Lost, per Omar Schillaci è una serie surreale ma straordinaria

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Omar Schillaci

Omar Schillaci

A dieci anni dall’ultimo episodio, il vicedirettore di Sky Tg24 spiega perché Lost resta una pietra miliare, vero spartiacque nella storia della tv. Una serie che è stata capace di trasportare lo spettatore dal piccolo schermo al web diventando un evento mediatico a tutto tondo

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C’è un prima e un dopo Lost (FOTO) nel mondo delle serie tv. E’ stata una pietra miliare per tantissime ragioni. Partiamo dalla scelta del regista, J. J. Abrams, che abbiamo imparato ad amare nel corso degli anni. Per la produzione che non aveva nulla da invidiare a quelle hollywoodiane: pensiamo ad esempio alla caduta dell’aereo, subito, alla primissima puntata, una scena che è puro cinema e adrenalina. Ma il segreto di questa serie sta nel mistero, nella capacità non soltanto di tenere lo spettatore teso durante le stagioni e gli anni, ma nel trasportare la serie dallo schermo al web. Nel farlo diventare un evento mediatico a tutto tondo. Perché i fan hanno iniziato a vivisezionare ogni singola puntata, a cercare il singolo fotogramma, a rivedere quel dettaglio da collegare a un altro fino a concepire teorie poi smentite da altre teorie, nella costruzione di una tela intricatissima e affascinante.

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Poi ci siamo innamorati di quei personaggi come facevamo con altre serie come Friends.  E poi quel finale spirituale che a tanti non è piaciuto. Insomma. Lost non è una serie perfetta ma è nella sua imperfezione che risiede la sua perfezione. O, meglio, parafrasando un film come Notting Hill che è buono per tutte le stagioni, è surreale ma straordinaria.

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