Light Blue Festival 2026, un territorio musicale libero e partecipativo

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

In questo angolo magico di Sicilia si respira per tre giorni, e su quattro palchi, un mondo musicale che ha preferito la fatica dell'indipendenza alle più facili logiche discografiche sempre più omologate. Il direttore artistico Salvatore Zoppo è già al lavoro per l'edizione del 2027. IL RACCONTO

Si sono spenti la musica e le luci del Light Blue Festival che per tre giorni ha trasformato Realmonte - Baia di Capo Rossello, uno degli angoli più suggestivi della Sicilia, in quanto di più vicino ci sia, in Italia, a un Festival musicale internazionale, quelli, per essere chiaro, dove conta prima esserci e poi la line-up. Quello è lo spirito vero della musica, il senso della partecipazione. Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto, il litorale si è trasformato in un crocevia di musica, arte e comunità, regalando a chi c'era momenti preziosi di divertimento e condivisione, e tanta musica. Edizione dopo edizione il Light Blue Festival cresce e si arricchisce: ogni anno Realmonte si racconta a un pubblico sempre più folto e affezionato in un crescendo di forza e autenticità, forte di un legame tra territorio ed eventi che si fa ogni edizione più profondo. Il mare si è fatto suono. Sui palchi e nelle spiagge si sono incontrati generi e generazioni diverse, in un dialogo tra nomi emergenti e artisti già affermati che ha reso ogni serata unica. Per tre giorni il Light Blue Festival e il suo visionario direttore artistico Salvatore Zoppo hanno trasformato alcuni degli scorci più suggestivi di Realmonte in un ecosistema vivo, dove ognuna delle quattro location ha raccontato una parte diversa della stessa storia, tra giorno e notte, tra energia e contemplazione. Un palcoscenico naturale che continua a crescere portando con sé la premessa e la promessa di un appuntamento che non smetterà mai di sorprendere.

 

Salvatore Zoppo
Il direttore artistico Salvatore Zoppo

SALVATORE ZOPPO: "CERCHIAMO QUALITA' DA CONDIVIDERE"

Chiudete gli occhi e immaginate un mare di musica e il respiro del mare nella Cala dei Turchi, un luogo magico per il mondo. Arte e territorio vanno a braccetto al Light Blue Festival, che ha appena chiuso l'edizione 2026: è uno degli appuntamenti più unici, per la scelte artistiche, dell'estate musicale italiana. E dire, come mi ha raccontato il direttore artistico Salvatore Zoppo, che tutto è cominciato quasi per caso: "Quando eravamo giovani -ricorda- con gli amici organizzavamo serate in discoteca, io vendevo pure i biglietti. Poi siamo cresciuti, ognuno ha preso la sua strada, io nella vita faccio altro, vivo a Napoli da dieci anni e sono consulente, per una realtà di Milano, di Finanza d’Impresa". Qualcosa cambia nel 2019, quando ancora non immaginavamo che sarebbe arrivato il Covid a farci carcerati nelle nostre stesse case: "Un assessore di Porto Empedocle, che è il luogo dove sono nato, mi ha chiesto di seguire i concerti dell’estate. Quella esperienza ha sviluppato in me l'idea di costruire un mio Festival: la prima edizione si è svolta proprio a Porto Empedocle al Lido Azzuro, da cui il nome Light Blue, ed è stata a ingresso gratuito. Il primo artista che abbiamo ospitato è stato Highsnob, che due anni dopo andò al Festival di Sanremo". La svolta è arrivata nel 2024 perché nel 2020 la pandemia ha bloccato il mondo, nel 2021 è stata costruita una edizione ridotta e poi c'è stato un biennio di stop per questioni varie. Dal 2024 il Light Blue Festival non ha più smesso di stupire: "Quell'anno -ricorda Zoppi- abbiamo ospitato Marco Castello e Giulia Mei, quest'ultima ben prima che pubblicasse quel singolo iconico che è Bandiera; poi abbiamo avuto Emma Nolde, che in questo 2026 ha vinto la Targa Tenco, siamo stati il primo Festival a mettere sul palco TonyPitony. Di quelli di quest'ultima edizione sono convinto che Nico Arezzo e Fresh Mula esploderanno. Cerchiamo la qualità: con questa discografia non è facile emergere: o entri nel tritacarne o devi sapere aspettare come capita agli indipendenti". Qui si innesca un altro ragionamento che rende il Light Blue Festival un unicum a livello iternazionale: gli artisti sono tutti accolti allo stesso modo dunque l'emergente sta nello stesso hotel dell'headliner, ha l'autista per gli spostamenti e i camerini sono uguali per tutti". In una parola si chiama rispetto e non viene distribuito in base alle quotazioni artistiche. Lo scouting, come si dice in gergo, viene fatto "alla vecchia": Salvatore Zoppo quando è a Napoli va spesso ad ascoltare musica al Duel Club, ha amici nel mondo dei live, spesso smanetta su Instragram e sulle piattaforme, poi parte coi contatti e inizia a costruire la line-up. Ci sono artisti che si propongono, attirati dall'idea di libertà artistica che lì troveranno. Ovviamente ha già nomi in testa per il 2027. Avendo quattro stage la possibilità di ospitare artisti si è moltiplicata: "Ci aiuta anche avere un pubblico attento e fidelizzato, già otto mesi prima vendiamo gli abbonamenti per i tre giorni senza sapere chi ci sarà. A dirla tutta anche io ho già acquistato il biglietto per il Primavera Sound del 2027 senza sapere niente del cast. Oggi sembra tutto troppo costruito". Lato economico Zoppi spiega che "a oggi è tutto finanziato da grandi sponsor anche locali. Per l'anno prossimo avremo persona che lavorerà sui bandi, che spesso hanno gestioni clientelari e di amicizie. Non puntiamo a grosse cifre ma il mio progetto costa tanto e merita l'attenzione della politica a livello regionale. Come sai le amministrazioni locali sono crocifisse da tante cose e possono fare poco. A oggi ho ottenuto solo un patrocinio regionale di tremila euro e dopo mille insistenze". Salvatore Zoppo dedica tanto del suo tempo alla musica, ascolta di tutto, compresi i Pink Floyd, i Prodigy e i Chemical Brothers per citare qualche nome, e lo fa col cuore. E' il solo metodo perché la musica resti poesia.


Approfondimento

Light Blue Festival, Gioia Lucia: "Racconto quello che vivo"

Spettacolo: Per te