Il rapper, che il 30 gennaio ha pubblicato il terzo album Anche gli eroi muoiono, ha racconato la nascita della disco e della canzone nel documentario Genesi e Ascesa di un Anti-idolo. Il brano nasce dal ricordo di un flirt con una ragazza in partenza per Parigi. Così, la fine di un rapporto idealizzato diventa nutrimento dell'immaginazione
Il 30 gennaio il rapper Kid Yugi, all’anagrafe Francesco Stasi, ha pubblicato il terzo album Anche gli eroi muoiono. Il disco include anche il singolo Amelie. Kid Yugi racconta la nascita dell’album e il significato della canzone nel documentario Genesi e Ascesa di un Anti-idolo, che ha pubblicato su YouTube. “Amelie nasce da questo flirt che ho avuto con questa ragazza e dal fatto che questa ragazza se n’è dovuta andare la mattina dopo che noi ci siamo aperti. Questa ragazza è dovuta partire, tornare a Parigi, e io la pensavo spesso, l’ho pensata spesso nelle ore successive, nei giorni successivi”, ha spiegato il rapper. “Chissà quante storie bellissime esistono così, nella vita di tutti, cioè quante volte ognuno di noi conosce una persona che finisce poi per idealizzare per tutta la vita o almeno per un lungo periodo”. Ha poi indagato il motivo per il quale la fine immediata di un rapporto può spesso rappresentare un regalo all’immaginazione. “Grazie a Dio esistono queste storie, perché non vengono sporcate, contaminate dalla realtà, che alla fine è quello che rende tutto umano e che rende tutto insipido”, ha detto. “Magari ti innamori di una ragazza, che per un motivo o per un altro, non vedi mai più perché si trasferisce in Australia e tu, continui a pensare a questa ragazza perché non te ne sei fatto in poco tempo un’idea precisa, ne hai appena abbozzato i contorni nella tua mente e quindi sei tu a riempirla, con te stesso, con i tuoi sogni, con le tue inclinazioni, con i tuoi desideri”.
IL TESTO
Ecco il testo del singolo Amelie di Kid Yugi:
Non ci ritroveremo mai nello stesso posto
Contemporaneamente, nell’altra parte del mondo
Non finiremo a letto insieme di nuovo per caso
Non ti ruberò mai più il nostro primo bacio
Non vedrò mai più il tuo sorriso
Che dirige tutti gli elementi del tuo viso in un quadro preciso
Sei durata un istante che ho reso eterno
Da cui scorre una vita di decisioni che non prenderemo
Ci rincontreremo sotto un treno
Oppure urlando mentre precipitiamo con l’aereo
In un tornado, sfiorandoci per caso in balia del vento
Fluttuando nello spazio ad un metro da un buco nero
La figlia che non avremo spero che abbia i tuoi occhi
La casa che non compreremo è piena di ricordi
Viaggi che non faremo, litigi, emozioni
Gli addii che non diremo ci rendono meno soli
Tu sei un sogno di libertà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi
Tu sei meglio della realtà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi
E non è vero che Dio ha riposato di domenica
Ti ha creata in segreto, sei il suo dono più bello
Sei così umana, sei la sintesi di ogni cosa
Leggera come il suicidio di un petalo di rosa
Ho preferito immaginarti piuttosto che viverti
Ho preferito disegnarti su risme sottili
Che a furia di ricalcarti saranno a brandelli
Finché non distingueremo matite e coltelli
Se fossi minuscolo, salterei sulle tue mani
E ti basterebbe stringerle a disintegrarmi
L’amore arriva solo se provi a scansarti
Chissà se basterà descriverti ad esorcizzarti
Sei sparita sulla Quinta Strada nel fumo dei tombini
Mentre ti urlavo in italiano: “Che cosa combini?”
Magari ci siamo sognati ed entrambi non siamo mai esistiti
Tu sei un sogno di libertà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi
Tu sei meglio della realtà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi
Tu sei un sogno di libertà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi
Tu sei meglio della realtà, ma
Te ne sei tornata già a Parigi
Te ne sei tornata già a Parigi