Lil Jolie, il singolo Per Averti: “Cucino molto bene ma mi nutro di sensi di colpa”
Musica
E' il terzo inedito del nuovo percorso della giovane cantautrice campana. Prima dell'estate ne uscirà un altro e poi, dopo i concerti estivi, nascerà l'album. L'INTERVISTA
Dopo il ritorno sulle scene con Sophie, Lil Jolie prosegue il suo nuovo percorso artistico e personale col singolo Per averti. Il brano rappresenta un nuovo capitolo nel viaggio creativo che porterà al prossimo disco di inediti della cantautrice, un progetto in cui scrittura intima, ricerca sonora e nuove collaborazioni si intrecciano per raccontare una fase di trasformazione artistica e umana. Anche in questa occasione Lil Jolie, all'anagrafe Angela Ciancio, torna a collaborare con Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista. La loro intesa creativa contribuisce a costruire l’identità sonora del brano, che si muove tra atmosfere indie pop e suggestioni alternative, con una scrittura emotiva e cinematografica. Per averti racconta la storia di un amore che si muove in un tempo circolare. È la sensazione di incontrare la stessa persona più volte nel corso della propria vita, o della propria memoria, e innamorarsene ogni volta come se fosse la prima. Un meccanismo emotivo inevitabile, quasi magnetico: anche quando si conosce già l’esito della storia, non si riesce a sottrarsi alla forza di quell’incontro.
Angela partiamo dal tuo nuovo percorso artistico che ha come ultimo atto Per Averti: come è nata e in cosa è il biglietto da visita del tuo nuovo percorso artistico?
Nasce con Dario Magiaracina alla direzione artistica del mio nuovo disco, ci siamo conosciuti in un Festival estivo, ed è stato come conoscerci da sempre. Abbiamo scritto insieme ed è nato Per Averti che è un loop relazionale tra politica, generazioni, cibo spazzatura e sentimenti. Il progetto è coerente, mi sono per la prima volta trovata in un progetto per quella che sono: ogni pezzo ha la sua grandezza.
Perché tutte le volte che hai amato dopo un po’ hai rovinato l’amore?
Sono una autosabotatrice per eccellenza, non so stare nelle emozioni. Devo perdere quelle cose per capire che ne avevo bisogno. Ecco perché torna il loop, a volte sono decisa altre no e questo dualismo mi fa oscillare.
In cosa mangiare cinese aiuta la comprensione dell’amore? Dall’altra parte puoi dare un bacio che vale una cena.
Io come persona sono quello che vedi, non ti posso dare di più di quello che ti ho dato al primo incontro. Se ti accontenti del cinese o di un bacio come cena ok altrimenti non sono giusta per te.
E a proposito di cucina..sei brava? Se vengo a cena da te cosa mi prepari?
Sono molto brava, non cucino cinese, tranquillo. La prima sera un piatto di pesce perché è afrodisiaco, una linguina con vongole e bottarga, un pacchero col granchio. Il vino però lo porti tu
Al di là delle questioni affettive, sapere che non sei mai una sola è tormento o estasi?
Per me è estasi. Non mi cambierei. Per chi mi sta accanto però è un tormento. Ma chi sarei senza questa aureola di tormenti? Forse non scriverei.
Quando dici che “forse è troppo tardi per averti” è rimpianto? Nella tua vita hai più rimpianti perché hai fatto scivolare le situazioni o rimorsi perché non hai fatto?
Un po’ entrambi, sono abitata da un grande senso di colpa che è un mio tratto caratteriale che torna sempre in varie situazioni. Forse sono più i rimorsi, per la questione dell’autosabotamento: mi nutro di sensi di colpa.
“C'è qualcosa di me che cambieresti”: quando ti guardi allo specchio cosa vorresti cambiare di te?
Sicuramente il mio essere troppo buona, sono credulona, ingenua, poco autoritaria. E’ facile manipolarmi e vorrei cambiare questo status. Ma sono nata buona e un giorno verrà ripagata.
