Anastacia in concerto Roma, tra effetto amarcord ed entusiasmo
MusicaLa Popstar di Chicago, questa sera si esibirà ad Asti, ha donato, al suo pubblico fedelissimo, un'ora e mezzo di musica all'Auditorium Parco della Musica di Roma, nella prima delle cinque date che la vedranno live in Italia nel 2026 (le prossime sono a ottobre a Padova, Firenze e Brescia). IL RACCONTO
Diciamolo subito Anastacia c'è e più ancora di lei c'è il suo pubblico di irriducibili fan che la chiamano The Queen. Altri temi sono, a mio avviso, un effetto nostalgia troppo sottolineato e una liturgia musicale che in alcuni momenti sembra frammentata. Ciò detto avercene artiste come la signora di Chicago che a quasi 58 anni (li compirà il prossimo 17 settembre) sa far tremare con la sua voce il cielo stellato dell'Urbe. Nel tardo pomeriggio, mentre lei faceva il soundcheck, si è svolta, proprio nella libreria Notebook dell'Auditorium una conferenza su un tema a lei particolarmente caro, quello del tumore al seno metastatico, patologia che ha affrontato bel due volte, nel 2003 e nel 2013: per l'occasione al Roma Summer Fest è stato portato il divano rosa che in precedenza è stato ospitato alle Olimpiadi. Quel divano rosa sottolinea la filosofia del Due di Noi e lo trasforma in simbolo incontro, cultura, musica e condivisione.
ANASTACIA SALUTA (NON) HA FINITO L'AMORE
Ci sono ancora screziature di rosso nel cielo di Roma quando il palco si illumina è appare, in una scenografia morriconiana da film Western, The Queen Anastacia sulle note di One Day in Your Life che poi è quello è quello che vuole regalare al suo pubblico fedelissimo, riassumendo il concetto temporale di giorno in un'ora e mezza. Tanto dura il live di colei che, nel tempo, è stata definita "la bianca dalla voce nera" e, a causa della sua piccola statura "la piccola donna dalla voce grande". Il suo genere, assoluttamente unico, è stato ribatezzato sprock che è la crasi di Soul, Pop e Rock. Tra il pubblico c'erano Serena Brancale e Giulia Mei, quest'ultima a Roma per incontrare le persone del divano rosa e protagonista, qualche giorno fa, di un intervento in Senato per sensibilizzare sulla necessità di portare avant già in età scolarei un percorso di educazione sentimentale e sessuale. Anastacia, look country, scarpe con la zeppa tanto anni Settanta e occhiali in costante rotazione, ha subito sedotto il pubblico con la sua energia e brani quali Nobody Loves Mi Better, Sick and Tired e Best Days. Affianco a lei un band di spessore, con, tra gli altri, una corista e un corista eccelsi, è una percussionista potente (peccato solo che il suo ritmo spesso non arrivasse, quasi, come si dice in gergo, "non fosse aperto").Al concerto, un viaggio nell'anima con forte effetto amarcord, è mancata un po' di armonia temporale: presentare la band all'inizio e le uscite dal palco di Anastacia (se le ho contate bene sono state tre in un'ora e mezzo) hanno reso meno fluido il decollo dei sentimenti. Ma non per questo meno intenso. Il finale è di quelli che non dimentichi: in sequenza Anastacia ha cantato Stupid Little Things, Left Outside Alone, Not That Kind e l'epocale I'm Outta Love. Ogni regola a questo punto è saltata, il pubblico a urlare sotto il palco e ad adorare la sua Queen!