Medimex 2026, Cesare Veronico: "Le storie che raccontiamo sono tutte belle. E Punk"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Credit Roberta Bayley

Il coordinatore artistico della rassegna che fino al 21 giugno trasforma Taranto in capitale della musica, dello storytelling, della formazione e dei sogni che diventano realtà, ci racconta l'anima di cinque giornate speciali. L'INTERVISTA

E' il giorno dell'apertura dell'edizione 2026 del Medimex. Fino al 21 giugno Taranto sarà il cuore pulsante della musica, della cultura, della storia, della narrazione, di quella poetica artistica che troppe volte l'Italia marginalizza. Tra gli appuntamenti ci sono i concerti di Pet Shop Boys DREAMWORLD The Greatest Hits Live, Suede, Slowdive, NYC Redux Band playing the music of Ramones e Agents of Time, il progetto speciale Le Strade del Mediterraneo a cura di Antonio Diodato, showcase con i progetti più interessanti della scena pugliese e nazionale, la mostra inedita Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City e il video mapping Hey! Ho! Let's go!, la prima edizione di Medimex Hip Hop Lab, un fitto programma di appuntamenti professionali e ancora presentazioni, racconti e molto altro. Medimex, International Festival & Music Conference è promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds; dunque fino al 21 giugno Taranto, la città dei Due Mari, conquisterà la gente con grandi concerti internazionali, attività professionali e di networking per gli operatori musicali e gli artisti pugliesi, showcase dj set, incontri, mostre, racconti dedicati ai grandi della musica mondiale, presentazioni e attività per avvicinarsi al mondo della musica. Sessantacinque appuntamenti tra eventi, esperienze, approfondimenti rivolti a operatori del settore, giovani, artisti e appassionati di musica. Con Cesare Veronico, coordinatore artistico di Medimex e Puglia Sounds, entriamo in questo universo dove i sogni diventano realtà.

Cesare Veronico
Cesare Veronico

Cesare partiamo dal seme germinale dell’edizione 2026 del Medimex: mi racconti i primi germogli?
La prima cosa sulla quale lavoriamo è l’idea di fondo che decliniamo negli eventi che fungono da traino, le punte del Medimex sono fondamentali per creare maggiore attenzione sui lavoro dedicato ai professionisti e ai più giovani. Possiamo definirle iniziative culturali anche se non è un termine che amo, oggi c’è troppa commistione tra spettacolo, musica e cultura che ci confonde.

Sarà una edizione Punk.
Il Punk compie 50 anni e lo decliniamo con incontri e racconti, il Punk ha segnato la moda, dunque dietro c’è tutta una narrazione, sappiamo che c’è stato il Punk anche nel Jazz, è stato un approccio rivoluzionario totale.

Concordi che il Punk è stata l’ultima vera rivoluzione musicale? Poi sono arrivati il Grunge, il Brit Pop ma sono stati più movimenti che rivoluzioni.
E’ stata la più forte se non l’ultima, chiunque poteva imbracciare uno strumento e fare una band, fu un metodo totalmente democratico, si è ribellato anche contro chi lo ha preceduto. In tutti i generi musicali si innestano forme di rivoluzione ma non così evidenti. Fu di rottura, iconografico e qui arriviamo all’altra gamba del progetto che sembra in contrasto ma non lo è ed è la cultura Pop: pensa alla zuppa Campbell, alla banana dei Velvet Underground. Ecco perché parlo di molti punti in comune, abbiamo visto il Punk diventare Pop. C’è la mostra fotografica sui Ramones, gruppo tra i  più gettonati su t-shirt e tatuaggi, poi sono arrivati i Green Day, i Police nascono Punk e poi diventano icone Pop.

Vòlano di tutto sono la Regione Puglia e Puglia Culture di cui il Medimex è la summa operativa.
La Puglia è una narrazione, raccontiamo affinché la storia attraversi le generazioni. Le band e la mostra sono in funzione del progetto. Ci sono incontri in quegli ambiti ma non ci togliamo la possibilità di divagare, voglio toccare tutti i generi musicali. Chiamare Pet Shop Boys, a loro modo rivoluzionari, e Suede è entrare in quel cono di luci che fa entrare tutte le iniziative. Sai se parlo di headliner faccio 200mila visualizzazioni, la factory riduce…dunque noi mettiamo le radici di una pianta che si ramifica senza limiti.

I Ramones vengono raccontati, oltreché col concerto di NYC Redux Band playing the music of Ramones e Agents of Time, attraverso la mostra inedita Roberta Bayley: The Ramones, CBGB’s and New York City. Cosa puoi aggiungere?
Roberta ha vissuto quella stagione da commessa e da buttadentro a Londra e a New York; ha imbracciato la macchina fotografica e ha iniziato a fotografarli, è sua la cover del loro primo album. Oggi entri al MArTA, il museo archeologico nazionale di Taranto per i Ramones e vedi tutto il museo, grazie a questa opportunità ci entrerà tanta gente per la prima volta.

Fate un lavoro importante anche di formazione sui ragazzi.
Ed è una formazione seria, si chiama Medimex Music Factory insegna come scrivere testi, la produzione, si avvicinano alle colonne sonore e al synth; i ragazzi sono scelti in base a un background. Avremo, tra le altre attività, un Hip Hop Lab con Gep Caserta, il maggiore esperto di calligrafia gotica che è molto utilizzata in quell’ambito: se ne esce uno ho fatto gol.

C’è poi molta attenzione verso i giovani musicisti locali.
Ci sono i vincitori del bando Record di Puglia Sounds, che significa sostegno a produzioni, a tour in Italia, all’estero, sosteniamo le iniziative degli operatori. Vogliamo che tornino i Club, finanziamo residenze artiste. Scegliamo 6 gruppi, 3 pugliesi e 3 del resto d’Italia, c’è una commissione che li seleziona. Due anni fa tra gli ospiti c’era il direttore artistico di Eurosonic che ha conosciuto Konrad e Kyodo e noi nel 2025 abbiamo chiamato Kyodo ad aprire i Massive Attack e Konrad ad aprire Primal Scream e St Vincent. Allineando Call-Record-Showcase-Visibilità scegliamo quelli da portare sul palco. Agents of Time, che apriranno i Pet Shop Boys sono di casa al Tomorrowland e fanno un milione su Spotify. C’è Mark Urselli, pugliese di Grottaglie, che 25 anni si è trasferito a New York, ed è uno dei più importanti ingegneri del suono del mondo, ha lavorato tra gli altri con U2, Lou Reed, Elton Johnn. Ha vinto tre Grammy e sei volte è stato candidato: a lui abbiamo affidato il tributo ai Ramones. Le storie delle nostre aperture sono tutte belle.

Nel tuo tempo libero che ascolti? I tuoi figli ti consigliano?
Soprattutto Rock, i Turnstile mi piacciono, Stewe Wilson, andrò al concerto dei Rush, poi, guardando alla storia ti cito gli Aerosmith, sai ho avuto due negozi di dischi quindi a casa un po’ di album li ho. I miei figli ascolta soprattutto Urban, Rap e Hip Hop e mi sento di dire che ci influenziamo.

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