Pearl Jam, 30 anni dall'uscita di Ten: quello che c'è da sapere sul loro disco d'esordio

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NETHERLANDS - FEBRUARY 14:  Photo of PEARL JAM; 14-02-1992 Amsterdam, Pearl Jam  (Photo by Paul Bergen/Redferns)

Il primo album in studio del gruppo di Seattle è stato pubblicato il 27 agosto del 1991. Il nome lo si deve al numero di maglia del giocatore di pallacanestro Mookie Blaylock. Tra i 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone, ha decretato il successo di uno dei gruppi più famosi al mondo e l’affermarsi del movimento grunge e del rock alternativo

C’è una città, Seattle, che si prepara a diventare la capitale del rock degli anni ’90. È in questo contesto che si aggirano Eddie Vedder, Chris Cornell, Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready e Matt Cameron. La collaborazione tra i 5 porta alla nascita di uno dei gruppi destinati a diventare tra i più grandi del rock, i Pearl Jam, e alla produzione di un disco che ha rivoluzionato il mondo della musica. Si tratta di “Ten”, il primo album della band statunitense, pubblicato il 27 agosto del 1991. A 30 anni dal debutto è considerato tra le raccolte che hanno permesso l’affermarsi del moviment grunge e del rock alternativo e tra i migliori album al mondo.

Il progetto di “Ten”

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Prima di parlare di “Ten” e dei Pearl Jam, si deve ricordare un’altra band, i Mother Love Bone, dei quali facevano parte il chitarrista Stone Gossard e il bassista Jeff Ament. Il gruppo rappresentò una voce fuori dal coro sulla scena di Seattle e preparò la strada al movimento grunge. Leader e cantante era Andrew Wood, la cui morte per overdose nel 1990, poco prima della pubblicazione dell’album di debutto “Apple”, stroncò la carriera dei Mother Love Bone. Ament e Gossard decisero di sciogliere il gruppo fino a quando un collega chitarrista, Mike McCready, li incoraggiò a tornare insieme. I tre registrarono una demo di cinque canzoni che consegnarono all'ex batterista dei Red hot Chili Peppers, Jack Irons, per aiutarli a trovare un cantante e un batterista. Il nastro finì nella mani di un benzinaio di nome Eddie Vedder che scrisse i testi di tre dei cinque brani. Nel frattempo Chris Cornell, leader dei Soundgarden, preparò dei pezzi in memoria dell’amico Andrew Wood. Nacque così il progetto di “Temple of the Dog” cui Eddie Vedder si aggiunse a Cornell, Ament, Gossard, McCready e Matt Cameron. Da questa collaborazione si formò un nuovo gruppo che, inizialmente, scelse il nome di Mookie Blaylock, come il giocatore di basket dell’NBA. La band venne notata dalla Epic Records che voleva investire su di loro ma a patto che cambiassero nome per motivi commerciali. Nacquero così i Pearl Jam che, nel marzo 1991, entrarono nei London Bridge Studios di Seattle per registrare il loro album di debutto: “Ten”.

Le tematiche del disco

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Con tematiche che trattano di depressione, suicidio, solitudine e questioni sociali, le composizioni strumentali, a cui Vedder aveva aggiunto le parole, compongono la gran parte dei brani di “Ten”. Il disco prende il nome dal numero di maglia di Mookie Blaylock e produsse singoli di successo, come “Alive”, “Even Flow” e “Jeremy”. È stato inserito al 209° posto della lista dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stone, mentre il video di “Jeremy” fu premiato con l’Mtv Video Music Award come video dell’anno nel 1993. Il brano era ispirato a un fatto di cronaca riguardante il suicidio di un liceale davanti ai suoi compagni di classe. Le canzoni di Ten affrontano anche il problema dei senzatetto, degli ospedali psichiatrici e, sebbene i testi siano cupi, il disco è considerato l’apripista del rock alternativo negli anni ’90.

Alive e Jeremy

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Tra i migliori pezzi dell’album c’è “Alive”, considerato un inno ispiratore e che fa parte, insieme a “Once” e “Footsteps” della trilogia che Vedder definì Mamasan Trilogy. Il brano è incentrato sul racconto semi autobiografico di un figlio che scopre che il vero padre biologico è in realtà morto. Il riff di Stone Gossard è potente, semplice e diventa universale. “Jeremy” è invece caratterizzato dall’uso predominante del basso di Ament e Vedder ha dichiarato che il testo gli è stato ispirato da un paragrafo su un giornale “il cui senso era: ti uccidi e fai un grande vecchio sacrificio cercando di ottenere la tua vendetta. Questo è ciò che finisci per ottenere, un paragrafo su un giornale”.

Il successo di Ten

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Dalla sua uscita, il disco d’esordio dei Pearl Jam rimase in classifica per oltre due anni, divenendo uno degli album più venduti nella storia del rock, con dodici dischi di platino e un disco di diamante nel 2013 dopo aver superato i 10 milioni di copie vendute negli Usa. A Natale del 1991 ebbe inizio il particolare rapporto della band con i propri fan, con la nascita del "Ten Club” e l’invio, ogni anno ai membri del club, di un singolo in vinile con due canzoni inedite. Il successo ottenuto, nonostante alcune critiche da parte della stampa musicale dell’epoca, decretò l’inizio della carriera di una band destinata a cambiare il panorama musicale e a influenzare ancora oggi i gruppi rock contemporanei.

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