Stop a concerti Kanye West e Travis Scott, Hellwatt Festival annuncia class action
Musica
Dopo la decisione presa dal Prefetto di Reggio Emilia per "motivi di ordine e sicurezza pubblica", gli organizzatori passano al contrattacco con un duro comunicato e l'avvio di iniziative a tutela degli spettatori coinvolti. I due show si sarebbero dovuti tenere il 17 e il 18 luglio alla Rcf Arena
Dopo lo stop ai concerti di Kanye West e Travis Scott, arriva la reazione durissima del team di Hellwatt Festival che sull’account Instagram del festival pubblica tre pagine al vetriolo, in cui non solo accusa C.Volo S.p.A. di aver "pubblicamente rotto i rapporti con il fondatore di Hellwatt Festival, Victor Yari Milani, senza alcuna motivazione legale", ma annuncia anche l’intenzione di avviare una class action contro il gestore della RCF Arena. "Raccoglieremo tutte le prove per valutare una class action", scrivono, invitando fin da subito gli acquirenti a inviare biglietti, spese di viaggio e documentazione all’indirizzo dedicato. È il segnale che la battaglia, per Hellwatt, non è affatto chiusa con il divieto della Prefettura: anzi, è appena cominciata.
Hellwatt passa al contrattacco
Il comunicato arriva poche ore dopo la decisione, nota da ieri, con cui la Prefettura di Reggio Emilia ha vietato entrambi i concerti per motivi di ordine e sicurezza pubblica, citando il rischio di contromanifestazioni, l’enorme afflusso previsto in 24 ore e l’annullamento di precedenti date europee di Kanye West. Una decisione maturata in un clima già teso, con le proteste della comunità ebraica, le segnalazioni del Codacons e l’intervento politico di Carlo Calenda, che aveva chiesto al ministro dell’Interno di negare il visto all’artista. Hellwatt, però, ribalta completamente la narrazione istituzionale. Nel comunicato sostiene che il festival non sia stato fermato da problemi di sicurezza, ma da un progetto troppo grande e troppo indipendente per essere tollerato. "Hellwatt Festival è un progetto troppo grosso che poteva destabilizzare gli equilibri di un intero settore consolidati da decenni di stallo", scrivono. E rivendicano di aver creato "uno dei più ambiziosi festival crossover indipendenti degli ultimi 20 anni in Europa", di aver riportato Kanye West nel continente "dopo più di 10 anni di assenza dai concerti live" e di aver portato Travis Scott e altri nomi internazionali "senza far parte dei grandi circuiti delle multinazionali del live entertainment".
Le polemiche
Il racconto prosegue con accuse dirette a C.Volo S.p.A., che secondo Hellwatt avrebbe tentato di ridimensionare la visione artistica del festival: "Hanno provato in tutti i modi a convincere l’ideatore Victor Yari Milani a ripensare le scenografie e la visione del progetto, non per questioni economiche, ma perché avrebbe avuto troppo impatto sul pubblico". Da qui, la rottura pubblica con Milani e la trasformazione del festival: prima RCF Summer Shows, poi Pulse of Gaia, con la gestione affidata a Zamna Festival. Hellwatt sostiene che questi cambi di nome siano stati tentativi di eludere "clausole molto rigide di non elusione" presenti nel contratto e che la società rischiasse "che un giudice potesse cancellare tutto per gravi inadempienze contrattuali", con conseguenti penali milionarie. La cancellazione di Travis Scott, arrivata prima del divieto della Prefettura, viene definita un passaggio "che lascia assolutamente tante domande", soprattutto perché, dopo l’annullamento di Kanye West, "non c’erano più problemi di incrocio dei flussi tra i due concerti". Hellwatt aggiunge che, dopo la rottura con Milani, si sarebbe verificato "un drastico calo della vendita dei ticket", mentre ora "forse le assicurazioni dovranno sborsare milioni di euro a C.Volo S.p.A.".
appello alla tutela degli spettatori
La parte finale del comunicato è un misto di appello, promessa e dichiarazione di guerra. Hellwatt invita gli acquirenti a unirsi per essere tutelati: "Se volete essere tutelati e volete la vostra rivincita, seguite questa pagina". E rilancia annunciando che il festival "si farà nel 2027 in Europa, fuori dall’Italia", con accesso gratuito per chi aveva acquistato i biglietti della prima edizione. Aggiunge persino che proverà a riportare Kanye West in una location vicina a Reggio Emilia il 18 luglio 2026, "per voi", e avverte che eventuali blocchi della pagina Instagram sarebbero dovuti a segnalazioni di "amici competitors".
La vicenda, a questo punto, è diventata un intreccio di ambizioni artistiche, tensioni politiche, diritti dei consumatori, questioni di sicurezza pubblica e un conflitto aperto tra organizzatori e gestori della venue. Un caso che manifesta le grandi tensioni che attraversano il mercato della musica live e che lascia migliaia di fan con i biglietti in mano, un festival cancellato e una battaglia legale che, almeno secondo Hellwatt, è solo all’inizio.