Nexus & Gabry Seth presentano Upside: il video

Musica

Il brano tratteggia il momento in cui le certezze iniziano a cedere e ti rendi conto che presente e passato non sono più così separati

IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ESCLUSIVO DELL'ARTISTA

Upside nasce dal bisogno di fare un passo indietro rispetto a un certo modo di intendere l’elettronica. Non volevamo scrivere una traccia pensata solo per il dancefloor, ma usare quel linguaggio per raccontare qualcosa che ci riguarda da vicino. L’incontro tra noi e Gabry Seth è avvenuto durante il Tour Music Fest ed è stato immediato: venivamo da percorsi diversi, ma con la stessa urgenza di andare oltre la superficie. Ci siamo concentrati sul momento in cui le certezze iniziano a cedere e ti rendi conto che presente e passato non sono più così separati. Restare in quella instabilità, senza cercare subito un equilibrio artificiale, per noi è parte del processo di conoscenza di sé.

Il videoclip ufficiale, diretto da Nicholas Baldini, prosegue questo percorso. Non c'è nessun distacco tra il suono e l'immagine; è un ulteriore livello di immersione in quella fase confusa, eppure necessaria, in cui le certezze iniziano a cedere e ci si ritrova nudi di fronte a se stessi. La protagonista, Melissa Gadani, è ferma in una vasca da bagno, davanti a una manciata di pillole e a un momento di non ritorno. In quell’istante, una trasfigurazione la sposta in un bosco. Abbiamo scelto questo ambiente perché è un luogo che non offre appigli: ci sono rami, fango, disordine. Uno spazio in cui l’instabilità diventa l’unica condizione possibile per arrivare a una consapevolezza effettiva. È lì che avviene il passaggio necessario per invertire la rotta, prima di tornare nella vasca, riaprire gli occhi e decidere di restare. Upside racchiude proprio quel momento particolare in cui non stai precipitando, ma non stai nemmeno risalendo. Sei sospeso, disallineato, aggrappato a qualcosa di fragile per non tornare indietro, mentre il tempo smette di essere affidabile.

Non c’è un prima e un dopo, ma una fase che si ripete. Il tempo non avanza, si accavalla. Il presente perde contorni, il passato torna senza essere chiamato, e tutto resta in una zona in cui non c’è una direzione chiara. È questo lo stato che ci interessava portare in musica: non il cambiamento come svolta, ma come permanenza in qualcosa che non è più sostenibile, ma nemmeno risolvibile. La voce di Martina Gaetano (Anyma Blue) è stata centrale: serviva una presenza umana, reale, che mantenesse il lato emotivo del pezzo senza renderlo rassicurante. Upside è il nostro modo di dire che anche dentro un contesto come il club si può raccontare qualcosa di personale, senza nasconderlo dietro l’intrattenimento. Il beat resta un mezzo, non un obiettivo. Serve a stare dentro il caos delle proprie emozioni, non a evitarlo. Ed è in quello spazio, spesso instabile, che sentiamo di poter essere più onesti, come artisti e come persone.

 

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