Jova Summer Party, Roma è l'ombelico del mondo per il gran finale

Musica
Nicoletta Notari

Nicoletta Notari

Ph. Michele Maikid Lugaresi

Introduzione

Il Circo Massimo apre il sipario sulle ultime due date del tour di Jovanotti (FOTO) con una maratona di musica e spettacolo che trasforma Roma nella capitale della festa. La prima serata di L’Arca di Lorè scorre per ore senza perdere un colpo, tra live, danza, sorprese e un’energia contagiosa che accompagna il pubblico dal pomeriggio fino a mezzanotte.

Non interpreta il ruolo della rockstar distante, preferisce quello del padrone di casa che invita decine di migliaia di persone alla festa più bella dell’estate. 

Non esiste un prima e un dopo del concerto: l’evento prende forma lentamente, come un festival in continuo movimento, dove il tempo si misura in canzoni, incontri e persone. È il modo con cui Lorenzo Cherubini ripensa il live contemporaneo, cancellando i confini tra palco e pubblico e trasformando la sua città nell’ultimo, simbolico approdo di un viaggio durato tutta l’estate.

Quello che devi sapere

Roma sale a bordo dell’Arca di Lorè

Lo spettacolo comincia quando il sole è ancora alto e finisce con la luna sopra il Palatino. Il doppio appuntamento del 12 e 13 settembre al Circo Massimo chiude il Jova Summer Party 2026 – L’Arca di Lorè trasformando Roma in un gigantesco festival urbano dove la musica è soltanto il centro di un’esperienza molto più ampia.

Dalle 15 in poi il pubblico ha invaso l’area tra dj set, performance, artisti e incontri, mentre Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti ha l’intuizione più semplice e rivoluzionaria: togliere al live la rigidità dello stadio e restituirgli la libertà della piazza.

È una festa popolare e contemporanea insieme, dove convivono adolescenti, famiglie, cinquantenni cresciuti con L’ombelico del mondo e ventenni arrivati per Buon Vento. Il Circo Massimo non è una semplice location: è il punto di approdo di un viaggio iniziato mesi prima tra Europa, Sud Italia e migliaia di chilometri percorsi anche in bicicletta con il progetto JovaGiro.

Roma, città dove Lorenzo è nato, diventa così il porto naturale dell’Arca. E quando le luci iniziano ad accendersi, si ha già la sensazione di aver vissuto una giornata intera prima ancora che inizi il concerto vero e proprio. È questa la sua forza: far sembrare il tempo più ricco.

Jova: "La felicità è un allenamento"

 

Nel pomeriggio, seduto alle spalle del palco, Jovanotti ha raccontato la sua avventura. Sorride, gesticola, scherza, ma il messaggio è sorprendentemente limpido: la felicità, dice, non è uno stato permanente né un colpo di fortuna, "è un allenamento quotidiano". Racconta di aver immaginato L’Arca di Lorè come un luogo dove persone diverse possano ritrovarsi senza barriere, unite dalla musica e dalla voglia di stare insieme. Parla del viaggio, del movimento come forma di libertà e del privilegio di chi, dopo quasi quarant’anni di carriera, sente ancora il desiderio di salire sul palco con curiosità. 

Lorenzo, poi, racconta di vivere con assoluta leggerezza il traguardo dei 60 anni, che compirà il 27 settembre. "Non ci penso proprio", scherza, spiegando di non aver mai dato grande importanza al compleanno perché "faccio feste di mestiere da quando avevo 16 anni". Roma, confessa, resta il luogo della sua infanzia e adolescenza, la città in cui è cresciuto sentendosi libero. Guarda già al futuro senza programmi prestabiliti – "non ho nessuna scadenza" – e anticipa l’uscita del documentario Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, costruito attorno al bambino che sente di portare ancora dentro di sé.

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Un vulcano di energia senza età

A pochi giorni dal suo sessantesimo compleanno, il 27 settembre, Lorenzo sale sul palco con l'energia di chi guarda ancora avanti: non celebra la propria storia, ma continua a scriverla. Corre senza sosta lungo la passerella, balla con il corpo di danza, improvvisa, scherza con il pubblico e cambia continuamente registro senza perdere mai il controllo della scena.

Ogni gesto comunica entusiasmo, curiosità e gratitudine.

Non interpreta il ruolo della rockstar distante, preferisce quello del padrone di casa che invita decine di migliaia di persone alla festa più bella dell’estate. Tra un brano e l’altro racconta aneddoti, riflette sul viaggio, sulla gioia e sul bisogno di stare insieme. Colpisce soprattutto la naturalezza con cui alterna leggerezza e profondità. Un minuto prima lancia coriandoli e invita tutti a saltare, quello dopo canta Le tasche piene di sassi con una delicatezza quasi disarmante. È un equilibrio difficile da costruire, ma Jovanotti lo domina con l’esperienza di chi ha reinventato più volte la propria carriera senza perdere la propria identità.

Funk, afrobeat e pop, in ogni hit qualcosa di nuovo

Se il protagonista è Lorenzo, il motore dello spettacolo è una band internazionale semplicemente straordinaria. Accanto allo storico Saturnino al basso, musicisti provenienti da mondi diversi costruiscono un suono vivo, elastico, imprevedibile, che attraversa funk, soul, afrobeat, cumbia ed elettronica con assoluta naturalezza.

Le canzoni più celebri vengono completamente rilette: Baciami ancora acquista un groove irresistibile, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang diventa un’esplosione ritmica, mentre A te ha un arrangiamento essenziale e raffinato. I fiati dialogano con le percussioni africane, le chitarre di Adriano Viterbini aggiungono una dimensione rock elegante e le tastiere rendono tutto sorprendentemente contemporaneo.

