Andrea Bocelli, Romanza compie 30 anni ma il futuro passa attraverso Veronica e Francesco

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Veronica Berti Bocelli e Francesco Pasquero sono gli angeli custodi dell'artista che ha venduto oltre 90 milioni di dischi nel mondo. L'INTERVISTA

Veronica Berti Bocelli e Francesco Paquero sono the angels over the shoulders di Andrea Bocelli. Sono loro, supportati ovviamente da uno staff di collaboratori, che hanno le chiavi dell'agenda, dei progetti, degli eventi charity insomma di tutto quello che ruota intorno a un artista che ha venduto oltre 90 milioni di dischi nel mondo e che ha superato i 25 miliardi di stream. In questa intervista mi raccontano il loro agire quotidiano, con una agenda che guarda già al 2028.

Restando invece all'oggi, a trent’anni dalla pubblicazione dell’album che ha segnato una svolta nella sua carriera e lo ha consacrato sulla scena internazionale, Andrea Bocelli celebra l’anniversario di Romanza. Pubblicato nel 1996 e forte di quasi 20 milioni di copie vendute, Romanza è l’album che ha portato la voce di Andrea Bocelli nel mondo, attraverso brani divenuti parte dell’immaginario musicale internazionale come Con te partirò, Time To Say Goodbye con Sarah Brightman e Vivo per lei con Giorgia. Romanza (30th Anniversary) ripropone i 16 brani dell’album originale e presenta, per la prima volta, una versione estesa e finora inedita di Con te partirò. L’edizione deluxe è arricchita da fotografie inedite delle sessioni di registrazione, un doppio vinile color oro, una litografia autografata da Andrea Bocelli e un volume da collezione dedicato alla straordinaria ascesa internazionale dell’artista. L’anniversario sarà accompagnato anche da Rarities: Collector’s Edition, in uscita il 20 novembre: un cofanetto numerato e in edizione limitata che raccoglie tre album inediti, che sono Le Mie Poesie, Torre del Lago e Dall’Archivio (From the Archives), insieme a fotografie mai pubblicate, scritti personali e altri materiali provenienti dall’archivio dell’artista. In questo speciale anniversario si inserisce anche un nuovo importante progetto internazionale per il cinema: One Right Here, il brano originale interpretato da Andrea Bocelli e Jennifer Hudson per Maserati: The Brothers, il film diretto dal premio Oscar Bobby Moresco e con un cast che comprende Anthony Hopkins, Michele Morrone, Andy Garcia e Jessica Barden. Scritto dalla pluripremiata Diane Warren e prodotto da Walter Afanasieff, il brano accompagnerà i titoli di coda del film. 

Partiamo dalla visione che avete di un management rivolto al futuro, dove l’artista resta il punto apicale di un progetto ma non vive più su una torre, è parte del team: quando avete capito che la direzione giusta era questa?

Veronica: Ogni giorno ci confrontiamo con problematiche di varie tipologie ed entità, dunque, quello che vivi e risolvi accade il giorno stesso. Io ho tanti contatti, anche per la mia indole umana, capisco e carpisco le opportunità ma poi il tutto va finalizzato, io faccio l’assist e Francesco realizza il gol: servono capacità e idee, siamo dei giocolieri.
Francesco: Con Veronica abbiamo ruoli complementari; pianifichiamo sul medio e lungo termine, ad esempio ho già un progetto enorme in ballo per il 2028. Il 2027 è chiuso con un altra bellissima sorpresa sul Dicembre. Se c’è un artista di fama mondiale che ci dà una tela bianca su cui dipingere e proporre più idee possibili per sua valutazione, è un fortuna ma anche una grande responsabilità.

Il lavoro di un management resta per molti oscuro: quando arriva una idea viene condivisa step per step oppure diventa elemento di confronto a tutti i livelli?

Francesco: Fino a qualche anno fa lavoravamo in primis dalle proposte discografiche, ora, da alcuni anni, abbiamo spostato nel management anche la fase creativa e produttiva. La prima persona con cui condivido le mie idee è Veronica e poi se ci troviamo allineati, approcciamo Andrea e da lì il progetto va avanti.
Veronica: Se chiedo è perché so già la risposta, il team vincente non si cambia ma ognuno ha i suoi ruoli. La copertina di un disco deve colpire lo stomaco di tutti poi certo c’è qualcuno che deve decidere. Lavoriamo su cosa succede sul palco dal punto di vista visivo, abbiamo la responsabilità di non essere noi stessi a salirci ma dobbiamo ragionare su cosa avrebbe fatto lui con la sua sensibilità. Sono 25 anni che "combatto", con Andrea, spesso ci scontriamo ma con la certezza che ci abbiamo provato sempre provato in tutto e per tutto. L’artista deve fare l’artista, l’arte deve prevalere sui costi, quello che accade sul palco è sua responsabilità.

