Marco Mengoni: "Ho voglia di intimità, ho voglia di essere Sbagliato"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Gli appuntamenti sono a Milano dal 5 novembre al 19 dicembre e il costo del biglietto va dai 100 ai 200 euro: saranno serate molto intime con ospiti e scaletta che variano ogni volta. Non sarà possibile usare il cellulare, deve essere "un'esperienza che rimane solo nella nostra mente": infatti si chiama off-line club. L'INTERVISTA

Allo Sbagliato è il nuovo spazio milanese nato per fare le cose al contrario, con la direzione creativa di Marco Mengoni: dal 5 novembre al 19 dicembre vivremo sette settimane con serate ognuna diversa da quella precedente ma uguale sempre è che non si potranno usare i cellulari: all'arrivo in teatro il telefono verrà posizionato in una custodia richiudibile da tenere in tasca o in borsa; solo in caso di emergenza si potrà sbloccare la custodia recandosi nell'area "uso telefono", segnalata dalle indicazioni presenti in teatro. A firmare la direzione creativa dello Sbagliato è lo stesso Marco Mengoni, al suo primo incarico in questo ruolo. Per Marco "sbagliato" è tutto ciò che non è canonico: ciò che sorprende, spiazza e che, anche solo per un dettaglio, non è quello che ci si aspetta. Un'idea che diventa il filo conduttore dell'intero progetto, dal programma all'allestimento fino al modo di vivere la serata. Non mancheranno i live del cantautore, 26 straordinarie serate dal vivo con la sua band, in cui Marco Mengoni si esibirà in mezzo al suo pubblico, per annullare ogni barriera. Dall’apertura del 5 novembre fino al 19 dicembre, Marco si esibirà con quindici date a novembre e undici a dicembre - prodotte e organizzate da Live Nation, distribuite lungo le sette settimane di programmazione, e tra gli ospiti ci saranno Luca Ravenna, Faccianuvola, Mace, Benjamin Clementine, Rareş, Sayf, Nuzzo e Di Biase. Tra un concerto e l’altro, il cartellone si completerà con appuntamenti dedicati alla comicità, serate con ospiti musicali e un DJ set con Marco che potrebbe comparire nelle vesti più diverse. Lo Sbagliato è un contenitore multidisciplinare in cui musica, arte, teatro, comicità e design si incontrano, si mescolano e si contaminano; un luogo dall'identità ibrida, volutamente fuori dagli schemi, dove atmosfere underground, richiami vintage e design contemporaneo convivono senza seguire regole precise. Una venue da 500 posti, "grande il giusto", che dichiara la propria natura già dal nome.

Marco raccontami questa nuova esperienza…sbagliata.
Sarà un club aperto, mi esibirò per quattro sere a settimana, non sempre le stesse sere, le altre ci saranno altri artisti che ho scelto come direttore artistico dello Sbagliato. Qualche nome degli artisti che ospiteremo allo Sbagliato sono Faccianuvola, Rares, Mace, Nuzzo e Di Biase, Luca Ravenna, Sayf e Benjamin Clementine. Sarà un club offline con i telefoni all’interno posti in una busta per godersi in toto lo spettacolo: saranno circa 500 persone a sera, il palco è per il pubblico e l’artista è al centro del cantiere che potrebbe però poi essere smontato.

Come hai scelto i tuoi compagni di viaggio?
Alcuni sono andato a sentirli per piacere mio ma senza sapere che avrei fatto questa cosa. Sayf lo seguivo già prima del nostro featuring, a Faccianuvola invidio il modo di scrivere, avrei voluto scrivere io alcuni suoi pezzi. Tutti gli artisti comunque mi sono arrivati allo stomaco.

Perché Sbagliato?
Forse perché è giusto o forse perché è sbagliato in questa epoca dove tutti cercano i posti grandi io cerco intimità. Non ho letto gli articoli sul gigantismo dell’estate ma so che è una tendenza, fare uno stadio è bello per tutti. A me è andata bene, il mio tour ha vinto un premio per il maggior numero di spettatori. Ho vissuto anni speciali e voglio ora scendere dal palco.

Come si acquistano i biglietti? Il costo?
Si accede dall’ingresso…il biglietto si compra online e verrà stampato visto che sarà tutto offline. I biglietti sul palco sono 29 e costano 200 euro, quelli seduti in parterre, intorno agli artisti, 150, e in piedi 100 euro. Forse faremo un qualcosa di mirato per tutti, potrebbe essere in televisione.

Non sono certo prezzi economici.
La vedo un po’ come una cena in un ristorante stellato una volta l’anno, è un momento speciale che deve restare nella mente. E’  bello essere un po’ scollegati e concentrarsi su suoni studiati ad hoc per la serata. Con ciò non dico che saranno lo stellato della musica ma sarà una esperienza speciale.

Cosa puoi anticiparmi del tuo set?
Per i miei concerti, e forse anche gli altri, non ci saranno né sequenze né altro, prima di ogni pezzo di dirà un due tre come una volta. La mia band è composta da 12 persone, me compreso, sarà una soul band, io farò parecchie cover di quelle che piacciono a me, di artisti che mi hanno ispirato sempre e cito per tutti Al Green e Marvin Gaye. Non aspettatevi Due Vite o L’Essenziale, non ci sarà alcun singolo ma tutti i pezzi che hanno reso i miei dischi importanti soprattutto per me, i cosiddetti lati B. Che il pubblico dunque non si lamenti, la scaletta sarà decisa ogni sera e delle hit potrei fare giusto un accenno ma ripeto potrei.

Quando apre il cantiere Sbagliato?
Apre il 5 novembre e sarà aperto fino al 19 dicembre, potrebbero essere sere, mattine, pomeriggi…nel dubbio venite quando volete.

E dopo che accadrà?
E’ natale e c’è il mio compleanno. Il locale andrà avanti, spero non venga demolito dopo le nostre esibizioni. Ho scelto questo luogo per dargli una veste mia e nuova per questi due mesi, poi lo spogliamo e vivrà di vita sua. La mia è una residency, mi pagano per due mesi poi lascio il testimone a qualcuno che verrà dopo.

Come è nata l’idea?
Nasce come regalo di compleanno dei miei 30 anni che sono stati 7 anni fa ma poi sono successe cose che non mi hanno fatto snocciolare il progetto, volevo un posto intimo per essere a contatto col pubblico e coi musicisti senza avere una scaletta serrata né movimenti studiati. Vorrei che ogni sera fosse a briglia sciolta, in base ai nostri umori e mood. Non abbiamo una linea guida, andiamo alla vecchia con le spie come negli anni Settanta.

Come hai pensato l’allestimento?
Ho collaborato con tutti per fare cose ad hoc, non volevo sedute da club ma di design per stare più comodi dei seggiolini di San Siro che quando ci sono stato ero con le mie ginocchia sulla schiena di quello davanti. Pittori esporranno le loro opere e poi ci saranno designer di luci. Al momento non ho disegnato niente di mio.

Perché Milano?
Volevo stare vicino a casa, faccio merenda e vengo a suonare. Qui vivo e per scaldare i motori è meglio qui. Più avanti vedremo se il format continuerà, privilegiamo il qui e ora.

Posso definirla una prova d’amore verso i tuoi fan?
E’ una esperienza diversa, non so se ci sarà un seguito. Se perdi questo momento non cambia comunque nulla nella mia vita né nella mia carriera.

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