Auroro Borealo, l'album ACAB: "Abbiamo una educazione scolastica disastrosa"
Musica
Il titolo completo è Adesso Canta Auroro Borealo ed è un viaggio ironico, con sfumature d'amore e di rabbia, nella nostra quotidianità. Da quasi un anno ha ritirato la sua musica di Spotify perché finanzia una startup tedesca che produce droni militari. L'INTERVISTA
A quasi 42 anni, Auroro Borealo, all'anagrafe Francesco Roggero, ha scoperto l’amore. Sono serviti sei album (tra cui il primo al mondo pensato per TikTok), due profili social da centinaia di migliaia di follower (Libri Brutti e Orrore a 33 giri), un libro, un’etichetta discografica, un musical a teatro e centinaia di concerti e festival in giro per l’Italia. Ma finalmente ce l’ha fatta: ha scoperto l’amore. Che argomento migliore per un nuovo disco? Adesso Canta Auroro Borealo è una celebrazione del sentimento più nobile di tutti che non le manda a dire a nessuno. Il disco canta l’amore senza giudicare. Perché alla fine l’attrazione tra due persone di sesso opposto, ma anche uguale, non ha la stessa dignità dell’attrazione tra un manganello e le teste di certi giovani? I flirt tra i ragazzi sulle panchine meritano forse più attenzione dei flirt tra la politica e il ventennio? Cosa fa piangere di più, una dichiarazione d’amore struggente o un lacrimogeno contro una manifestazione? Belle domande, a cui le otto tracce del disco cercano di dare risposte mai banali, intrecciate con arrangiamenti che strizzano l’occhio all’indie, alla musica caraibica, al funky anni Settanta e a un sacco di altre cose. Con un post pubblicato sui suoi canali social l'1 luglio 2025 ha ritirato la sua musica da Spotify. La motivazione la potete leggere qui sotto, prima dell'intervista.
Francesco Il titolo dell’album è Adesso canta Auroro Borealo: come è nato e come, esordendo anagraficamente negli anta, hai riscoperto l’amore?
Assolutamente ho ritrovato l’amore. Il disco è nato perché ci sono tante storie che andavano raccontato, storie d’amore innestate su cose attuali pesanti. E’ così ho che ho riscoperto l’amore.
Perché Auroro Borealo?
Suonava bene. Poi la ho vista due volte l’aurora boreale quindi posso considerarmi suo marito. Ci aggiungo che mi è sempre piaciuto invertire le vocali, chessò il furgone per me è la furgona, e dunque sono coerente
Ovviamente il titolo letto ACAB ha anche un altro significato: cercato o casuale?
Cercato, lo spunto è trovare un modo per narrare cose importanti senza la pesantezza di questi tempi. E’ un gioco per fare capire una dinamica reale come facevano Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.
Cuccami è un gioco di similitudini tra l’amore e la detenzione: c’è un secondino nel cuore di tutti noi?
Assolutamente. Cuccami è la canzone della sindrome di Stoccolma, tutti ci innamoriamo di uno str**zo o di una str**za. Poi ci ho aggiunto la situazione drammatica delle carceri, ma si viaggia su due livelli. Parlo di un amore morboso ma con analogie alla situazione carceraria, pensa che mi ha scritto una ragazza medico di un carcere che si è ritrovata nel testo dopo un licenziamento collettivo dei medici per la situazione che dovevano affrontare ogni giorno.
Il fascino della divisa è una leggenda metropolitana oppure è una realtà?
Realtà. Ne ho una collezione non da militare, ho una tutina leopardata di ciniglia che fa impazzire tutti. All’inizio indossavo un collare ortopedico che sul palco ha un suo fascino.
“Si sta male già da un po’, ma può andare ancora peggio” dici in Scenderò: siamo destinati a scavare? La speranza è quella che poni in Brava Ragazza dove se scavi arriva un pensiero “per affrontare ogni avversità”?
Il disco è pensato come un viaggio; Scenderò è colui il quale va bene tutto quello che succede e scava. Andando avanti nella tracklist c’è Brava Ragazza che è una persona che lavora nel turbo capitalismo, che è obbligata a essere gentile ma dentro ha l’inferno. Infine c’è il brano Forse dell’Ordine che è il superare una certa soglia di attenzione perché tu sei quello che mi rende umano. E’ l’unica canzone con meno livelli di ironia.
Di chi vorresti essere il Mariano Apicella che citi nel disco?
Mi sarebbe piaciuto scrivere canzone per Umberto Bossi, che non tutti sanno che ha un passato da musicista, pubblicò Ebbro/Sconforto nel 1966 col nome di Donato. C’era chi quel disco lo voleva e chi voleva fare sparire le copie. E’ stato il nostro Califano, un Tom Waits con la voce da crooner.
L’educazione sessuale nelle scuole perché non arriva con metodo? E non pensi che più che alla riproduzione casuale siamo destinati all’estinzione visto il costante calo demografico?
