È morto a 71 anni lo storico chitarrista, figura centrale della prima stagione del punk rock americano. Con il suo sound ruvido e gli assoli esplosivi ha contribuito a scrivere una delle pagine più importanti della scena punk newyorkese degli anni ’70
Cheetah Chrome, pseudonimo di Eugene Richard O'Connor e storico chitarrista dei Dead Boys, è morto a 71 anni. La scomparsa, avvenuta domenica 13 settembre, è stata annunciata sui social dagli altri membri della band, che lo hanno ricordato come "un vero originale" e uno degli architetti del punk, celebrandone l'energia, i riff selvaggi e la passione per il rock'n'roll. Nato a Cleveland, in Ohio, il 18 febbraio 1955, Chrome viveva a Nashville con la moglie Anna e il figlio quattordicenne Rogan.
Dagli esordi a Cleveland al culto dei Dead Boys
La sua storia musicale era iniziata nel 1974 con i Rocket from the Tombs, formazione di Cleveland influenzata da Stooges e Lou Reed, dalla quale sarebbero emersi anche i futuri Pere Ubu. Dopo lo scioglimento del gruppo, Chrome, Johnny Blitz e Stiv Bators formarono i Frankenstein, poi diventati Dead Boys e trasferitisi a New York su impulso anche di Joey Ramone. Al CBGB la band conquistò rapidamente la scena con esibizioni provocatorie e ad alta intensità, mentre gli assoli di Chrome contribuivano a definire il sound del gruppo. Nel 1977 arrivò Young, Loud and Snotty, seguito l'anno dopo da We Have Come for Your Children: due album diventati riferimenti della prima stagione del punk americano, con Sonic Reducer destinato a trasformarsi in uno dei brani simbolo del genere. Dopo lo scioglimento nel 1979, Chrome continuò a suonare e nel 2003 partecipò alla reunion dei Rocket from the Tombs. I Dead Boys avevano annunciato una tournée nel 2027 per celebrare i 50 anni di Young, Loud and Snotty.