Lidia, l'album Bruma: "La confusione è parte di me"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

La giovane artista siciliana con queste canzoni si lascia alle spalle un periodo complicato della sua vita e si riconcilia con l'amore e con se stessa. L'INTERVISTA

Un progetto liberatorio, un viaggio attraverso quel freddo che penetra le ossa e scava l'anima. Si tratta di Bruma della giovanissima cantautrice siciliana Lidia, una artista sensibile e capace di entrare in profondità in temi delicati quali i problemi di alimentazione e fasi della vita di coppia dove a governare non è l'amore ma sono la confusione e i dubbi. Dove di solito arriva il lettino dello psicologo, Lidia Vitrano ci arriva con la sua musica.

Lidia partiamo dalla storia di Bruma, un progetto fortemente identitario: come è nato e come ci hai lavorato?
Nasce due anni fa e la creazione dei brani inizia con i testi e poi arriva la musica. Ora provo anche a ragionare al contrario. Scrivendo poesie da quando avevo sei anni  è naturale che questo sia il flusso, tranne Fiume in Piena che è nata al contrario, prima la musica. Stanza Viola parta di disturbi alimentari ed è nato nel 2020, è una storia famigliare che mi tocca non personalmente ma da molto vicino essendone protagonista mia mamma e mi ha colpito. E’ il primo che considero più vicino a me. Sono nate piano voce, il produttore era Renato D’Amico, poi vado in studio arrangiamo partendo dalle mie idee.

Bruma viene dal latino e indicava il solstizio di inverno, il giorno più breve dell’anno. Più avanti è diventato nebbia e freddo. Perché questo titolo?
Serviva un titolo che descrivesse un periodo di confusione e subito mi è venuta in mente la nebbia, poi ho pensato a una definizione più poetica. La bruma ti entra nelle ossa, c’è il fastidio nello stare dentro alla situazione, la voglia di vedere meglio il futuro e la difficoltà a venirne fuori. Non era solo dolore ma anche fastidio.

Fiume in Piena è una canzone fluviale, travolgente: oggi il traffico che hai dentro è più ordinato? C’è qualche semaforo emotivo a regolarlo?
Qualche semaforo lo ho messo. C’è sempre traffico ma è più ordinato. Prima c’era una persona di troppo nella mia relazione, poi la situazione si è aggiustata, ora sto con lo stesso partner e sono serena.

Dici di non avere una risposta e di non essere la sola responsabile: è quel senso di colpa cattolico che ci reprime tutta la vita?
Col senso di colpa ci sono nata, anche i miei genitori mi hanno educata al sentirsi in colpa, dovrei un po’ lasciare perdere. In Danno lo approfondisco questo tema.

A Meno di Te è il racconto di un amore malato ma soprattutto parli di perderti nella nebbia e quindi ci avviciniamo al concetto di bruma come freddo: è colpa di quell’inchiostro sul braccio?
Per me quello era un segnale, significava da oggi cambio vita e il mio compagno si è fatto proprio quel tatuaggio. E’ stato per me il segnale del cambiamento. Entrambi ci siamo dovuti rifidare l’uno dell’altra.

Un tema che torna spesso è quello del silenzio, in Distratta “non ci appartiene” invece in A Meno di Te sarebbe meglio prendere coraggio che tacere. Che rapporto hai coi silenzi?
A volte porta pace mi insegna il fidanzato mentre io da siciliana sono focosa. Durante una lite a volte è meglio fare passare un po’ di tempo e poi parlare.

Danno è cambiare idea ogni giorno e indecisione se mettere scarpe comode o più strette: visto che è una metafora oggi sei più stabile come pensieri e che scarpe indossi?
Io sono tendenzialmente da scarpa comoda, sono del segno dei Gemelli dunque un po’ pazza anche se ora sono in pace con me. La confusione è parte della mia persona.

Parli anche di un film in sottofondo: che rapporto hai col cinema? Hai un film cult?
Di Pretty Woman sono addicted, lo ho visto tantissime volte, amo Julia Roberts. E’ una commedia leggera ma non scontata. La passione per il cinema me la hanno passata mio padre e mio fratello. Mi piace soprattutto il genere fantasy poi il drammatico e i thriller.

Oggi possiamo dire che hai il sorriso trasparente e qualche sassolino te lo sei tolta con questo album?
Assolutamente sì. E' il periodo più sereno della mia vita per questo dovevo fare uscire le canzoni poiché finché erano nel cassetto restava dell’irrisolto. Uscito l’album mi sono sentita più leggera.

La tua stanza è davvero viola? O non ha più pareti come quella di Gino Paoli?
Non lo è ma la ho scritta a casa di una amica che ha la stanza viola. Ero ispirata e sola, sentivo di dover dire cose ma senza le idee chiare, poi ho pensato ai disturbi alimentari di mia mamma. Anche per lei è stata una guarigione.

Che accadrà nelle prossime settimane?
Ora è il momento di suonare, vorrei trovare una agenzia di booking. Poi mi sto dedicando a un album pop-elettronico con influenze siciliane. Oggi nei miei concerti suono tutto Bruma e qualche di nuovo, solo una volta ho inserito una cover ed era Gli Ostacoli al Cuore di Elisa.

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