L'educazione scolastica in generale è disastrosa. C’è una disaffezione delle generazioni più giovani verso la sessualità. I giovanissimi sono i figli della mia generazione e se penso a tutte le storie d’amore vissute e sentite non mi meraviglio che non abbiano educazione, non gliela abbiamo data noi dunque come fai a insegnare? Sono fallimenti generazionali.
Chi è oggi una brava ragazza? E’ quella che si mostra PR ma in realtà è BR?
E’ una ragazza buona che sa praticare l’empatia ma vale anche per il ragazzo. L'empatia è la cosa più difficile come lo è essere genuinamente buoni.
Cosa ti ha indotto a scrivere delle Croste di Silvio Berlusconi? E credi che Gino Paoli si rivolti nella tomba a sapere cosa è diventata oggi la sua idea poetica di stanza senza pareti?
Gino Paoli mai mi rotto le palle per la mia canzone Il Cielo in una Str**za. Quando sei innamorato non vedi certi segnali nell’altra persona: gli amici ti mettono in allarme e che avevano ragione lo capisci quando finisce. Quella delle croste di Berlusconi è una storia stupenda e poco conosciuta: raccontato in mille modi Berlusconi ma secondo me alcuni aspetti che non sono stati affrontati. Lui non scrollava tik tok ma comprava quadri nelle televendite, era un essere umano succube del meccanismo da lui creato. In questo spazio dedicato ai quadri acquistati, il cui mantenimento costava 800mila euro l’anno, hanno trovato quadri per un valore di oltre venti milioni ma pochissimi di pregio come ha certificato anche Vittorio Sgarbi. Una storia poco nota ti dice di più delle storie ufficiali.
Raccontami come è fatta la piazza di Gino: lievito madre? Cottura a legna?
Cottura a legna, un trancio di pizza fantastico; è in fondo a via Padova, è la premiata pizzeria Adriano. Usa teglie in metallo che sembrano forgiate da Hattori Hanzo. Sforna focaccione con pomodoro e mozzarella, cotte a legna, croccanti sotto.
“Ai tempi miei si stava meglio” dici in Antonio72: sei un nostalgico patologico o conservi solo i ricordi fondamentali?
E’ un esercizio di immedesimazione nella Generazione X che è quella che più mi commenta. Sui reel virali arrivano loro con la nostalgia degli anni Novanta. Parlo di nostalgia, ha rotto le palle, anche per il Ventennio e per gli anni Novanta, ma è parte di noi; cito cose sentite e vissute.
In casa hai appesa una gigantografia degli occhi di Alessia Merz? E’ una opera unica che assurge a tua risposta alle croste di Arcore?
C’è un’opera sugli occhi di Alessia Merz, una canzone dei primi anni Duemila di Alberto Donatelli, ha una musica diversamente bella: non dimentichiamo che lei ha recitato in Jolly Blue – Il Film degli 883 dove fu bocciata una giovanissima Angelina Jolie.
Pacco ha una ironia molto Squallor e Skiantos: ti piace la musica demenziale intelligente?
Sono il sindaco del genere, ero amico di Freak Antony ed ero sul palco con lui all’ultimo concerto. Prima sono stato fan e poi amico. E’ l’unico modo purtroppo per raccontare le cose. In vita mia ho pianto quando se ne sono andati i miei nonni, lui e Mirko dei Camillas. Per me sono figure fondanti..
In questo degrado sociale cosa c’è che ci rende umani? E visto che parli di un nonno che di Resistenza ci moriva oggi che valore ha la parola resistenza?
Ci salva la capacità di connetterci. Ci dimentichiamo quanto è importante mettersi nei panni degli altri. Resistenza è un concetto innegabile. Mio nonno era farmacista in Umbria e durante i rastrellamenti, sembrando più giovane pur avendo già trent’anni e due figli, portava le medicine ai partigiani, non lo arrestarono pensando che fosse un ragazzino. Suo fratello fu ucciso in occasione di incontro tra le due parti, fu ucciso da amico, una situazione tipo la Guerra di Piero. Resistente io? Privilegiato perché posso ancora dire quello che penso. C’è però chi sceglie di non dire quello che pensa.
Infine parlami di che accadrà nei prossimi mesi della tua vita artistica.
Annunciamo un tour estivo in crescita. Poi c’è un musical con quaranta comparse: c’è un trentenne pelato e fascista che si innamora di quarantenne barbuto ma né la religione né il partito sono contenti, il titolo è Auroro il Musical e si snoda tra fascisti, ambientalisti e in mezzo ci sono le suore dell’amore, lo definisco un Rocky Horror moderno. Per altro è tratto da storia vera. Ho anche scritto un libro: Il Libro Brutto dei Libri Brutti che è un florilegio di libri che molti non sanno esistano.