Camillacosì: "Trasformo la mia sensibilità in emozioni da condividere"
Musica
La giovane artista emiliana che ha pubblicato due singoli in inglese si prepara ad affrontare la sfida con la lingua italiana. E' tra le cantautrici più identitarie della sua generazione. L'INTERVISTA
Lo spaesamento come certezza. Camillacosì è un nickname che potrebbe insinuare dubbi poi si riflette sul fatto che tra i rami del suo etimo ce ne è uno che è un rafforzativo del cambiare gusti e idee, quindi una rafforzativo identitario. E qui emerge tutta la forza, umana e artistica, di Camilla Cazzola, in arte Camillacosì, una cantautrice classe 1998 che si avvicina alla musica fin da bambina, quando inizia a cantare e a scrivere testi per dare forma alla propria interiorità. La musica diventa presto un linguaggio necessario, uno spazio autentico in cui esprimersi, capace di rompere il silenzio della sua timidezza. Il suo progetto artistico prende forma negli ultimi anni di liceo e si consolida nel tempo come un percorso in continua evoluzione, in cui scrittura e voce diventano strumenti per raccontarsi senza filtri. Camilla scrive e canta in italiano e in inglese anche se, a oggi, l’inglese ha rappresentato il suo primo linguaggio musicale, influenzato dagli ascolti dell’infanzia, mentre l’italiano appare più tardi come una scoperta rivelatrice, capace di accogliere appieno la sua interiorità. Attualmente la sua discografia comprende i singoli Bluer Sky e Lasting But Can’t, che rappresentano due momenti complementari del suo percorso: la fiducia nella ripartenza e l’urgenza del cambiamento.
Camilla partiamo dalla partenza del tuo viaggio artistico: le cose più date sul tuo canale youtube sono La Notte di Arisa e If I Were a Boy di Beyoncé. Una partenza da mondi lontanissimi, perché?
Ho seguito la musica che mi ha accompagnata fin da piccola, poi ho estrapolato quello che sentivo a me vicino con una mia chiave di lettura ma gli insegnamenti arrivano dal passato. Interpretando la loro musica e le loro parole ho costruito la base della mia arte appoggiandola sul mio carattere. E la base così si arricchisce.
Quindi quel "così" dopo Camilla come lo interpreto?
Nasce dall'unione del cognome del babbo e della mamma che è Silingardi. Contiene tutta la mia identità artistica quel "così" abbatte i filtri e mi racconta in modo autentico.
Immagino che sul tuo pc ci sia qualcosa di precedente: qual è stata la tua prima performance ufficiale?
Una canzone dedicata al mio babbo, scritta da me da adolescente. La ho cancellata dalla rete anche perché era solo una traccia.
Bluer Sky col suo romanticismo ha una dedica o sapere che "che questo significa solo cose buone" è una dedica a te stessa?
Entrambe le cose. Il brano ha un valore affettivo importante, parla di quello che ritengo il mio posto sicuro ma anche un punto di partenza. La dedica a me è perché mi ci sono ritrovata, mi riporta anche agli affetti di quell'epoca. E' cura e attenzione.
Canti "may last for a day only today": pur essendo tu una giovane donna ti inquieta lo scorrere del tempo, segui la filosofia del carpe diem o vivi di razionalità?
Per natura sono combattuta, da una parte sono razionale e dall'alta istintiva, sono due elementi che combattono tra loro ogni giorno. Ti confesso che lo scorrere del tempo mi inquieta, è un pensiero mio quotidiano. C'è il richiamo allo stare bene anche nella giornata singola, che il sorriso arrivi dall'osservare una coccinella o dal cantare nel traffico è comunque uno stare bene.
"I’ll take care of you" ovvero mi prenderò cura di te mi ha fatto pensare a La Cura di Franco Battiato: ti chiedo se ci ha pensato e se la tua quotidianità è fatta di fidarsi e affidarsi, dunque di cura, oppure la cura va dosata?
