Ha continuato a esibirsi fino all'età di 80 anni, portando il suo sound in Europa e negli Stati Uniti e consolidando il suo status di figura cult per giovani musicisti e appassionati. Il suo stile unico, caratterizzato da linee di chitarra complesse e arrangiamenti di fiati sofisticati, lo ha reso un simbolo dell'età d’oro del highlife e un mentore affettuosamente soprannominato "Zio Ebo"
Addio al pioniere dell'afrobeat. È morto ad Accra, la capitale del Ghana, a 90 anni Ebo Taylor, chitarrista, compositore e produttore ghanese considerato una delle figure più influenti della musica africana moderna. Taylor, la cui carriera ha attraversato oltre sei decenni, è scomparso il giorno dopo l'apertura del festival musicale che porta il suo nome nella città. Nato a Cape Coast nel 1936, Deroy 'Ebo' Taylor iniziò a esibirsi negli anni Cinquanta, partecipando a gruppi storici come i Stargazers e il Broadway Dance Band, contribuendo a definire il suono del highlife, il genere musicale ghanese che fonde ritmi tradizionali africani con jazz e influenze caraibiche.
Icona globale della musica africana
Negli anni Sessanta si trasferì a Londra, dove studiò musica e collaborò con artisti africani di spicco, tra cui il leggendario Fela Kuti. Questo scambio culturale e musicale è considerato determinante per la nascita dell'afrobeat, fusione tra highlife, funk, jazz e soul politico. Al ritorno in Ghana, Taylor divenne uno dei produttori più richiesti del Paese, lavorando con star locali come Pat Thomas e C.K. Mann, oltre a guidare i propri ensemble. Le sue composizioni, tra cui Love and Death, Heaven, Odofo Nyi Akyiri Biara e Appia Kwa Bridge, hanno conosciuto una rinnovata attenzione internazionale quando dj e label contemporanei hanno iniziato a campionarle, contribuendo a far conoscere il highlife ghanese a nuove generazioni e a influenzare artisti di hip-hop, R&B e jazz in tutto il mondo.
Una lunga carriera
Taylor ha continuato a esibirsi fino all'età di 80 anni, portando il suo sound in Europa e negli Stati Uniti e consolidando il suo status di figura cult per giovani musicisti e appassionati. Il suo stile unico, caratterizzato da linee di chitarra complesse e arrangiamenti di fiati sofisticati, lo ha reso un simbolo dell'età d’oro del highlife e un mentore affettuosamente soprannominato "Zio Ebo". Dalla notizia della sua morte, gli omaggi sono arrivati da tutto il mondo. Il collettivo Jazz Is Dead, con base a Los Angeles, lo ha definito "pioniere, uno dei padri dell'afrobeat e della musica highlife". La star ghanese di dancehall Stonebwoy, il produttore americano Adrian Younge e lo scrittore nigeriano Dami Ajayi hanno ricordato Taylor come maestro del highlife e straordinario arrangiatore. Con Ebo Taylor scompare non solo un musicista, ma un ponte tra tradizione e modernità, un artista che ha reso la musica africana patrimonio mondiale riconosciuto dall'Unesco.