Tante collaborazioni di Andrea sono state il frutto di incontri occasionali: in questo caso come si agisce? Dando per buono che i due artisti siano favorevoli, i management valutano comunque eventuali criticità o passano subito alla fase di costruzione?
Veronica
: Non credo di aver mai visto Andrea prendere iniziative di questo tipo. Sono tante le persone belle con cui si trova sul palco e con le quali fa trasparire quello che ha nell’animo, in questo caso lotta per questo condividere il palco. Talvolta mi dice mettimi in tour Andrea Griminelli che mi fa allegria. Le più grandi collaborazioni ad avere pensato certe voci insieme è stato Francesco, da Ed Sheeran, Dua Lipa, e Snoop Dog e ti dico che abbiamo dovuto dire dei no ad artisti immensi. A me spiace dire no ma Luciano Pavarotti una volta mi disse che ho delle responsabilità e che le carriere si fanno sui no Andrea è un artista unico e non lo dico da moglie: è determinato dal suo essere umano. Sul palco si fida e fa piangere la gente e questo è un dono che arriva dall’alto
Francesco: Le collaborazioni nascono da diversi angoli, ma è difficile prevedere dove andrà a finire una collaborazione sulla carta. Alcune volte succede la magia è la canzone diventa ancora più bella, altre volte magari l’incastro è più difficile e non succede. Ad esempio quest’anno al Madison Il 15 e 16 dicembre cercavamo una grossa partner e ieri ho chiuso un top player, arriverà una grossa artista americana che non posso ancora rivelare. 

Prendo a esempio Karol G e Vivo por Ella: quanto una collaborazione tra due mondi così distanti contribuisce a fare conoscere un artista a un pubblico che prima lo riteneva lontano dai suoi gusti musicali?
Francesco
: Le situazioni che hanno funzionato meglio sono quelle in cui l’artista trascina il guest nel suo mondo, lì scatta la magia e succede qualcosa. Ad esempio con Ed è stato lui ad insistere con Andrea che cantasse in un certo modo, diverso da come l’aveva originariamente previsto, volando appositamente fino in Toscana per convincerlo. Nel video che c’è su YouTube la magia di quella giornata l'ha fatto sorpassare le oltre 600 milioni di views. 

Veronica: L’esposizione verso un pubblico diverso non è per aumentare i follower, serve a portare una musica meravigliosa ad altri. Ti racconto un episodio: penso a una televisione meravigliosa in Germania, io esco dal camerino, guardo il pubblico e mi viene freddo: tatuati, coi piercing e i capelli di mille colori; mi sono chiesta come reagiranno al Nessun Dorma? Bene, si sono fermati ad ascoltare con rispettoso silenzio fino in fondo, si infiammavano sugli acuti, perché uno è campione sempre e trasmette la sensazione del qui e ora. Tra il pubblico anche Chris Martin dei Coldplay che da lì a pochissimo ha twittato "Bocelli you are fucking amazing": se è bella la musica…è bella e colpisce il cuore. Anche uno solo fan nuovo è una conquista.

Andiamo al Teatro del Silenzio: considerato il cast internazionale con quanto anticipo si lavoro per invitare e poi bloccare l’artista? Avete il cast del 2027 già praticamente definito?
Veronica
: Si comincia a lavorare al cast del Teatro del Silenzio con oltre un anno di anticipo, soprattutto considerando la dimensione internazionale del progetto. Molto, però, si basa anche sui rapporti di amicizia e sulle relazioni costruite negli anni: può capitare che un artista venga invitato e confermato anche a ridosso dell’evento, potenzialmente fino al giorno prima. La cosa straordinaria è che spesso i biglietti vanno esauriti ancora prima che venga annunciato il cast, perché il pubblico sa che troverà comunque uno spettacolo di altissimo livello e una super star. È una fiducia che ci permette di lavorare con grande libertà, anche se in passato ci è capitato di dover dire di no ad artisti straordinari perché non era possibile inserirli nel progetto. È successo.
Francesco: A parte il 2024 che ci fu The Celebration e abbiamo invitato oltre 30 artisti di livello assoluto da tutto il mondo, penso a Ed Sheeran, Brian May, Johnny Depp, Shania Twain, e tantissimi altri, quell’anno abbiamo dovuto davvero dire noi dei no ad un certo punto.. nelle altre edizioni si lavora per opportunità, perché qualcuno passa in Europa col suo tour internazionale o per contatti. Nel 2027 potremmo avere a Lajatico un artista che in quei giorni è in giro nel nostro paese.

