La canzone è un invito gentile a fare pace con se stessi, a ritrovare il valore delle piccole cose e a non permettere mai ai sogni di smettere di abitare il cuore
IL VIDEO E' INTRODOTTO DA UN TESTO ORGINALE DELL'ARTISTA
Ho curato personalmente la regia e il montaggio del videoclip di Altaluna grazie alla
produzione dei Cottonbro Studio, uno dei nomi piu’ iconici e influenti nel mondo dei
contenuti visivi degli ultimi anni. Protagonista del clip, una versione del Piccolo Principe: uno sguardo puro, curioso, capace di vedere ciò che gli adulti spesso dimenticano; seguiamo cosi’ lo sviluppo del video come una sorta di appunto tratta dal celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry. Ci muoviamo dentro una notte fatta di silenzi, sogni e possibilità con il piccolo principe che vorrebbe esplorare nuovi mondi e parla con la sua amata rosa, fino a quando non incontra il pilota, qui rappresentato da una giovane donna con in mano la luna, presenza costante e
luminosa che non è solo uno sfondo ma, diventa uno specchio: riflette desideri, fragilità e quella verità semplice che il brano porta con sé: non serve essere perfetti per essere giusti.
Attraverso lo sguardo del piccolo principe (ricordiamo la morale del romando ovvero
“l’essenziale è invisibile agli occhi”), la notte non è paura, ma spazio aperto dove le
speranze possono ancora respirare mentre il contrasto è sottile ma potente. Un mondo che vuole controllare tutto, dare un nome a ogni cosa, tenere la luna quasi come se fosse sottochiave, invece di lasciarla libera di brillare. Il bambino, invece, insegna a guardare in alto, a fidarsi del caos, a lasciare che sogni e speranze non siano qualcosa da possedere, ma da vivere e nel riflesso di quella luna, ogni adulto può riconoscere il proprio Piccolo Principe interiore.
Altaluna è una canzone che rappresenta una sorta di invito gentile a fare pace con sé
stessi, a ritrovare il valore delle piccole cose e a non permettere mai ai sogni di smettere di abitare il cuore, gli occhi e la mente, è una canzone che ti rimette al centro di te stesso ed è al tempo stesso quel momento raro in cui smetti di giudicarti, smetti di correre, e ti dai, finalmente, una pacca sulla spalla da solo. Un gesto semplice, quasi timido, che però pesa più di mille incoraggiamenti esterni. Tra mille errori fatti e avventure ancora da vivere, Altaluna diventa un invito alla fiducia:
fiducia in un percorso che non è mai lineare, fiducia nella propria fragilità, fiducia nel fatto che, nonostante la fatica, i dubbi, le cadute, c’è un punto in cui tutto si allinea.
Una canzone che sa di lieto fine, ma non di quelli perfetti da cinema: piuttosto di quel finale dolceamaro che ci piace davvero, dove c’è ancora un po’ di nostalgia, ma
soprattutto la certezza, nuova, luminosa, che il proprio cammino ha un senso. E così la luna, in questo brano, diventa un faro discreto: non promette soluzioni, ma una
direzione, come una complice silenziosa che ci ricorda che possiamo rimetterci in
cammino, senza paura.
Prodotta artisticamente da Lorenzo Morra il brano è stato registrato live ai Morra’s Studios di Asti ed è contenuto nel mio album Ci Faremo Bastare I Ricordi (Pirames).