Arriva in libreria dal 12 maggio l'autobiografia del cantautore italiano che ha incantato generazioni con le sue canzoni. Tra le pagine, il viaggio della sua vita, non solo la musica
Luca Carboni sta per dare il via a una stagione molto speciale.
Nel 2026 ci saranno i concerti, le date estive, distribuite tra luglio e settembre del "Rio Ari O Live Tour 2026", che ha avuto già tre date tra marzo e aprile, e un libro, un'avventura editoriale che conferma la poliedricità del cantautore, tra i più amati della sua generazione.
A maggio, da martedì 12, arriva in tutte le librerie il volume Luca non parlava mai, un'opera autobiografica edita da SEM.
Carboni ha annunciato la novità ed ha mostrato la copertina del libro, già disponibile in preorder per l'acquisto online, in un post su Instagram che ha già raccolto i numerosi commenti dei fan.
Musica e vita in un'autobiografia
Luca Carboni ha annunciato l'arrivo del suo nuovo libro a maggio senza molte parole.
Sarà la scrittura a parlare per lui, come è sempre accaduto anche per la sua musica.
Come titolo, il cantautore ha scelto una frase di uno dei suoi brai più conosciuti, Silvia lo sai, singolo del 1987 che ha definito una parte della sua carriera lunga oltre quarant'anni.
Sulla musica e sulla vita, attraverso immagini che sono ricordi, stati d'animo, istantanee, un po' come le sue canzoni, si sviluppa la narrazione di Luca non parlava mai, volume che conta 256 pagine.
La curiosità è tanta. Luca Carboni è tornato sul palco dopo una pausa legata alla sua salute, alla scoperta di un tumore ai polmoni diagnosticato nel 2022.
I live successivi e questo libro rappresentano la rinascita e un nuovo regalo per i suoi fan che gli hanno posto parecchie domande, incuriositi dalla spinta creativa che ha portato al nuovo progetto su carta.
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La scrittura dopo la mostra a Bologna
Alla fine del 2024 era arrivato in libreria Rio ari o…, catalogo che accompagnava la mostra omonima, aperta al pubblico fino ai primi mesi del 2025 al Museo internazionale e biblioteca della musica Bologna.
L'esposizione curata da Luca Beatrice raccoglieva opere pittoriche, disegni, appunti e fogli sparsi, che rappresentano la parte meno visibile del processo creativo del musicista e cantante.
A margine, la mostra esponeva anche una sezione di musica "ritrovata", ovvero, demo dei primi tre album della discografia di Carboni, che svelano i primi passi di un percorso di successo.
La mostra era un primo tentativo di raccontare al grande pubblico l'uomo e l'artista, un'operazione che ora trova nel nuovo libro di stampo autobiografico un ulteriore tassello.
Anche lì il titolo prendeva in prestito l'incipit di una canzone, Ci stiamo sbagliando, hit del 1987, ancora oggi tra le più amate e celebri del repertorio dell'artista.