Come cambia il lavoro di un management quando si organizza un evento istituzionale quale può essere il Compleanno della Regina Elisabetta o un Giubileo rispetto a una situazione strettamente musicale?
Veronica
: Molto dipende se c’è un protocollo da rispettare. E’ comunque un meraviglioso mondo a sé dove devi avere tante informazioni prima anche se magari non serviranno e dobbiamo trasformarci in problem solving. L’ideale sarebbe prevederli o non vedere niente come un problema. A Buckingham Palace si seguono le loro regole, poi è l’artista con la sua morale a fare la differenza.

Francesco: ci sono contesti in cui si è ospiti e altri in cui puoi suggerire, è ovvio che alla Casa Bianca il Presidente di turno imposta la serata come preferisce e il protocollo ti viene imposto, mentre in altri eventi istituzionali, come le Olimpiadi o i Mondiali di calcio, suggeriamo anche noi idee artistiche che poi vengono valutate.

C’è una occasione che, col senno del poi, vi siete pentiti di non avere colto? E poi c’è una occasione che Andrea non era convinto e voi lo avete portato ad accettare?
Francesco
: Si, ci sono state occasioni in passato, ricordo ad esempio un contatto per un featuring enorme in un grosso disco rap, per altro poi stato pluripremiato, e per mille motivi, tra cui arrangiamenti e suoni, Andrea ha detto no e abbiamo comunque rispettato la sua scelta musicale.

Veronica: E’ difficile che Andrea annusi la possibilità a meno che non siano eventi sportivi. Quando gli parlo di investimento sul futuro, lui da sempre mi risponde che è già vecchio. Ho attraversato momenti in cui mi sono detta "chi me lo ha fatto fare" ma un motivo c’era nonostante il pentimento di partenza. Al Festival di Viña del Mar ci hanno pregati in ginocchio per vent’anni di partecipare, ma lo vedevamo troppo lontano, dall’altra parte del mondo e poi quando ci siamo decisi abbiamo capito cosa fosse davvero quel  Festival in Sudamerica ed è stata una scoperta incredibile.

Una volta esisteva il manager musicale, quello del cinema, quello del teatro oggi se si vuole essere al passo con i tempi un management deve essere in grado di accorpare più funzioni e realtà: semplifica o complica il lavoro?
Francesco
: Se lavori con i numeri uno al mondo nei rispettivi campi, devi essere altrettanto sempre, ma è davvero bello lavorare in gruppi che a loro volta si stimolano le migliori idee e producono insieme dei progetti di livello mondiale. Noi abbiamo la fortuna di lavorare per un artista unico, con team scelti da noi di un livello di qualità superiore, ma è l’unico modo che hai per gestire le file di 200 persone in tutto il mondo. Tuttavia è importante ricordarci ogni giorno dell’incredibile fortuna che si ha nel lavorare su progetti mondiali che difficilmente saranno eguagliabili nel breve. La nostra fortuna è che siamo dinamici e instancabili, H24, e spesso sono gli altri che arrancano su tempo e velocità.

Infine una curiosità per Veronica, tempo fa hai raccontato di quando Musk voleva portarvi a fare un viaggio nello spazio ma non eravate molto convinti: avete cambiato idea e avremo presto un live sulla luna?
Veronica: In realtà, in occasione di un’asta benefica erano stati messi in palio sia una cena con Andrea, sia un viaggio nello spazio con Leonardo DiCaprio. Nel concreto, però, si trattava di un lancio in caduta libera, che in gergo viene definito “lancio nello spazio”. Poi, nello spazio ci siamo arrivati davvero, grazie a Paolo Nespoli: quando è tornato sulla Terra, ci ha riportato una cassetta con la voce di Andrea. Per noi è un dono tra i più preziosi che potessimo ricevere.

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