PierC, il singolo Sul Filo: "L'ottimismo dipende da noi non dalla società"
Musica
Il finalista della scorsa edizione di X Factor ha debuttato con tre concerti sold out e ora sta lavorando all'album. L'INTERVISTA
Un triplo sold out segna l’inizio del nuovo percorso live di PierC, che ha tenuto all’Hiroshima Mon Amour di Torino, alla Santeria Toscana 31 di Milano e al Largo Venue di Roma: si tratta dei suoi primi concerti da solista. Tre serate speciali che hanno rappresentato per PierC il primo vero incontro dal vivo con il pubblico dopo l’esperienza di X Factor 2025 (GUARDA LO SPECIALE), dove è arrivato fino alla finale, e l’inizio di una nuova fase del suo percorso artistico. Il nuovo singolo si intitola Sul Filo ed è accompagnato da un raffinato video collocato, ambientalmente, in un'altra epoca ma concettualmente nella più stretta contemporaneità.
Piercesare partiamo dalla fine ovvero dai tuoi primi concerti tutti sold out: sapere che hai un pubblico che ti ha aspettato quanto è importante dal punto di vista emotivo e professionale?
Fondamentale, soprattutto in mesi non semplici, stando tanto in studio e facendo ricerca, lo sforzo psicologico è stato fare e poi riascoltare. Ma io ho fatto un patto con la musica cioè di fare solo quello che mi piace e cesellarlo fino all’ultimo. Mi sento coraggioso nell’aspettare e i sold out dimostrano che le persone hanno visto del valore, sento connessioni umane.
Il video di Sul Filo si apre con un orologio a pendolo: che rapporto hai col tempo? Sei on time o, anche per il lavoro che fai, lo sguardo è più rivolto al futuro?
Sono un giovane uomo o un bambinone? Col tempo non riesco ad appoggiarmi al carpe diem, a vivere il presente sconnesso da aspettative e ricordi. Lo vivo in maniera tridimensionale, dovrei cercare di godermi di più l’attino. Ma quando canto per un’ora e mezzo tutto si ferma, peccato che poi torni la vita accelerata.
Il verso “non ho risposte alle domande che ho” sembra il manifesto di una generazione inquieta e incerta: che valore ha oggi la parola speranza? E cosa significa fare chilometri per le illusioni se alla fine del viaggio non trovi certezze?
Ho iniziato in maniera dilemmatica ed enigmatica: che fa il sole di notte? Ha mai visto un falò? Da piccolo ero il bambino dei perché. Mi hanno raccontato che quando ascoltai Luce (Tramonti a Nordest) di Elisa chiedevo cosa è il tramonto e alle spiegazioni di mia mamma aggiungevo sempre dei perché. Certo, sono spaventato ma non mi abbatto nonostante siamo in una macro-era in cui le cose cambiano velocemente e c’è poca connessione con noi stessi, poco sentire nella collettività e questo mi crea forte senso di inquietudine. Ma ho anche fiducia nella mia generazione che ha attraversato il covid in piena adolescenza.
L’ambientazione del video è retrò: l’orologio pendolo, il grammofono, un vecchio telefono. Perché hai scelto simboli di una generazione lontana per camminare sul filo della vita?
Tutto viene ribaltato alla fine ma resto affascinato dal passato, provo nostalgia per cose non vissute. In un contesto, come abbiamo detto, così enigmatico ho scelto il salotto della bisnonna anche perché l’inizio del pezzo ha dilemmi atavici e c’è una componente di legami col passato.
Cinque anni fa usciva il tuo primo singolo Friends With Benefit, un inno di libertà, una riflessione su una società che ci impone regole sue e che è giudicante: quella libertà oggi è ancora lontana?
Avevo 19 anni, c’è stato anche lì il dilemma se toglierla dalle piattaforme ma ho deciso di lasciarla perché non rimpiango nulla. Non so se essere ottimista ma ci si prova, il passo avanti non lo fa la società ma noi nel nostro modo di vivere le cose sbattendocene della società giudicante: non sono un gambero.
Se non sbaglio prima di Friends With Benefit scrivevi comunque canzoni: le hai ancora in un cassetto? Qualcuna potrebbe essere aggiustata e pubblicata in un album?
Ho sempre scritto idee melodiche e di testo, la forma canzone è arrivata dopo. Mettersi lì a finire una canzone non è automatico, io ho tutto sul telefono, gli spunti nascevano da fatti di vita quotidiana, a partire da un brutto voto o da una delusione amorosa. Oggi quegli appunti mi fanno sorridere e tenerezza, pensa che ho una idea melodica creata nel 2008 su Garage Band e ho fatto un cd solo con quelle tre battute ma ti dico che un domani qualcosa ci farò.
Cosa mi dici oggi di “quelle notti e la domenica ai bordi delle strade come neve sporca”? Ci sono rimpianti o solo nostalgia?
Mi sono riallacciato all’idea di metafora, c’è quella purezza sporcata dalle cose della vita. E’ quando ti guardi indietro c’è una situazione di scomodità nel ripensare. Certo la neve sporca è fastidiosa, rende il camminare instabile ma poi quando arrivi a casa è bello togliere quegli scarponcini sporchi.
Per rivivere quello che racconti in Neve Sporca accetteresti che per un pochino dalla tua vita sparisse la musica?
Forse no. Troppo bello, la musica e i live rappresentano il tempo che mi serve.
Che consiglio dai a chi oggi sta provando a farsi conoscere attraverso X Factor?
Io sono prolisso ed estenuante come di disse un mio professore della maturità. Consiglio di viverlo senza pregiudizio e senza pensare al dopo, di vivere quella esperienza al massimo. Ti restano poi le persone che hai conosciuto in un momento così particolare che quando sei sotto pressione è difficile restare allineati. Poi se certe cose le vedi le cose a 25 anni ti fai una idea, se le vedi a 16 è tutto bello. Con tanti ragazzi poi si cristallizza il rapporto.
Che effetto ha fatto condividere il palco con Francesco Gabbani che è stato il tuo mentore nel talent di Sky? Addirittura si è giocato per te l’X Pass.
Mi fa sempre molto effetto condividere tempo con lui, mia mamma è gelosa di come lo guardo ma io sul palco praticamente non vedo nulla. Per altro avevo aperto i suoi concerti in primavera e ci aggiungo che non è scontato duettare con lui su Mina considerate le nostre vocalità.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica oltre al concerto di Roma?
Roma è il preludio di qualcosa che verrà, sto scrivendo tantissimo e devo andare avanti: il prossimo step importante sarà il disco.