I MotelNoire portano il loro Rock dal vivo nel carcere di Monza
Musica
La storica band milanese, attiva dal 1999, ha tenuto un live nella casa circondariale brianzola e ha poi chiacchierato con detenuti e giornalisti. IL RACCONTO
Metti un mattina di tarda estate un concerto in carcere. Una esperienza che non capita tutti i giorni. Per me, nella mia lunga militanza nel mondo della musica, è stata la seconda volta. La prima fu, tanti anni fa, nel ramo femminile di San Vittore. Questa volte sono stato invitato ad assistere al live dei MotelNoire nel carcere di Monza dove hanno portato, come protagonista principale, il loro album MalaMilano. Accompagnato da Marco Latini, di Parole e Dintorni, ho lasciato computer, telefono, zaino e tutto il mio bagaglio all'ingresso e ho varcato le varie porte di accesso dotato solo di un blocco per gli appunti e di una penna. Come una volta. La band ha allestito il suo set in uno spazio che in estate viene usato per i colloqui tra i detenuti e i famigliari. A fare da corona odorose piante di rosmarino.
I MotelNoire sono già in postazione da un po' quando io varco la soglia. Quando si avvicina il momento del live arrivano i detenuti, parecchi ma non tutti quelli che si erano prenotati e infatti chi si è fatto carico di organizzare questo momento speciale ha un accenno di insoddisfazione. Ma è uno iato emotivo, perché parte la musica e con lei i sorrisi, gli applausi, i sogni. Il progetto si chiama For Music Free e dietro c'è l'etichetta Orange Records che ha appena prodotto il terzo di una serie di Ep che ospitano anche brani ai quali hanno contribuito, a vario titolo, i detenuti: uno di loro, tornato libero, adesso lavora per l'etichetta, a dimostrazione che quello cui ho assistito non è un'oasi momentanea ma può diventare un percorso di reinserimento sociale. I MotelNoire suonano insieme dal 1999 e l'album MalaMilano si ispira a Tino Stefanini (presente all'evento), ex componente della banda Vallanzasca che ha trascorso circa 50 anni in carcere e ora si fa carico di condividere tempo con i detenuti parlandoglio con sincerità: "Io so quello che ho fatto -racconta- e non posso cancellarlo. Ma ora che ho superato i 70 anni penso al male che ho provocato anche ai miei famigliari e desidero sensibilizzare chi è in carcere oggi affinché non commetta i miei stessi errori. L'arcobaleno non ha solo due colori". I MotelNoire parlano di Milano come "una citta meravigliosa ma piena di contraddizioni" e donano a quel pubblico speciale otto canzoni: Brutte Abitudini, L'Ultima Volta, MalaMilano (col featuring di Jake La Furia), A un Passo dalla Luna, Il Mio Nome è nessuno (con la partecipazione di Andy dei Bluvertigo), Killer, Cadillac Blue e Milano sei una Favola. Il tempo vola, c'è il sole, sembra di essere in un film neorealista. Ho visto tanti "ospiti" battere il ritmo, annuire sui testi, emozionarsi, commuoversi. Applausi per i MotelNoire (e per chi ha reso possibile l'incontro) che hanno la sensibilità per raccontare la vita dove, spesso, ce la si può solo immaginare.