Eugenio Finardi: "Ora so che nessun extraterrestre verrà a salvarci"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Il cantautore milanese, in concerto a Carpi, tra ricordi e sguardi verso l'avvenire, emoziona raccontando, attraverso le sue canzoni, la storia di una umanità in affanno ma che non si arrende. IL RACCONTO

Un viaggio dagli anni Settanta a oggi in poco meno di due ore. Ma quello di Eugenio Finardi è qualcosa di più di un concerto, è un viaggio esperienziale perché tra le canzoni ci sono racconti ma anche una lucida lettura della nostra epoca. Piazza Re Astolfo è affollata per la tappa di Carpi di questo tour ribattezzato Tutto Finardi e che vede il cantautore di Milano accompagnato da una band dotata di grande sensibilità e formata da Giuvazza Maggiore (chitarra, loop e cori), Maximilian Agostini (tastiere, basso e cori), e Claudio Arfinengo (batteria e percussion). Cui si aggiunge Andrea Pintaldi, l'angelo custode di Eugenio, un persona dal cuore grande, il cui pensiero arriva spesso prima delle richieste. Per Eugenio Finardi Carpi è in primis ricordi: intato è la sede di Imarts - International Music And Arts ovvero "l'agenzia che spaccia in miei concerti in giro per l'Italia. Poi ho suonato tanti anni fa qui al Picchio Verde, sono stato al Picchio Rosso di Formigine, altro luogo storico, e ricordo una volta proprio a Carpi, che ha iniziato a piovere così forte che il concerto lo ho fatto sotto i portici". Il live è una perfetta alchimia tra i suo brani storici e l'ultimo album che si intitola Tutto ed è uscito nel 2025, a undici anni di distanza dal precedente Fibrillante. Per me Eugenio Finardi è ricordi, è poesia: se oggi dovessi fuggire su un'isola deserte tra i dieci dischi che porterei con me ci sarebbe senza ombra di dubbio Diesel, album del 1977 strepitoso, quello che lo ha consacrato e ha rafforzato una credibilità intellettuale, oltreché artistica, che era già emersa nel precedente, di un solo anno, Sugo (quello, tra gli altri brani, di La Radio e Musica Ribelle). 

FINARDI: "ORA SO CHE NESSUN EXTRATERRESTRE VERRA' A SALVARCI"

E' sereno sul palco Eugenio Finardi, è felice, lo scorso 16 luglio ha festeggiato 74 anni: "Sto per chiudere il mio terzo giro di giostra -dice- il quarto sarà quello della leggerezza perché ormai amori, gioie e delusioni sono quello che sono, ora mi resta il futuro da costruire". Canta Le Ragazze di Osaka, Katia, Patrizia, Non è Nel cuore, commuove con Un Uomo: "La ritengo una delle mie canzoni più belle, è nata quasi sotto dettatura dopo una telefonata con una donna intelligentissima ma complicatissima. Chiusa la chiamata ho iniziato a scrivere e dopo cinquanta minuti avevo in testa così tante parole che non riuscivo a fermarle sul computer"; in alcuni momenti libera una voce quasi tenorile ed è esplicativo il passaggio in cui canta di "un uomo che non si vuole mai lavare per paura di dimenticare". Perché i ricordi si attacano alla pelle, i pori li assorbono. Mio Cucciolo d'Uomo è una dedica a suo figlio e il messaggio è che "fare crescere i tuoi sogni è come realizzarli". In alcuni momenti ho la sensazione che lui segua i suoi pensieri ma parli ad alta voce, confidenze del cuore: "Ho gli stessi anni di Vasco e Francesco De Gregori -racconta- Edoardo Bennato ne ha da poco compiuti 80 di anni. Ligabue e Pino Daniele hanno aperto i miei concerti a Milano. Ma ora voglio raccontare di un uomo davvero verace con un'anima stupenda, un uomo che con me ha condiviso lo stipendio, cosa rarà tra artisti: aveva un buon ingaggio in un ristorante, 20mila lire dell'epoca e rammento che allora un motorino costava 120mila lire, quindi con sei concerti potevi comprartelo. Mi diede la metà del suo ingaggio, ancora oggi le nostre famiglie sono amiche e io andrò a suonare alla rassegna che organizza suo figlio Filippo: lui era Ivan Graziani, che è conosciuto per determinate canzoni ma aveva un lato arcaico che io ora vi mostra attraverso la sua Il Prete di Anghiari". Il finale è con La Radio "per una informazione libera che è sempre piu rara", Musica Ribelle ed Extraterrestre: "Oggi ho capito che non esistono gli extraterrestri che ci vengono a salvare". Ha ragione, Eugenio, dalle stelle nessuno verrà a prenderci per portarci su "un pianeta da cui ricominciare" ma è anche vero che un suo concerto trasmette la voglia di ricominciare.

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