Juli, l'album Solito Cinema: "E' la bandiera della mia vita e quando sventola io sorrido"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Conosciuto come firma musicale e con un palmares di 34 dischi di Platino, 28 d’Oro e un totale di oltre 1 miliardo di stream globali, ora racconta il suo mondo con un disco ricco di collaborazioni uniche. L'INTERVISTA

Dopo essersi consolidato come firma musicale e avere messo in bacheca 34 dischi di Platino, 28 d'Oro e avere totalizzato un totale oltre un miliardo di stream globali, Juli, all'anagrafe Julien Boverod, un producer, autore e musicista classe ’98 presenta il suo progetto discografico ribattezzato Solito Cinema. Il disco racchiude lo stupore di tutto quello che gli è successo negli ultimi anni e il titolo è la frase che sovente ripete con gli amici perché racchiude il senso di quanto è incredibile la vita che stanno vivendo. È un disco nato in maniera molto ingenuamente che lo ha portato a collaborare con tantissimi artisti (Fabio Concato, Tommaso Paradiso, Fulminacci, Bresh, Franco 126, Biagio Antonacci, Coez, Emma, Elisa, Enrico Nigiotti, Tredici Pietro e Olly) e quello che ne è uscito è un mix di mondi che ha creato un’unica identità. Un abbinamento naturale tra Juli e loro che si è trasformato in un insieme di brani che a poco a poco si sono amalgamati nel Solito Cinema.

Julien partiamo dalla storia di questo progetto che tu stesso hai definito con una parola che è stupore: come è nato, come ci hai lavorato e in cosa è stupore?
Stupore è quello che mi capita nella vita di tutti i giorni privata e no, e lo associo anche cinema. Negli ultimi due, tre anni ho incontrato soddisfazione e delusioni al punto di dire che il cinema della vita è diventato il solito cinema. Questo disco è frutto di sessioni in studio, prende vita dopo tre anni forsennati che mi hanno reso felice di fermarmi per apprezzare il mio percorso. Solito Cinema è una bandiera della mia vita e mi piace starci vicino sorridendo.

Tranne Vertigine, che per altro un brano strumentale, tutti i brani hanno un featuring: per ogni canzone sapevi chi era l’ospite giusto oppure in qualche brano hai tentennato?
Sonno nate tutte con loro, nulla in solitario. Abbiamo scritto, suonato e prodotto insieme, due teste che si uniscono.

Hai parlato anche di un disco nato in maniera ingenua che non avresti mai pensato di fare: c’è un momento esatto in cui hai capito che era il momento giusto?
Non tanto tempo fa, ai primi di dicembre del 2025 quando prima di partire per scrivere cose nuove con Olly sul lago di Como ho ascoltato le tante canzoni custodite sul computer e ho trovato un filo conduttore, dunque quello era il momento di  inquadrare con più diplomazia il tutto.

Voilà è il brano più distante da te anagraficamente visto che lo condividi con Fabio Concato. Il testo ha un romanticismo d’altri tempi. Pensando al 2026, dove l’amore viaggia spesso sulle app di incontri, il cuore dei vent’anni è più grandi slanci o più bugie?
E’ più di grandi slanci secondo me. E’ bello vedere un amore con le sue fragilità, con sincerità e senza vergogna. Ci si vergogna oggi a manifestare l’amore, Fabop Concato in tante sue canzoni è stato sincero nel raccontare l’amore.

Che poi Chissenefrega è passione e solitudine: le farfalle volano solo di domenica? E consigli di portare con sé sempre due caschi?
Due caschi si e lo sto riscoprendo da quando frequento tanto Genova per gli amici che vivono lì. Secondo me la domenica vedi qualche farfalla in più perché si è più tranquilli.

In cosa la vita è un passatempo? E quando non lavori alla musica quale è il tuo?
Questa è una lotta continua con la mia vita, coltivo una passione troppo grande per la musica con mille sfaccettature e infinite forme. Forse lo è in tutto, qualsiasi cosa vivi con la musica il tempo passa.

 

In Serenamente, brano che condividi con Bresh, oltre che di amore si parla di tempo: che rapporto hai col tempo? Parli di sole e luna, di sere e mattine…vivi con lo sguardo rivolto all’infinito?
Negli ultimi tempi sì, ma quando impari ad attraversare la quotidianità con la testa alta è una soddisfazione. Mi piace la frase “quello che non hai va preso serenamente”: il tempo lo vivo malissimo, con più melanconica, se vado a una cena appena è terminata già mi manca.

“E quello che non hai va preso serenamente se vogliono i pianeti e Dio te lo permette” sono i versi che chiudono Serenamente. Nella vita sei fatalista o credi che il destino ognuno se lo costruisce? Sei credente? Dio compare in più canzoni, ad esempio Cantilene docve si dice “se prego poi magari Dio interviene”.
Il destino esiste ma va aiutato e stimolato. La linea guida della nostra vita è già scritta  seppur con più scenari dunque ci credo. Credo ma non in Dio, per la nostra mentalità in lui si racchiude il concetto di credere ma c’è un qualcosa che va oltre lui e la .

“Tanto ormai non ci capiamo più forse è il caso di dormirci su” sono parole di Maledizione: nella vita domani è sempre un altro giorno? O il ieri lascia gli strascichi?
Insieme stanno da Dio. Il ieri ci cambia ogni giorno ma non per forza l’oggi è determinato da quello che hai fatto ieri.

Hai mai scritto una frase d’amore dentro un ascensore? O su un muro?
Sì. Sull’ascensore il giorno in cui sono andato via dalla casa dove convivevo, ma ho inciso una cosa bella dopo quattro anni di convivenza.

“Forse sono malinconico come un vecchio coi ricordi sul divano” sono due versi di Disillusi: i ricordi li porti tutti con te oppure sai selezionarli, sai cosa dimenticare e cosa custodire?
Non li porto con me ma perché sceglie il mio cervello, studio il controllo dei ricordi ma non è semplice.

Alla fine confermi che sbagliando si impara oppure ci si prova ma “torno sempre qua”?
Torno sempre qua.

Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Ci sto pensando molto bene per due motivi: sono affezionato al mondo dei live e sto pensando alla soluzione per la cosa giusta e bella che rispecchi il Solito Cinema. Tutto quello che avviene intorno al disco ha una sua storia e sceneggiatura.

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