Amo prendermi cura di tutte le persone cui voglio bene, se non ho un ritorno lo faccio a prescindere. Non lo faccio perché mi aspetto di essere ricambiata, il mio pensiero è ora lo faccio io e poi un giorno lo farai tu. E' il piacere di curare chi si vuole bene, ho attenzione per le persone cui tengo.
Passando a Lasting But Can't e all'incipit "all nights in a whisper" cioè tutte le notti in un sussurro hai pensato all'analogia con i Beatles e la loro "whisper words of wisdom, let it be", sussurra parole di saggezza, lascia che sia? Quanta saggezza c'è nelle tue parole?
Non ci ho pensato ma ti assicuro che The Beatles sono la prima band in assoluto che ho ascoltato. Ho una visione bella della vita ma a volte per la troppa sensibilità certe situazioni le vedo grigie. La musica è la mia rilettura della vita tra saggezza e ironia, così cancello il grigio e sposto le nuvole. Inoltre mi riascolto volentieri.
Tornando al tema del cogli l'attimo anche in Lasting But Can't dici "oh boy let’s dance and try to believe that is lasting but can’t", ragazzo proviamo a credere che duri ma non può. Hai un rapporto così conflittuale col tempo?
Sì. Mi fa paura il suo soccorre e, come ti ho già accennato, ci penso costantemente. Se sono felice la parola tempo non esiste ma il pensiero torna se non rispetto quella che io sono intimamente. Bisogna lottare per spostare il grigio e avere una lettura bella di ogni giorno.
Un tema ricorrente nei tuoi testi è il sogno: quanto ci credi e chi è oggi un dreamer?
Sogno tutte le notti e li ricordo tutti. Poi sono consapevole di avere meno strumenti rispetto ai miei genitori, per loro comprare la casa era fattibile per un giovane oggi impensabile. Il sogno è la serenità quotidiana e non guardare a un obiettivo lontano.
Sei impulsiva o razionale?
Entrambe. Sono molto responsabile, penso alle conseguenze delle mie azione tranne alcune volte in cui mi lascio andare. Mi piace definirmi un ingegnere impulsivo.
Sai cucinare? quale è il tuo piatto forte?
Amo mangiare e degustare vino ma sono un disastro in cucina. Ma so fare il sushi.
Quale è il capo di abbigliamento cui non sai dire di no?
Mai sono stata vittima delle mode. Ti dico cappotti e camicie ma in particolare ho una forte attrazione per le collane.
Vacanze è mare o montagna? E hai un luogo del cuore?
Montagna tutta la vita. Mio nonno mi portava a Madonna di Campiglio poi, nel tempo, luogo del cuore sono diventate le foreste casentinesi.
L'ultimo libro che hai letto e che ti ha emozionato?
Gianluca Gotto con Profondo come il mare, leggero come il cielo. Poi ho letto Follia di Patrick McGrath che mi ha così appassionato che ho iniziato a leggere tutte le sue opere.
La sera sul divano davanti alla tv: film o serie tv? E un titolo iconico?
Film e mi piacciono quelli alla Kill Bill di Quentin Tarantino.
Se avessi la macchina del tempo chi vorresti essere e dove vorresti tornare?
Vorrei essere Lucio Dalla e tornerei al Bonetti di Berlino (la canzone è Disperato Erotico Stomp, ndr): è un mio grande dispiacere non avere avuto l'occasione di vederlo dal vivo. Poi c'è Prince che ho adorato in tutte le sue trasformazioni. Infine ti dico Paul Mc Cartney e come non citare Bono degli U2?.
Fino a oggi hai eletto l'inglese come lingua della tua musica: l'italiano arriverà?
Il prossimo singolo dovrebbe in italiano ma l'inglese non è abbandonato.
Che accadrà nelle prossime settimane della tua vita artistica?
Vorrei fare a breve un singolo in italiano e sto ragionando su dei mini live con i miei inediti e qualche cover.