Il brano è una sorta di favola sospesa tra mito e leggenda che parla a ognuno di noi
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORIGNALE DELL'ARTISTA
Fin da bambina mi sono chiesta perché fossi nata e quale fosse lo scopo della mia presenza in questo mondo. È un interrogativo che, col tempo, ho capito appartenere a ognuno di noi. Sono domande insondabili, a cui è sempre difficile dare una risposta. Nel mio percorso interiore ho compreso che conoscere sé stessi è un viaggio straordinario e infinito, ovvero, che noi stessi siamo infinito. Ecco perché tale quesito risulta così complesso. Alle domande che mi sono posta sull'Universo, su Dio e sull'Anima, nel corso della vita sono arrivate delle piccole ma importanti Epifanie: siamo energia universale, scintille di cosmo. Spesso, però, lo dimentichiamo, lasciando che il senso di separazione prenda il sopravvento e ci faccia sentire soli, come se fossimo staccati da quel Tutto di cui facciamo parte. Accade perché in questa dimensione domina l’illusione, un velo che offusca la memoria della nostra origine.
Da questa consapevolezza nasce When She Remembers, il mio primo brano in lingua inglese, (inserito nel mio nuovo album Duetz) e realizzato con il supporto della traduttrice e interprete Gabriella Verdi. Composto sulla falsariga dei grandi standard americani, il brano presenta musicalmente un “verse” dalle sfumature jazz, per poi aprirsi in una ballata folk con echi nordeuropei e un accompagnamento di chitarra con spiccato accento jazz. Musica e parole portano la mia firma, mentre l’arrangiamento è stato curato dal meraviglioso chitarrista Giampiero Martirani che ha collaborato con Henghel Gualdi, Mia Martini e Lucio Dalla.
Attraverso il testo, concepito come una sorta di favola sospesa tra mito e leggenda, non parlo solo di me, ma di ognuno di noi, in quanto tutti siamo figli di qualcosa di immensamente più grande. Arriviamo sulla Terra e dimentichiamo i nostri scopi, che probabilmente risiedono proprio nel sondare il nostro animo profondo per rigenerare la nostra scintilla divina. Lo facciamo donando amore, un sentimento spesso confuso con l’attrazione o il bisogno di attenzioni. L’amore, quello vero, è un sorriso interiore: una carezza che scalda l'anima, la rasserena, la evolve e la appaga. È uno stato dell’essere, non una emozione nata dall’attrazione, come spesso erroneamente viene definito.
Tradurre in immagini concetti come lo scopo della vita, la fede, l’amore e l’essenza spirituale è stata una sfida complessa, finché non ho trovato la chiave di volta: la Natura, la nostra Madre Terra. Ho quindi ideato uno storytelling visivo fatto di paesaggi naturali e scenari fantastici, capace di narrare il testo della canzone in modo emotivo, onirico ed evocativo. I filmati sono stati scelti sul sito “Envato” e montati dal videomaker Andy Wallace dando forma a questa visione e creando un videoclip profondamente emozionale e non convenzionale. In questo lavoro ho scelto di non apparire: non troverete esseri umani, né tracce del passaggio dell’uomo. Protagoniste assolute sono la Natura e la fantasia, unite per dare voce a ciò che è puro e incontaminato. È un invito a ricordare che quella purezza ci appartiene: guardiamo l’universo come fosse qualcosa che è al di fuori di noi, ma lo abbiamo dentro, facciamo parte di esso. Noi siamo l’Universo.