Non c’è nostalgia nella scaletta, ma una continua voglia di trasformazione. È il segno distintivo di Jovanotti: prendere brani che tutti conoscono e farli sembrare appena scritti. Anche chi ha visto dieci suoi concerti ritrova melodie familiari in una veste completamente diversa.

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Un’Arca di artisti, ricordi ed emozioni

L’Arca di Lorè prende forma fin dal pomeriggio grazie a una line-up che racconta il mondo musicale di Jovanotti ben oltre il suo repertorio. Sul palco si alternano Mobrici, tra i cantautori più interessanti della nuova scena pop italiana, i Cor Veleno, storica formazione dell’hip hop romano, e gli Ayom, collettivo internazionale che fonde ritmi afro-brasiliani, mediterranei e latinoamericani in un sound travolgente. A portare l’energia delle dancehall arriva anche Frankie hi-nrg mc, pioniere del rap italiano e amico di lunga data di Lorenzo, in un pomeriggio che sembra più un festival che un’attesa del concerto.

Ma il momento più tenero arriva quando Jovanotti invita sul palco Alfa. Il giovane cantautore sale con la chitarra accompagnato dai genitori, visibilmente emozionati, e insieme a Lorenzo interpreta Buon vento in una versione essenziale e intensissima. Tra i due si percepisce un passaggio ideale di sensibilità e di generazioni: Jovanotti osserva Alfa con l’orgoglio di chi riconosce un talento autentico, mentre il pubblico accompagna il ritornello con migliaia di voci.

Poco dopo, la festa si ferma per lasciare spazio al ricordo. Sui maxischermi appare Emma Bonino, scomparsa pochi giorni fa, in un filmato in cui pronuncia una frase destinata a restare: "La responsabilità di vivere liberi, fino alla fine". E il Circo Massimo si raccoglie in un lungo applauso.

Benny Benassi, il compagno di viaggio che accende la notte

Tra gli ospiti della prima serata, spicca Benny Benassi, protagonista di un dj set che infiamma il Circo Massimo prima dell'arrivo di Jovanotti. La sua presenza non è un semplice featuring, ma il ritorno di uno degli artisti che più ha contribuito a definire il suono dance italiano degli ultimi venticinque anni.

Il legame tra Benassi e Lorenzo nasce dall'ammirazione reciproca e si è consolidato attraverso collaborazioni, remix e numerosi palchi condivisi. Entrambi hanno sempre cercato di abbattere i confini tra pop, elettronica e cultura del club, portando la musica da ballare dentro i grandi eventi dal vivo. Per questo la sua partecipazione all'Arca di Lorè ha il sapore di una reunion tra due pionieri capaci di trasformare ogni concerto in una festa senza età.

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L'atmosfera al Circo Massimo

Arriva sempre quel momento in cui il concerto smette di appartenere all’artista e diventa del pubblico. Al Circo Massimo succede con una sequenza impressionante di classici che unisce tre generazioni nella stessa voce. L’ombelico del mondo, Penso positivo, Ragazzo fortunato, Bella trasformano l’arena in una gigantesca pista da ballo a cielo aperto.

Nessuno resta fermo. Le gradinate ondeggiano, il prato diventa un mosaico di mani alzate e le luci dei telefoni sostituiscono le stelle quando arrivano i brani più intimi. Jovanotti non dirige il pubblico: lo lascia libero.

I visual coloratissimi, i fuochi, le esplosioni di carta e i giochi di luce non cercano mai di rubare la scena alla musica, ma amplificano la sensazione di trovarsi dentro un enorme carnevale contemporaneo. È uno spettacolo pieno di movimento, ma mai caotico. Ogni esplosione di energia è preparata da un momento di respiro. Ogni euforia trova il proprio contrappunto emotivo.

L’Arca approda a casa

Quando, verso mezzanotte, le ultime note si dissolvono tra le rovine del Circo Massimo, si capisce che Jova Summer Party 2026 non è stato semplicemente un tour estivo. È stato un manifesto di un modo diverso di vivere la musica dal vivo. Lorenzo Cherubini ha immaginato un concerto che inizia ore prima del primo accordo e continua anche dopo l’ultimo bis, fatto di incontri, territorio, sostenibilità, viaggio e condivisione.

Il sold out romano non rappresenta soltanto un successo di pubblico, ma la consacrazione di un’idea artistica. L’Arca di Lorè approda proprio nella città dove tutto è cominciato, chiudendo un percorso circolare che parte da Roma e ritorna a Roma con uno sguardo completamente nuovo.

Il pubblico lascia il Circo Massimo lentamente, ancora ballando e cantando, come se nessuno avesse davvero voglia di tornare a casa. Perché le feste migliori non finiscono quando si spengono le luci. Continuano nelle persone che le hanno vissute. E Jovanotti, ancora una volta, è riuscito nell’impresa: trasformare un concerto in un ricordo felice.

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La scaletta del concerto al Circo Massimo di Roma

Afternoon Set 1

Ricordati di vivere

Si alza il vento

 

Afternoon Set 2

Cado verso l’alto

Un raggio di sole

Tutto l’amore che ho

DNA

 

Main Set

Intro

Shiva

Attaccami

Scimpanzé 

Tanto

Gimme Five

Positivo

Oceanica

Le canzoni

Buon vento

Mi fido di te 

Ora

Come musica

So solo che la vita / Estate

Bella

I love you baby 

Estate addosso 

Ti porto via con me 

Notte dei desideri

Gente della notte

Chiaro di luna

Baciami ancora / Sapore di sale

Oh vita

Muoviti 

Tribù 

Ciao mamma

Il più grande spettacolo dopo il Big Bang 

Immortali

L’ombelico del mondo

Ragazzo fortunato

A te

 

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