Matteo Alieno, l'album stare al mondo: "Oggi la vita spericolata è stare fermi"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

Credit Benedetta Pionati

Il progetto dell'artista romano ha l'incedere di un diario che, pagina dopo pagina, racconta e affronta con coraggio e a cuore aperto il viaggio più complesso e faticoso di tutti, quello della vita. L'INTERVISTA

Il cantautore, autore e polistrumentista romano Matteo Alieno torna con un disco dedicato a tutte le persone come lui: disorientate e spaesate nel caos della vita, ma che non smettono mai di cercare il loro posto nel mondo, scontrandosi con una realtà che li ostacola, li fa sentire diversi e in colpa per esserlo. stare al mondo è un disco genuino nelle parole così come nella musica: testi intimi e immediati, ironici e malinconici, a tratti strazianti nella loro sincerità assoluta, si fondono a un sound completamente suonato, umano, analogico. Un pop d’autore che affonda le sue radici nell’immaginario italiano e internazionale degli Anni Settanta per poi avvicinarsi al mondo indie rock britannico dando vita a canzoni esistenzialiste, dove una scrittura per immagini va a scandagliare anche gli angoli più segreti delle sue emozioni, quelli più difficili da affrontare e confessare. Nell’album si respira l’amore per la musica e per il divertirsi nel farla, e nel farla insieme. Fondamentale infatti è la presenza di Luca Caruso, con cui Matteo ha lavorato a Londra, dove stare al mondo è nato e cresciuto, e che ha prodotto, in gran parte suonato e co-scritto tre tracce del disco, contribuendo in modo determinante a costruire un sound vario e ricco ma coeso e sempre coerente con se stesso.

Matteo stare al mondo è un album esistenzialista, fatto per immagini, parole di conforto per chi è disorientato nella quotidianità: come lo hai costruito?

Ho realizzato a Londra la produzione che è la madre adottiva perché la vera madre è Roma. Io ho una età in cui devo imparare a stare al mondo da adulto siccome sto viaggiando verso i 30, età che di solito coincide con l'andare via da casa e io non c'ero ancora riuscito. Stare a Londra mi ha distaccato da casa mia e ho visto come funzionava il mondo intorno a me, i musicisti inglesi hanno un'altra marcia, anche da noi sono bravi ma nel lavoro l'equazione è minimo sforzo massimo risultato mentre là cercano la perfezione. La musica Pop alternativa se la sono inventata loro. I temi coincidono con questa mia fase di vita ovvero imparare a stare al mondo da persona adulta con un mondo intorno non tra i più gentili.

 

Quanto è difficile accettare che le cose possano vivere senza di te? E se attraversi la vita un po' più da turista è più semplice?

E' un pensiero che ho avuto per sentirmi meno in colpa: quando misuriamo il mondo in base al nostro punto di vista ci sentiamo più influenti ma nella realtà spesso non lo siamo. E' doloroso capire che non contiamo molto rispetto a quello che pensiamo di contare. Può essere uno scoglio depersonalizzarsi, ma darsi una pacca sulla spalla e dirsi non conti niente è importante. Eccomi alla metafora del turista: giro per Roma e sento che ogni luogo è in funzione di una mia giornata in base a quello che ho da fare; da turista invece ci potresti vivere ma se ci vivessi vorresti essere altrove.

 

Il passo successivo è che per sapere stare al mondo bisogna non capire nulla? E' l'ignoranza che ci impone la classe politica ed economica per impedirci di stare al passo con l'esistenza?

Nei governi del mondo soprattutto in Occidente sta prevalendo la forza delle destre che spesso sono votate. La mia visione del mondo non coincide con quello che sta succedendo, ci sono le persone che non capiscono nulla e poi c'è chi è contento perché condivide la prevaricazione.

 

Hai imparato a proteggerti dalla troppa gente che spinge e che finge?

No.

 

"Però sogno di trovare uno scoglio dove andare a riposare insieme a te": l'amore oggi è un affare per sognatori?

Penso di no. Siamo così preoccupati e stanchi che basta un po' di compagnia per essere innamorati, non è una cosa eroica, è il fattore di accompagnarsi. Viviamo un mondo difficile e questo basta per amare.

