La città dei vivi, trama e cast del film tratto dal libro di Nicola Lagioia

Cinema

Camilla Sernagiotto

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Introduzione

Arriva nelle sale italiane a partire dal 1° ottobre 2026, La città dei vivi, il nuovo film diretto da Edoardo Gabbriellini, presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2026 nella sezione Orizzonti.

 

Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Nicola Lagioia, pubblicato da Einaudi nel 2020, il film porta sul grande schermo una storia di formazione che si interrompe bruscamente, raccontando la vita di un giovane alla ricerca della propria strada e il trauma di una violenza improvvisa.

Protagonista è Luca, interpretato da Emanuele Maria Di Stefano, un ragazzo di 23 anni adottato da una famiglia che lo ama e che vive la propria quotidianità tra la periferia e il centro della città, insieme agli amici e alla fidanzata. Nel cast figurano anche Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei e Valerio Mastandrea.

 

Scopriamo di seguito tutto quello che bisogna sapere sul film La città dei vivi, dalla trama al cast. Nel frattempo, potete guardare il trailer della pellicola nel video che trovate in alto, in testa a questo articolo. 

Quello che devi sapere

La trama

Al centro della storia del film La città dei vivi c'è Luca, 23 anni, cresciuto in una famiglia adottiva affettuosa e apparentemente sereno nella sua vita tra amici, periferia, centro città e la relazione con la sua fidanzata. Come molti ragazzi della sua età, è però ancora alla ricerca della propria direzione e sembra vivere una sorta di doppia dimensione, tra ciò che mostra agli altri e quello che porta dentro di sé.

 

Una sera, un incontro apparentemente casuale introduce nella sua vita un elemento destinato a spezzare gli equilibri costruiti fino a quel momento. Da qui prende forma un racconto di formazione particolare, in cui la violenza e le sue conseguenze diventano lo sfondo attraverso cui osservare un'intera generazione e una città fatta di relazioni, solitudini e contraddizioni.

Dal romanzo di Nicola Lagioia

Il film La città dei vivi nasce liberamente dal romanzo omonimo, pubblicato da Nicola Lagioia nel 2020 per Einaudi. Il libro prende spunto da un caso di cronaca realmente accaduto a Roma nel 2016 e, attraverso testimonianze, documenti e corrispondenza, costruisce un'indagine narrativa che va oltre la ricostruzione dei fatti.

 

Al centro ci sono le dinamiche psicologiche e sociali che ruotano intorno alla vicenda, insieme a temi come la solitudine, la trasgressione, le relazioni e le contraddizioni della società contemporanea.

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La regia

Edoardo Gabbriellini, regista del film La città dei vivi, sceglie di non trasformare la storia in una semplice ricostruzione della cronaca. Il suo film è soprattutto un racconto di formazione interrotto bruscamente, nel quale le persone che circondano Luca diventano una sorta di coro della città.

 

La regia adotta un linguaggio asciutto e naturalistico, ma lascia spazio anche a una dimensione più lirica. La violenza non viene mostrata in modo esplicito: Gabbriellini preferisce suggerire, mantenendo una distanza pudica e concentrandosi sulle conseguenze emotive degli eventi.

Il cast

Nel film La città dei vivi si cala nel ruolo di Luca l'attore Emanuele Maria Di Stefano, affiancato da Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei e Valerio Mastandrea.

 

Il cast accompagna il protagonista attraverso le diverse relazioni che compongono il suo mondo, contribuendo a costruire il ritratto di una giovinezza sospesa tra desiderio di indipendenza, legami affettivi e ricerca della propria identità.

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La produzione

La città dei vivi è una produzione Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film. La fotografia è di Amine Messadi, il montaggio di Jacopo Ramella Pajrin, la scenografia di Marcella Mosca e i costumi di Marta Passarini. Il suono è affidato a Maricetta Lombardo e Alessandro Bonfanti, mentre gli effetti visivi sono curati da Ermanno Di Nicola.

 

Presentato a Venezia 2026 nella sezione Orizzonti, il film porta sul grande schermo uno dei romanzi italiani più famosi degli ultimi anni, trasformandolo in un'opera cinematografica che guarda alla cronaca senza rinunciare a una riflessione più ampia sull'età adulta, sulla violenza e sulla città come luogo di incontri e contraddizioni.

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