Per oltre due settimane l’Umbria parlerà il linguaggio della Mitteleuropa, trasformandosi in un crocevia di musica, arte e cultura. La 59ª edizione del Festival delle Nazioni, dedicata alla Germania e ai Paesi di lingua germanica, attraverserà tre secoli di storia musicale tra Bach, Beethoven, Mahler e Kurt Weill
Dalle corti prussiane all’avanguardia europea, il Festival delle Nazioni trasforma l’Umbria in una capitale della cultura mitteleuropea. Dal 27 agosto all’11 settembre 2026, la 59ª edizione della rassegna porterà tra Città di Castello e i borghi dell’Alta Valle del Tevere un viaggio musicale che attraversa tre secoli di storia, arte e pensiero nel segno della Germania e dei Paesi di lingua germanica. Tra teatri, chiese, musei e luoghi simbolo del territorio si alterneranno grandi interpreti internazionali, concerti sinfonici, musica da camera, prime assolute e progetti multidisciplinari capaci di unire tradizione e contemporaneità. Figura centrale del cartellone sarà Johann Sebastian Bach, omaggiato accanto a compositori come Schubert, Brahms, Mahler, Schönberg e Kurt Weill, protagonista di una serata dedicata al rapporto tra teatro musicale, canzone e impegno civile. Ad aprire il Festival sarà il pianista Ramin Bahrami, artista in residenza dell’edizione, con un programma dedicato a Bach, Schumann, Mozart e Beethoven.
L'Umbria diventa capitale della cultura mitteleuropea
Firmato dal direttore artistico Massimo Mercelli, il progetto culturale del Festival costruisce un dialogo continuo tra memoria e innovazione, coinvolgendo il territorio in una rete diffusa di spettacoli e iniziative. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il Trio d’archi di Salisburgo, la Wiener Kammersymphonie, il Quartetto di Venezia, Sergey Malov e il giovane violinista Lodovico Parravicini, vincitore del Premio Franco Gulli 2026. Grande attenzione sarà riservata anche alla musica contemporanea con nuove commissioni ispirate all’arte di Nuvolo e il progetto “RisuonArte”, ospitato negli spazi della Fondazione Burri e dei principali musei cittadini. Accanto ai grandi nomi, il Festival conferma il proprio impegno verso le nuove generazioni attraverso il Concorso nazionale Alberto Burri e i percorsi didattici dedicati a studenti e giovani musicisti. Un’edizione che racconta la Germania non solo come tradizione musicale, ma come laboratorio culturale europeo capace ancora oggi di influenzare arte, società e pensiero contemporaneo.
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