g.em, l'album corponuovo: "La mia musica è una rivoluzione gentile"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Credit Viola Macrelli

La cantautrice e polistrumentista di Cesena ci accompagna con questo progetto in un arcipelago di generi che è lo specchio, umano e artistico, di una generazione. L'INTERVISTA

La cantautrice e polistrumentista g.em , all'anagrafe Giorgia Macrelli, ritorna con Corponuovoun arcipelago di generi (si spazia dal latin, al pop, al cantautorato, all’elettronica) e momenti di scrittura, emersi dall’incontro con nuovi spazi, lingue e radici musicali. Con Corponuovo, che oscilla tra la canzone d'autore e la poesia, si disegna un nuovo capitolo nel percorso artistico di g.em: un lavoro che si muove tra scrittura intima e nuova ricerca sonora, il corpo come luogo di memoria e trasformazione e la volontà di ridefinirsi in un legame collettivo.

Giorgia partiamo dalla storia di Corponuovo: come lo hai costruito e perché hai scelto una parola unica?
Arriva da una evoluzione della mia musica e il titolo è quello che racchiude il nuovo corpo che ho voluto darle. Sono partita suonando in acustico piano e voce ma sentivo che nel mio percorso c’era il bisogno di trovare un vestito nuovo alle mie parole e le canzoni si sono raccolte attorno a questo concetto. Cerco un suono materico e le parole gli danno un corpo nuovo. La parola è unica perché questa è una cosa unica.

g.em nasce nel 2019 e abbiamo aspettato sette anni per un tuo progetto definito: consapevole che nella vita hai un incarico importante (è assessore al comune di Cesena, ndr), perché un tempo così lungo?
Dal 2019 al 2020/2021 sono uscite le prime canzoni che ho scritto in un mondo più acustico. Suono in pubblico e in strada da quando ho 18 anni ma è nel 2019 che ho iniziato a registrare. E’ un tempo lungo ma ora ho trovato il mio suono convincente. I cinque singoli degli anni precedenti hanno fatto parte dei miei concerti, il live lo amo più dello stare in studio. Poi ho fatto esperienze all’estero e quindi ho seguito l’idea di un lavoro più prodotto.

La tua identità artistica è definita delicata e rivoluzionaria, due concetti che si scontrano: quale è il loro punto di contatto?
Credo che una rivoluzione gentile sia quello di cui abbiamo bisogno in questo tempo di conflitti e violenza. La parola rivoluzione evoca questi concetti ma se è silenziosa e si prende il suo spazio e non richiama la sopraffazione allora è quella che porta a un cambiamento in modo gentile, toccando anche corde non immediate. Serve attenzione nell’ascolto e attenzione è un’altra parola che mi piace.

Per creare un corpo nuovo serve fiducia in primis in se stessi: quando è nata la consapevolezza di una nuova te? In cosa oggi sei noi e come ti connetti con l’umanità?
Nei miei viaggi all’estero, in particolare l’ultimo tempo in Germania, inseguendo la voglia di creare un corpo nuovo ed evolvere, di trovare un suono che parlasse di più alla me di quel momento. Intorno a quel concetto se ne sono sviluppati altri, il noi è il concetto della musica e lo dico dopo avere suonato a lungo da sola: il concerto sublima la condivisione, crea la connessione che mi fa dire che credo nella musica e in come la faccio io.

Manifesto sembra un cortometraggio autobiografico: è così?
Riporta a un film di vari posti e di cose che mi sono passate per la testa. Mi piace guardare i poster, raccontano quello che accade nelle città. Andavo alla ricerca di qualcosa che mi tenesse fedele a me stessa e lo ho trovato in tutti i luoghi che elenco. E’ il mio fare musica con i relativi incontri ed è il comprendere che non serve sempre correre, di temere di non fare abbastanza. E’ una filosofia che ho adottato dopo un viaggio in Colombia

Col senno del poi vorresti meno letti da rifare e più frasi concrete non dette tanto per dire? E’ questa la tua idea “che non serve sempre correre”?
I letti da rifare li ho citati perché ci hanno detto che è buona educazione rifarli ma a volte sono concetti vuoti, è più importante dirsi le cose in maniera vera e non cadere in convenzioni che probabilmente mai sono state nostre.

La nostra intervista unisce in un giorno infrasettimanale, quello del tuo trentesimo compleanno, ma la abbiamo fatta di domenica, giorno che è protagonista di Muy poca Tierra: per te è un giorno speciale o ha il significato de Il Sabato del Villaggio quindi un anticipo dell’ennesima settimana che sta per iniziare?
La domenica è legata a un aneddoto che mi ha fatto creare la canzone, è un elemento di verità. Ero sul ciglio di una domenica che per me era anche la fine di sogno, ero sospesa nel sogno. E’ legata alla terra ma anche all’atmosfera, faro di un ragazzo astronauta: è un giorno bello e libero che vorremo cristallizzare.

Le “rughe di sabbia sul fondo del mare” sono salvifiche perché la corrente le fa lisce e dunque cancella le rughe dell’anima che fanno dei pensieri tempesta?
Mi piacciono e voglio che stiano lì per un po’ e poi vengano levigate. Magari alla mattina presto quando c’è la bassa marea e la sabbia fa piccole dune che io chiamo rughe di sabbia: in quel momento hanno il loro tempo e poi si scioglieranno nel mare.
 

“Vie di provincia state tutti lì a guardare” è il tuo modo di sfidare una società che si nutre delle vite degli altri e non della propria?
E’ una scena che chiunque conosce e ogni provincia ci si ritrova, tutti ci si ritrovano: se sei con una persona diversa dal solito, per il colore pelle per il taglio di capelli, per il look, tutti stanno a guardare. Un momento del genere lo subisci ma poi ognuno va per la sua strada anche se tutti ti guardano

Lea che storia ha?
Riflettevo sul concetto di sorellanza e ho creato un alter ego che si chiama Lea e racchiude tutte le donne; Lea come leonessa e parla a tutte le donne e le tiene insieme nelle contraddizioni e nelle sorellanze. Ci hanno insegnato a sentirci nemiche quando quello che è essere unite e creare forza.

Che accadrà nelle prossime settimane?
Sto scrivendo cose nuove, elaborate durante una residenza artistica e ora le sto sistemando. Sarò in concerto a Cesena e vicino a Trento e poi sta nascendo un tour con un amico e cantautore australiano ad agosto, fatto nei giardini e nelle case. Inoltre il 2 agosto sarò in apertura al live di Svegliaginevra.

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