 

Fossi più Leggera è la versione romantica di un hikikomori? Di una persona che è in pace solo nel suo mondo, almeno apparentemente?

Non credo, la canzone la ho fatta pensando a mia madre che non si rende conto del mondo che la circonda. Non sa che è isolata. Quello non è il rifugio ma l'alienazione e l'estraniazione dalla società, anche se involontaria.

 

Piselli è una canzone di nostalgia adolescenziale: quanto ti manca non giocare più in cortile e non avere la percezione delle onde che passano?

Durante l'adolescenza odiavo il liceo fino al quarto anno, mi svegliavo due ore prima che sapevo che stavo male al pensiero di andarci quindi tempo per ricongiurgermi con me stesso. Non la rimpiango. Il cortile è delle scuole elementari, problema adolescenza di oggi è che la scuola è una prova della società, più che insegna ti testa sulle regole della civiltà occidentale. E' una prova d'urto, il professore che ti da 2 può diventare datore di lavoro.

 

Spalle, quelle spalle che sono accoglienza e cura, hanno una dedica speciale? C'è oggi chi ti guarda le spalle?

E' dedicata all'amore della mia vita, alla ragazza che amo. La ho scritta per ringraziare chi mi ha aiutato per tanto tempo a stare nel mondo. Guardarsi nel mondo è cura, non è qualcosa volto a cambiare la persona, a salvarla, a curarla: te ne curi con attenzione in base a quello che accade intorno.

 

Ansia la posso interpretare come la versione contemporanea di Vita Spericolata di Vasco? Anche lui invitava a "una vita come cazzo ci pare". E infatti nel 1983 arrivo penultimo a Sanremo.

Nella canzone critico il sistema musicale, la costrizione ad arrivare in classifica e a essere famoso; personalmente vorrei una vita tutt'altro che spericolata: negli anni Ottanta c'erano la droga e una vita di eccessi, oggi il mondo è così veloce che la vita spericola è stare fermi.

 

Persone invece la ho trovata molto gaberiana, il Gaber alla ricerca dell'uomo come faceva Diogene di Sinope ad Atene col suo lanternino: la differenza è che alla fine noi scappiano da questo mondo di vite piccole e palazzi giganti?

Ci vorrei scappare. Siamo costretti a fare carriera, studiare, lavorare, pagare tasse, siamo costretti da schemi quando il mondo sono alberi e prati. E' un imbroglio che è meglio stare in città, vivere palazzi e essere parte del sistema. Io dico che non lavoro più vado e vado al parco: dunque né benzina né guerre.

 

Il futuro oggi ha come nickname Si Può Fare comunque nonostante le guerra, il caldo al mare, l'ultima carezza e l'ultima sigaretta?

Non lo so ma per quanto mi riguarda è quello che io sono riuscito a dire. A Roma si dice se pò fa. Ora c'è lo spettro della guerra che è anche nella canzone, io sono un privilegiato, qui non è arrivata e se posso stare a casa a fare colazione e scrivere canzoni...se pò fa non e non è una tragedia.

 

Se per Marx la religione era l'oppio dei popoli, per te lo è l'ignoranza?

Forse più che l'ignoranza i soldi. Perché generano ignoranza: se risolvere i problemi è inseguire i soldi il capitalismo si fa religione. Ignoranza è assenza di valori non di conoscenza.

 

Matteo alla fine possiamo dire che dopo questo album hai imparato un po' di più a stare al mondo?

Il problema è che posso avere risolto qualcosa ma la vita va avanti come il fiume di Eraclito ma alla prossima onda devi di nuovo nuotare, impossibile riuscirci. Mi sono tuffato volontariamente in questa confusione esistenziale, il mondo ci fa prevedere le cose, dal ristorante alle spiagge, invece la vita è cose nuove.

 

Che accadrà nelle prossime settimane, infine?

Lavoriamo sui concerti, occorre un mese di preparazione perché è un disco molto suonato grazie al produttore Luca Caruso: ogni strumento ha una parte precisa e il disco vogliamo suonarlo non da scapestrati ma precisi per onorare il lavoro del maestro Luca.

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