Il frontman di uno dei gruppi più popolari dei primi anni 2000 è morto, a 47 anni, per un cancro al rene. Le sue canzoni hanno accompagnato un’intera generazione, lasciando un segno indelebile nel rock più ascoltato e amato dal grande pubblico
Brad Arnold, voce e anima dei 3 Doors Down, è scomparso il 7 febbraio, a 47 anni, dopo una lunga lotta contro un tumore al rene in stadio avanzato, diagnosticato alcuni mesi fa. A dare l’annuncio è stata la band con un messaggio affidato ai social, spiegando che il cantante si è spento serenamente nel sonno, circondato dall’affetto dei suoi familiari. Nato artisticamente nel Mississippi, il gruppo si era formato nel 1995 e aveva conosciuto un’ascesa rapidissima: già nel 1999 arrivò la prima nomination ai Grammy grazie a Kryptonite, brano scritto da Arnold quando aveva appena 15 anni, durante le lezioni di matematica.
Voce simbolo del rock anni Duemila
Il successo si consolidò con l’album d’esordio The Better Life (2000), che superò i sei milioni di copie vendute e lanciò singoli diventati simbolo dei primi anni Duemila come Loser, Duck and Run e Be Like That, quest’ultimo incluso nella colonna sonora di American Pie 2. Nel 2003 arrivò una nuova candidatura ai Grammy con When I’m Gone, tratta dal secondo album Away from the Sun, mentre la band proseguì il suo percorso con sei dischi in totale, fino a Us and the Night del 2016. In una nota, i 3 Doors Down hanno ricordato Arnold come un autore capace di rendere il rock mainstream immediato e profondamente emotivo, lasciando un segno duraturo nella cultura musicale di una generazione. Nel maggio scorso il cantante aveva reso pubblica la sua malattia, rivelando la presenza di metastasi ai polmoni, circostanza che aveva costretto il gruppo ad annullare il tour estivo.