Matsby, l'album Fuoricorso: "Né passato né futuro, viviamo il presente: hic et nunc"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Il cantautore genovese pubblica un album che ci àncora al presente: nella stagione delle tempistiche smarrite lui ci regala una quotidianità di rara intensità. L'INTERVISTA

Finalmente è arrivato. Finalmente siamo tutti FUORICORSO. Matsby all'anagrafe Matteo Martire, pubblica un album che appogiandosi alla filosofia di chi gli esami li affronta a rate declina la nostra quotidiantà. FUORICORSO attraversa momenti e prospettive diverse anche per sensazioni: ciò che accomuna il progetto è sentirsi in ritardo rispetto a una tabella di marcia che sembra già scritta. Matsby ci blocca nel presente e solo per questo è magico.

Matteo partiamo dalla storia di Fuoricorso, un progetto che ha avuto una lunga gestazione: come ci hai lavorato e quando hai capito che era maturo per uscire?
Ci ho lavorato tanto perché il mio metodo di approvazione era ascolto sul divano con gli amici, se ne uscivo contento, gioioso e senza vergogna era ok, se no tutto era da rifare. Oggi ti dico che ne sono orgoglioso e mi sono sentito pronto quando è arrivata la data di scadenza per i vinili.

Il concetto di fuoricorso in ambito universitario lo conosciamo, ma oggi essere fuoricorso e spesso abbinato alla parola fuori sede: ti senti parte di una generazione spaesata e senza radici?
Quello che noto è che io ho lasciato Genova, che tanti amici hanno cambiato nazione, che la mia migliore amica è andata a vivere in Australia. Non so se siamo senza radici ma so che facciamo esperienze in luoghi diversi.

Tu hai ribaltato, in questo viaggio artistico, il concetto di tempo: quella che è una rincorsa affannosa per te è l’hic et nunc, l’opportunità da cogliere al volo. Ma quanto è difficile stare on time nel 2026?
Tanto perché a volte si ha la percezione, soprattutto con i social e questa società veloce, che non ci sia un passato ma si vive un eterno presente: io dico che bisogna vivere nel momento, né passato né il futuro con la testa.

Fuoricorso è una canzone con una sua drammaticità, racconti le fatiche e l’ansia di una quotidianità difficile da vivere, spesso perché la società impone più che accogliere: quale è la forza di tutti quelli uomini che arrivano a fine mese con l’affanno ma che sono quelli “che fanno la storia”?
Ci tenevo, con queste frasi volevo dare dignità anche ai dimenticati, che è anche il concetto del disco, oggi si celebrano le grandi performance e i successi e io invece voglio dare dignità a chi si sente fuori corso nella vita.

Sono un cane randagio, non conosco padrone, sono io che dovrei fare pensieri sani”: è la tua sintesi di una seduta dallo psicologo?“
Il disco lo è, nel senso che ho usato questo metodo: quando andavo in terapia dopo la seduta registravo un vocale di un minuto destinato a me stesso per riassumere i punti chiave e tante canzoni sono partite da lì: cosa mi rende più me stesso? E’ quello che porto in terapia.

“Vorrei parlare d’amore ma ho sbagliato la generazione” canti in Anni Bastardi: se avessi la macchina del tempo a quale generazione vorresti appartenere?
Sarebbe facile dire che un mondo senza social e senza sapere cosa fa uno dall’altra parte del mondo sarebbe diverso. Ogni generazione ha le sue criticità, il film Midnight in Paris racconta che ogni generazione rimpiange quelle passate. Non so se tornerei indietro, lavoro e godo per quello che ho ora. Mafa ti dico anche che esserci stati, musicalmente parlando, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta sarebbe stato affascinante.

“Per ogni costo e ogni sfida la vita ci darà un rimborso” lo dici in Eravamo Solo Noi. Vasco in Solo Noi canta “basta che ci sia posto siamo solo noi” ed era il 1981: come è cambiato il concetto di Noi in questi 45 anni?
Quello che noto oggi è che è molto semplice isolarsi, perché abbiamo tutto in comodità, dalle serie tivù alla musica fino all’AI. Ma noto che torna il desiderio di connessione che ci rende unici nell’universo.

“Vorrei essere già lì ma sono ancora qua” è il tuo modo di riassumere le difficoltà che la tua generazione e la successiva hanno nel costruire una relazione stabile?
Sì ma è anche un riassunto di fuoricorso, c’è chi vorrebbe essere lì ma è ancora qua. Il discorso sulla velocità vale anche per quello e le relazioni le sento liquide con logiche di consumo  che condizionano il rapporto.
 

Ti riesce spesso di chiudere gli occhi per sognare più che per dormire? E di scattare foto con la Polaroid?
Sbriciare il Futuro è stata scritta un anno fa a Milano con i miei coinquilini. Noi facciamo una Polaroid per ogni persona che viene a casa e ne parliamo sul balconchill, che abbiamo ribattezzato così perché è un momento di relax. Poi ti dico, e c’è anche nel pezzo, che ho dormito poco quest’anno.

Infine ti chiedo “ma che senso ha che non sei in Serie A” e duque come vedi la nostra Sampdoria?
Mi piacerebbe darti una risposta ma è la sola domanda cui non so rispondere

Ultima domanda: che accadrà adesso? Stai ragionando sui live?
La data più importante con la presentazione del disco sarà il 13 novembre a La Claque di Genova, ci tenevo a fare qualcosa nel cuore della mia città. Abbiamo fatto un pre-tour ma non siamo mai passati a Genova. La band è inedita, alla Claque faremo tutto il disco con un merchandising pensato per l’occasione. La settimana prossima partirà un tour nelle università, visto che parliamo di fuori corso, che annunceremo a breve: è legato al concetto dell’album e ci tengo a trattare lì il tema ùin uno showcase. Presenterò il disco e parlerò di salute mentale, proporrò tutto il disco più qualche chicca che arriva dal passato.

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