Dici anche “dammi una rivoluzione”: chi è oggi un rivoluzionario?
Per me è la gioventù che si ribella, è chi ha votato al referendum: non è scontato per un mondo che ci vuole con entrambe le mani davanti a occhi. Un megafono è rivoluzione. Allenarmi e alzarmi dal divano per me è rivoluzione. Ora sto riscoprendo cose nuove, mi sono limitata a lungo ricorrendo all’ansia come scusa ma il sintomo esisteva. Adesso esco fuori dalla mia testa.
L’amore ciclico che si ripete nel tempo mi ha ricordato il film 50 volte il primo Bacio: è noia o magia?
E’ magia viverlo ogni giorno. Poi noi ci creiamo diversivi ma alla fine conta quello che è vero e non quello che facciamo per non annoiarci.
Chi è Sophie?
Esiste davvero fa parte della mia vita e mi sento come lei.
In Sophie dici “mi hanno detto che c'è un posto dove puoi non fare un ca**o”: nel tuo mondo ideale vorresti vivere lì? O almeno andarci in ferie?
Sì. E’ un posto bellissimo. In ferie assolutamente ma non a viverci.
Dici che questo è il mondo dove non puoi fallire: non pensi che sia l’esatto contrario? Questa società ci vuole così performanti che non puoi fallire?
Sophie può permettersi di fallire al contrario di questo mondo. La ho immaginata in un posto ideale, una casa con le ruote dove tutti possiamo sbagliare, fallire e non essere costretti a performare.
“Un’idea sia non si può morire” eppure i grandi idealisti della storia, da Ghandi a Martin Luther King fino a Gesù sono morti: come la mettiamo?
In un mio sogno c’era un assassino che ammazzava il mio corpo ma non le mie ide. La tua anima ha super poteri, muore solo il corpo.
In cosa la tua vita sembra facile?
Agli occhi degli altri è la vita che tutti sognano nella realtà lottiamo con traumi tutti i giorni. Mi guardo allo specchio e mi dico che vorrei fare questo per tutta la mia vita ed è un’ansia perché nessuno mi conferma. Mi fa sentire come chi fa altri lavori, sono le paure di un umano.
Che si dice di te a Calvi Ristorta, provincia di Caserta?
E’ un luogo sui generis, ora mi supportano, mi vogliono bene, in passato ciò ho fatto conti e guerra con gli ex compagni di classe, quelli che giudicano se hai idee diverse.
Nel 2019 hai debuttato con Farsi male e ti dicevi “non sono abbastanza”: oggi ti senti abbastanza? E magari, per come va il mondo, anche più di abbastanza?
Mi sento io, né più né meno. Lì avevo 19 anni e ancora credevo di non farmi mangiare dall’industria, ero una ingenua.
“Seduzione, mentalità” sono loro i due elementi della Follia?
Della mia sì. Non sono un genietto pazzo ma per essere amico mio non devi normale, devi fare qualcosa di strano. Mi riconosco nei folli.
In Diamanti parla di un amore in fuga “dalle cose che non sai”: l’amore è fuga oppure e attesa?
Non può essere attesa, a 26 anni è cambiato un po’. Prima sapevo aspettare, quando prendevo una cotta non accettavo il rifiuto e stavo ad aspettare di essere notata. Ora mi piace scappare.
Chiudi Diamanti con “io non ho più paura sai che poi brillerò”: è il ritratto di Angela nel 2026?
No. Da bambina e adolescente ero più ottimista, oggi non sono così ottimista.
Infine che accadrà nelle prossime settimane?
Sto chiudendo l'album, mi devo concentrare su musica e arrangiamenti, è tutto suonato, nessun sample, è più difficile soprattutto per gli artisti indecisi. Ci sarà un terzo singolo prima dell’estate e un tour estivo con qualche sorpresa che forse non sono i tre singoli. Poi arriverà il disco.