Fred Buscaglione, da "Guarda che luna" a "Eri piccola così": la storia del re dello swing

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ritratto di fred buscaglione, 1963

Cantautore, polistrumentista, attore, nacque il 23 novembre 1921. Morì a 38 anni in un incidente stradale: era l’alba del 3 febbraio 1960. Appassionato di musica sin da piccolo, durante il servizio militare in Sardegna formò una band. A cambiargli la vita fu l'incontro con Leo Chiosso, con cui iniziò a comporre canzoni. Con i suoi brani è entrato a buon diritto da protagonista nella storia della musica italiana

Cent’anni fa nasceva a Torino il grande Ferdinando Buscaglione (noto come Fred Buscaglione): era il 23 novembre 1921. La sua è stata una vita breve ma intensa, legata all'arte sin dai primi anni. A causa di un incidente d’auto, il cantautore, polistrumentista e attore è morto a Roma a 38 anni, all’alba del 3 febbraio 1960. Leggenda della musica, nel 2008 è stato iscritto nel "Pantheon dello Swing Italiano" come uno degli immortali.

La musica nel sangue, la svolta con Leo Chiosso

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Buscaglione inizia ad appassionarsi alla musica da bambino. A 11 anni entra nel Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, ma vi rimane solo tre anni. Le condizioni economiche precarie della sua famiglia e la sua scarsa “simpatia” per la musica classica lo portano lontano da quegli studi e verso altri lavori. Ma la musica è sempre rimasta un suo “pallino”. Da adolescente inizia a esibirsi nei locali notturni della città come cantante jazz e polistrumentista. Durante la Seconda guerra mondiale svolge il servizio militare in Sardegna e fonda una band: a Cagliari ascolta anche la nuova musica che arriva dagli Stati Uniti. Di ritorno nel suo Piemonte, suona in varie orchestre e fonda gli "Asternovas”, con cui si esibisce spesso in locali notturni in giro per l’Europa. Il momento di svolta è quando incontra di nuovo l'amico Leo Chiosso, conosciuto prima della guerra, con cui inizia a comporre canzoni. Il loro modo di fare musica è singolare: compongono parlandosi dal balcone.

I suoi brani più celebri

Alla fine degli anni Cinquanta Fred Buscaglione è uno degli uomini di spettacolo più richiesti, non solo come cantante. La sua attività è davvero frenetica: la mattina gira due o tre film in contemporanea, al pomeriggio registra spettacoli per la tv, la sera incide dischi e la notte canta nei night. Indimenticabili i suoi brani “Che bambola”, “Teresa non sparare”, “Eri piccola così”, “Love in Portofino”, “Porfirio Villarosa”, “Whisky facile”, “Carina”. La sua musica ha rappresentato la rottura con la canzone melodica e sentimentale italiana.

Il matrimonio con Fatima tra gioie e dolori

Fred Buscaglione, cantando e suonando il pianoforte, trova la sua dimensione musicale. Per un periodo, sul palco insieme a lui c’è anche la moglie Fatima Ben Embarek, artista tedesca di origini marocchine conosciuta in un locale di Lugano dove lei si cimenta in numeri di alta acrobazia e contorsionismo. I due si separano nel 1959, pochi mesi prima della tragica scomparsa dell’artista: i litigi e la gelosia, alimentata dai flirt che vengono attribuiti a Buscaglione con attrici come Scilla Gabel e Anita Ekberg li hanno allontanati.

L'impegno cinematografico

Non solo musica, ma anche cinema: il suo ultimo film, che Buscaglione termina pochi giorni prima del tragico incidente, si sarebbe dovuto intitolare “A qualcuno piace Fred” ma esce nelle sale il 24 febbraio 1960 con il titolo “Noi duri”. Il successo è immediato. A Fred piaceva interpretare il classico gangster americano, che però trasformava con la sua ironia. Sapeva infatti dare una nuova veste a malavitosi e bulli, spietati ma sempre in balia delle donne e dell'alcool. Non a caso il suo stile inconfondibile rimane nella storia: anche nella vita di tutti i giorni, fuori dal set, si vestiva alla maniera dei killer di Al Capone e portava baffetti alla Clark Gable.

La sua filmografia

Il ruolo di attore lo ha tenuto impegnato su diversi set per diverse pellicole. Tra i suoi film ricordiamo “Poveri milionari”, per la regia di Dino Risi, “I ladri”, dove fu diretto da Lucio Fulci, “Guardatele ma non toccatele”, di Mario Mattoli, “Noi siamo due evasi” di Giorgio Simonelli, “Il moralista”, per la regia di Giorgio Bianchi, “I ragazzi del Juke-Box”, Lucio Fulci, “La duchessa di Santa Lucia”, di Roberto Bianchi Montero, “La cento chilometri” di Giulio Petroni, “Noi duri”, di Camillo Mastrocinque, uscito postumo come “Tu che ne dici?” di Silvio Amadio.

Voleva lasciare lo spettacolo da star

Tre settimane prima della sua morte, in una intervista a Stampa Sera, Fred Buscaglione aveva dichiarato di volersi ritirarsi dalle scene nel giro di un paio d’anni, perché voleva che la sua uscita avvenisse in grande stile: “Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà e io tornerò a essere solo Ferdinando Buscaglione”.

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