Anche fondatore del gruppo rock statunitense degli anni Settanta, il "mago delle tastiere" si è spento il 30 marzo 2026. Le cause non sono note. In passato aveva avuto un tumore alla gola
Christopher North, tastierista e fondatore del gruppo rock statunitense Ambrosia, che aveva avuto successo negli anni Settanta, è morto il 30 marzo 2026 all’età di 75 anni. “Fan degli Ambrosia, rendiamo omaggio alla vita e alla carriera leggendarie del nostro carissimo membro della famiglia, Christopher North, il “Re dell’Hammond B3”, la cui architettura sonora ha definito una generazione di progressive e soft rock”, recita il ricordo sulla pagina Facebook della band. “Membro fondatore dal 1970, era un mago delle tastiere che portava un’intensità e profondità emotiva ineguagliabili in ogni esibizione”. Il post prosegue: “Ricorderemo sempre “Northwind” per la sua presenza scenica ardente e intensa, un’eredità iniziata quando fu scoperto per la prima volta mentre suonava in una stanza poco illuminata, con l’organo sormontato da una bottiglia di vino”. Il gruppo non ha specificato la causa della scomparsa dell'artista, ma ha comunque scritto che North aveva “affrontato problemi di salute negli ultimi anni, tra cui una coraggiosa e vittoriosa battaglia contro il cancro alla gola”. Tuttavia, il suo spirito è rimasto legato alla musica e ai fan che amava”. Ha concluso: “Il lavoro di Christopher North non si è limitato a riempire le onde radio; ha creato “paesaggi sonori” che bilanciavano virtuosismo e ritornelli orecchiabili e adatti alla radio. Celebriamo un vero maestro dell’era del rock classico, le cui sontuose linee di pianoforte e i maestosi crescendo d’organo rimarranno senza tempo. Era davvero unico nel suo genere, amato profondamente dai suoi fan e dai compagni di band”.
LA CARRIERA
Nato il 26 gennaio 1951 a San Francisco, in California, Christopher Reed North aveva suonato in diverse band come The Proones, The Livin End, Thee Exception e Blue Toad Flax. Nel 1970 aveva formato a Los Angeles il gruppo progressive rock Ambrosia insieme al cantante e chitarrista David Pack, al bassista e cantante Joe Puerta e al batterista Burleigh Drummond. Tra i successi della band compaiono i brani Biggest Part of Me, How Much I Feel e Holdin’ On to Yesterday. Le influenze musicali includevano i Beach Boys, i Beatles, Jimmy Reed, King Crimson e, agli inizi, Crosby, Stills, Nash & Young. Nel 1975 gli Ambrosia avevano pubblicato il primo album omonimo, poi candidato ai Grammy Awards come Miglior registrazione ingegnerizzata. L’ingegnere del suono era Alan Parsons, per il quale tutti i membri degli Ambrosia avevano poi suonato nel primo album dell’Alan Parsons Project, intitolato Tales of Mystery and Imagination. Nel 1976, la band aveva pubblicato il secondo album, Somewhere I’ve Never Travelled, prodotto da Parsons e destinatario di un’altra nomination ai Grammy Awards. Nonostante avesse lasciato per un breve periodo la band nel 1977, alla fine degli anni Settanta North aveva poi fatto ritorno nella formazione, alla quale si erano nel frattempo aggiunti un secondo tastierista, David C. Lewis, e un altro cantante, Royce Jones. Nel 1980 gli Ambrosia avevano pubblicato un nuovo album, One Eighty, che aveva ottenuto tre candidature ai Grammy Awards (anche nella categoria Miglior gruppo vocale pop), mentre nel 1982 avevano pubblicato il quinto e ultimo album, Road Island, che era stato però una delusione commerciale e che aveva preceduto lo scioglimento della band. In seguito, non erano mancate carriere soliste, reunion e tour. Nel 2021, poi, Lewis è morto per un tumore al cervello.