsabili politici, ossia tutti coloro che sono schierati in prima linea per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal contagio da Coronavirus.

Questo è l’intento del regista Michael Winterbottom che firmerà l’intero progetto.

Una serie di cinque puntate

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La serie sarà quindi una miniserie, strutturata in cinque episodi. Le riprese dovrebbero incominciare tra poco e la messa in onda avverrà presumibilmente l’anno prossimo.

 

Si tratterà di un resoconto di quanto è successo nei primissimi giorni e mesi in cui - dopo la Cina e poi l’Italia - il mondo intero è stato toccato dal rapido diffondersi di un’epidemia, quella che presto ha assunto i caratteri pandemici.

Boris Johnson e il Covid-19

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Il primo ministro inglese Boris Johnson è stato colpito in prima persona dal Coronavirus, contraendo il Covid-19 a causa del quale è stato ricoverato in ospedale. Le sue decisioni politiche riguardanti la prevenzione dei contagi sono state molto criticate. Pochi giorni fa, nel corso di una conferenza stampa, Johnson ha dichiarato che la nuova variante inglese del virus “potrebbe essere più letale”.

 

La serie This Sceptred Isle non sarà il primo prodotto televisivo a presentare tra i personaggi quello di Boris Johnson. Era infatti già apparso in Brexit: The Uncivil War, un film televisivo con protagonista Benedict Cumberbatch che interpreta Dominic Cummings, lo stratega dietro la campagna "Vote Leave".

La carriera di Kenneth Branagh

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Kenneth Branagh è un attore, regista e sceneggiatore britannico, di formazione teatrale e allievo del grande Laurence Olivier.

Ha debuttato come cineasta nel 1988 dirigendo numerosi adattamenti delle opere di William Shakespeare tra le quali spiccano Enrico V (1988), Molto rumore per nulla (1993), Hamlet (1996) e As You Like It - Come vi piace (2006).

 

Tra le pellicole da lui dirette ricordiamo L'altro delitto (1991), Frankenstein di Mary Shelley (1994), Thor (2011), Cenerentola (2015) e Assassinio sull'Orient Express (2017).

Come attore, invece, ha recitato, tra gli altri, in Conspiracy - Soluzione finale (2001), Harry Potter e la camera dei segreti (2002), Operazione Valchiria (2008), Marylin (2011), Dunkirk (2017) e Tenet (2020).

Ha collezionato svariati riconoscimenti tra cui 5 Premi BAFTA (ricevuti per Enrico V e Il commissario Wallander e altri 2 onorari), 2 Emmy Awards (per Conspiracy e Il commissario Wallander), 3 European Film Awards (tutti per Enrico V) e 1 Premio Laurence Olivier per l'opera teatrale Another Country.

È stato candidato 5 volte al Premio Oscar e 6 ai Golden Globe.

Michael Winterbottom sarà il regista della serie

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Con Branagh anche Shakespeare sale sull'Orient Express

Michael Winterbottom firmerà la regia di tutte e cinque le puntate della serie This Sceptred Isle.

Si tratta di uno dei più stimati registi e sceneggiatori britannici.
Candidato per la Palma d'oro al Festival di Cannes per tre volte, con i film Benvenuti a Sarajevo, Wonderland e 24 Hour Party People, ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino 2003 grazie alla pellicola Cose di questo mondo.

 

Sempre alla kermesse berlinese, nell'edizione 2006, è stato premiato con l'Orso d'argento per la miglior regia per il film The Road to Guantanamo.

I film che parlano di Covid-19

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Locked Down: il trailer del film con Anne Hathaway sul lockdown

Ormai la pandemia fa talmente parte della nostra vita che è entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo. Quindi anche nello schermo, sia il piccolo sia il grande.
Numerosi film trattano l’emergenza sanitaria, direttamente o indirettamente.
Dalla commedia Lockdown all'italiana di Enrico Vanzina al documentario sulla Venezia in quarantena Molecole di Andrea Segre, tanti titoli cinematografici parlano del Coronavirus.
C’è anche iSola di Elisa Fuksas (presentato alla 77° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia), il racconto girato con l’iPhone che testimonia la scoperta di avere un tumore alla tiroide in piena pandemia.

Il cortometraggio del regista Luca Guadagnino, Fiori, Fiori, Fiori! (anch’esso presente a Venezia nella scorsa edizione) non tratta direttamente della pandemia ma ne racconta comunque uno spaccato: quello della Sicilia colta durante la quarantena.

In uscita nel 2021 invece ci sono Songbird, film distopico (si spera, perché sennò siamo spacciati...) diretto dal regista Michael Bay che fa un salto temporale in avanti di quattro anni, immaginando un mondo in cui il virus non è stato ancora debellato e che mette in ginocchio l’umanità.

Netflix invece ha ingaggiato Judd Apatow, regista di fortunate commedie come 40 anni vergine e Molto Incinta, per scrivere e dirigere una commedia ambientata durante il lockdown.

C’è poi Corona del regista iraniano Mostafa Keshvari, tutto ambientato in un ascensore. Racconta la psicosi del contagio, narrando di un gruppo di persone bloccate in ascensore che verranno prese dal panico non appena una donna cinese incomincia a tossire.

Infine Locked Down, il mix di commedia romantica ed heist movie con protagonisti Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor che mettono a punto un colpo milionario nei magazzini Harrod's londinesi in piena quarantena.

Le serie TV che parlano della pandemia

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Grey's Anatomy 17 rivoluzionato dal Covid: cambiano alcuni episodi

Anche le serie TV ovviamente stanno iniziando a toccare l’emergenza sanitaria, ne è un esempio la 17esima stagione di Grey's Anatomy che affronta i temi del Covid-19.

C’è Love in the time of Corona, titolo che è un chiaro riferimento all’opera letteraria L'amore ai tempi del colera, una mini serie di quattro episodi girata interamente da remoto durante la quarantena e che segue la vita in isolamento di diverse persone.

Anche Connected, la serie prodotta dalla NBC, è interconnessa all’emergenza sanitaria: ha un formato che rievoca quello di Zoom, la piattaforma diventata il contatto numero uno in isolamento sociale, e mostra personaggi che non interagiscono tra loro ma che parlano direttamente in macchina, rivolgendosi agli spettatori dal riquadro in stile Zoom.

Su Netflix c’è poi Social Distance, una mini serie da 8 episodi che narra le vite stravolte e le piccole sfide quotidiane di alcune persone in quarantena, prodotta dalla creatrice di Orange is The New Black.

E da This is Us alla sopracitata Grey’s Anatomy, da The Good Doctor a New Amsterdam, tante serie non nate ex novo ma già ben rodate, conosciute e amate hanno incominciato ad ambientare gli episodi in tempi pandemici.

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